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Precipitano un F/A-18F e un MH-60R della portaerei Nimitz a 30 minuti di distanza uno dall’altro

@ US Navy photo by Mass Communication Specialist 3rd Class Jack Barnell

In un pomeriggio che ha tenuto col fiato sospeso, la US Navy ha registrato due incidenti ravvicinati di due velivoli imbarcati sulla portaerei Nimitz, uno dei pilastri della flotta americana. Il 26 ottobre 2025, durante operazioni di routine nel Mar Cinese Meridionale, un elicottero MH-60R Seahawk e un caccia F/A-18F Super Hornet sono precipitati in mare a soli 30 minuti di distanza.

Tutti i cinque membri dell’equipaggio – tre sull’elicottero e due sul jet – sono stati recuperati illesi dalle squadre di ricerca e soccorso del Carrier Strike Group 11, confermando l’efficacia dei protocolli di sicurezza della Marina statunitense. Ma cosa ha causato questi eventi così ravvicinati? E qual è il contesto operativo in cui sta operando l’iconica portaerei Nimitz, alle soglie del ritiro?

Il contesto della missione: la portaerei Nimitz nel suo ultimo deployment

La USS Nimitz (CVN-68), varata nel 1975 e commissionata l’anno successivo, rappresenta un’era leggendaria dell’aviazione navale americana. Con una stazza di oltre 100.000 tonnellate e una lunghezza di 333 metri, questa superportaerei nucleare può ospitare fino a 90 aerei e elicotteri, gestendo migliaia di decolli e atterraggi in un ciclo operativo.

Attualmente imbarca il Carrier Air Wing 17 (CVW-17), che include squadroni di F/A-18E/F Super Hornet per l’attacco e la superiorità aerea, EA-18G Growler per la guerra elettronica, E-2D Hawkeye per il controllo aereo e un gruppo di MH-60R e MH-60S Seahawk per missioni antisommergibile e supporto logistico.

Il deployment, iniziato il 26 marzo 2025 dalla West Coast, ha visto la Nimitz operare principalmente nel Medio Oriente durante l’estate, in risposta agli attacchi Houthi contro il traffico commerciale nel Mar Rosso. Entrata nel Mar Cinese Meridionale il 17 ottobre, la portaerei sta completando la fase di ritorno verso la base di Kitsap, Washington, in quella che si preannuncia come la sua ultima crociera operativa prima del ritiro nel 2026.

In questo teatro strategico, le operazioni di routine includono addestramenti alle missioni Freedom of Navigation Operations, FONOP, esercitazioni congiunte con alleati come Filippine e Giappone, e pattugliamenti per contrastare le rivendicazioni cinesi su isole e atolli contesi. Proprio in questo contesto, gli incidenti del 26 ottobre assumono un peso maggiore. Il Mar Cinese Meridionale, area di circa 3,5 milioni di chilometri quadrati, è teatro di dispute territoriali che coinvolgono Cina, Vietnam, Malesia e Taiwan. Pechino controlla oltre 3.200 acri di terra attraverso basi militari su isole contese, minando secondo Washington la libertà di navigazione e il commercio globale, che transita per rotte vitali del valore di 3,4 trilioni di dollari annui.

La cronologia degli incidenti: da routine a emergenza

La sequenza degli eventi si è svolta con precisione svizzera, ma con esiti drammatici. Alle 14:45 ora locale, un MH-60R Seahawk dell’Helicopter Maritime Strike Squadron 73 (HSM-73), noto come “Battle Cats”, è decollato dalla portaerei Nimitz per una missione standard di sorveglianza marittima.

Questo elicottero bimotore, prodotto da Lockheed Martin e Sikorsky, è un pilastro delle operazioni antisommergibile. Equipaggiato con sonar, siluri Mk 54 e missili Hellfire, può volare per oltre 800 km a una velocità massima di 267 km/h. Improvvisamente, l’aeromobile è precipitato in mare, con i tre membri dell’equipaggio – pilota, co-pilota e operatore di sensori – che hanno attivato i giubbotti di salvataggio e attivato il beacon di emergenza.

Le squadre SAR, composte da elicotteri MH-60S e aerei P-8 Poseidon, hanno localizzato e recuperato l’equipaggio in meno di 30 minuti, trasferendolo a bordo per controlli medici. Tutti sono stati dichiarati in condizioni stabili, senza lesioni gravi.

Ma il dramma non era finito. Alle 15:15, solo mezz’ora dopo, un F/A-18F Super Hornet dello Strike Fighter Squadron 22 (VFA-22), i “Fighting Redcocks”, ha subito lo stesso destino. Questo caccia biposto, costruito da Boeing, è il cuore dell’aviazione carrier-based americana. Con una velocità supersonica di Mach 1,8, raggio d’azione di 1.200 km e capacità di trasportare fino a 8.000 kg di armamenti tra missili AIM-120 AMRAAM, bombe JDAM e pods di ricognizione, è progettato per missioni di superiorità aerea e attacco di precisione.

I due aviatori si sono lanciati dal velivolo con successo usando il sedile eiettabile Martin-Baker NACES, paracadutandosi nelle acque del Mar Cinese Meridionale. Anche qui, il recupero è stato rapido. Le unità del Carrier Strike Group 11, inclusi i cacciatorpediniere classe Arleigh Burke, hanno coordinato l’operazione, confermando la prontezza delle procedure di emergenza.

La US Pacific Fleet ha rilasciato un comunicato ufficiale: “Tutto il personale coinvolto è in condizioni stabili. Le cause di entrambi gli incidenti sono attualmente sotto indagine“. Ultimi aggiornamenti indicano che le indagini preliminari non hanno rivelato anomalie meteorologiche significative né interferenze esterne.

Tuttavia, voci da fonti interne suggeriscono un possibile problema condiviso, come una contaminazione del carburante. Il presidente Donald Trump, in volo verso l’Asia per un summit con Xi Jinping, ha commentato dall’Air Force One: “... potrebbe essere carburante non buono“, un’ipotesi che, se confermata, aprirebbe interrogativi sulla logistica di rifornimento in deployment prolungati.

Portaerei Nimitz: analisi tecnica e possibili cause degli incidenti

L’MH-60R, con oltre 300 esemplari in servizio, ha un tasso di affidabilità del 95% nelle operazioni carrier-based, grazie a ridondanze nei sistemi idraulici e avionici. Un guasto al rotore principale o un errore umano potrebbero spiegare la perdita di controllo, ma i dati del flight data recorder (FDR), recuperato parzialmente dall’elicottero, saranno cruciali.

Quanto al Super Hornet, il suo design “fly-by-wire” e i sistemi di atterraggio automatici (come il Precision Approach Landing System) riducono i rischi, ma in scenari di alta operatività – con decine di sortite al giorno – si possono amplificare gli errori. Queste perdite, stimate in oltre 100 milioni di dollari (60 per il Super Hornet, 40 per lo Seahawk), non sono isolate. La US Navy ha registrato 12 incidenti di classe A (danni per oltre 2 milioni) nel 2025, un aumento del 20% rispetto al 2024, attribuito a scarso budget e usura di asset datati.

La Cina ha risposto con un’offerta di “assistenza umanitaria“, un gesto diplomatico che Pechino ha usato in passato per accedere a tecnologie sensibili nei relitti. Il Ministero degli Esteri di Beijing ha esortato gli USA a “operare con prudenza” nelle acque contese, in un momento di distensione apparente. Proprio il 26 ottobre, il segretario al Tesoro Scott Bessent ha annunciato un framework per un accordo commerciale con la Cina, in vista del summit Trump-Xi del 30 ottobre a Seul. Tuttavia, sui social network c’è chi sottolinea il “timing sospetto“, con la portaerei Nimitz che seguiva unità navali cinesi durante esercitazioni live-fire. Sul fronte interno, la Casa Bianca ha minimizzato l’impatto. “La flotta rimane al 100% operativa“, ha dichiarato il Pentagono.

Categorie: News Militari
Redazione di Aviation Report: Dalla redazione di Aviation Report // From editorial staff

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