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F-15E Strike Eagle in Medio Oriente con nuova configurazione anti-drone con i razzi APKWS II

@ Comando Centrale USA - CENTCOM

Recentemente, il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha rilasciato un’immagine che mostra un caccia F-15E Strike Eagle operativo nel Medio Oriente, equipaggiato con una nuova configurazione di armamento progettata specificamente per contrastare i droni. Questa configurazione, che include sei lanciatori LAU-131A/A carichi di 42 razzi a guida laser AGR-20 APKWS II (Advanced Precision Kill Weapon System II), rappresenta un significativo passo avanti nella capacità delle forze aeree statunitensi di affrontare minacce aeree a basso costo, come i droni monouso utilizzati dai ribelli Houthi sostenuti dall’Iran.

Oltre ai razzi, l’aereo è armato con quattro missili aria-aria AIM-9X e quattro AIM-120C/D, portando il totale delle opportunità di ingaggio aria-aria a 50, senza contare il cannone interno da 20 mm M61 Vulcan. I razzi APKWS II con un peso di 15 kg, una lunghezza di 1,9 metri e una portata fino a 11 km da piattaforme aeree, offrono una precisione eccezionale (CEP – Circular Error Probable < 1 metro).

La proliferazione di droni a basso costo, utilizzati sia da forze regolari che irregolari, rappresenta una delle principali sfide per le forze armate moderne. I droni, come quelli impiegati dagli Houthi nello Yemen, sono economici, difficili da rilevare e possono essere lanciati in gran numero, creando problemi significativi per le difese aeree.

Per rispondere a questa minaccia, l’US Air Force ha integrato i razzi APKWS II, originariamente progettati per colpire bersagli terrestri, in un ruolo aria-aria. Questi razzi, con un costo stimato di circa 30.000 dollari ciascuno, offrono un’alternativa economica rispetto ai missili tradizionali come l’AIM-9X (circa 450.000 dollari) e l’AIM-120 (oltre 1 milione di dollari).

L’APKWS II è un sistema di guida laser che trasforma razzi Hydra da 70 mm in munizioni di precisione. Testato per la prima volta in un ruolo aria-aria nel 2019, ha dimostrato la sua efficacia contro bersagli lenti come droni e missili da crociera subsonici. La variante FALCO, utilizzata nell’area di responsabilità del CENTCOM, include aggiornamenti software che migliorano le prestazioni in scenari aria-aria, con una probabilità di abbattimento elevata in contesti operativi.

Inoltre, BAE Systems ha recentemente introdotto un nuovo cercatore a infrarossi per l’APKWS II, rendendolo un’arma a doppio sistema di guida (laser e infrarossi), che ne amplia ulteriormente le capacità contro una vasta gamma di minacce aeree.

La nuova configurazione dell’F-15E: un arsenale volante anti-drone

L’immagine rilasciata dal CENTCOM mostra un F-15E del 389th Fighter Squadron, basato presso la Muwaffaq Salti Air Base in Giordania, a circa 150 km da Gerusalemme e 300 km dal Mar Rosso. L’aereo è equipaggiato con sei pod LAU-131A/A, ciascuno in grado di trasportare sette razzi APKWS II, per un totale di 42 razzi. Questa configurazione consente al caccia di triplicare la sua capacità di ingaggio rispetto a un carico standard di missili aria-aria, che di solito include solo sei missili. La presenza di quattro AIM-9X e quattro AIM-120C/D garantisce inoltre la capacità di affrontare minacce più complesse, come aerei da combattimento o missili da crociera più avanzati.

Questa configurazione non solo aumenta la capacità di carico dell’aereo, ma riduce drasticamente il costo per abbattimento. Ad esempio, durante le operazioni di difesa di Israele contro attacchi di droni e missili iraniani nell’aprile 2024, gli F-15E hanno esaurito i loro missili, costringendo almeno un equipaggio a utilizzare il cannone Vulcan da 20 mm, senza però riuscire ad abbattere i bersagli. L’aggiunta dei razzi APKWS II offre una soluzione più efficace e sostenibile, permettendo ai caccia di mantenere una presenza prolungata in volo grazie al supporto del rifornimento in volo.

La configurazione anti-drone dell’F-15E è stata inizialmente testata presso la Eglin Air Force Base, in Florida, dove due Strike Eagle dei 96th Test Wing e 53rd Wing sono stati fotografati con carichi di quattro o sei pod LAU-131. Queste prove, condotte in risposta a un’esigenza operativa urgente, hanno permesso di accelerare l’integrazione dei razzi APKWS II sugli F-15E schierati in zona di operazioni. L’immagine pubblicata dal CENTCOM rappresenta la prima conferma visiva dell’utilizzo di questa configurazione nel teatro operativo del Medio Oriente.

L’F-15E, un caccia biposto, offre ulteriori vantaggi in questo ruolo. Il pilota può concentrarsi sulla guida dell’aereo, mentre l’operatore dei sistemi d’arma (WSO) gestisce il puntamento e l’ingaggio dei bersagli, utilizzando sistemi come il pod Sniper Advanced Targeting per designare i droni con il laser. Questo approccio, già utilizzato con successo dagli F-16 in coppia (uno designa il bersaglio, l’altro spara), si adatta perfettamente alle capacità dell’F-15E, che può trasportare un carico utile significativamente maggiore rispetto al Fightning Falcon.

L’integrazione dei razzi APKWS II sugli F-15E riflette un cambiamento nella dottrina tattica dell’US Air Force, che cerca di bilanciare efficacia e costi in scenari di combattimento asimmetrici. La capacità di trasportare 42 razzi, combinata con missili aria-aria tradizionali, trasforma lo Strike Eagle in una sorta di “arsenale volante” per la caccia ai droni, mantenendo al contempo la versatilità per missioni di superiorità aerea e attacco al suolo.

Questa configurazione potrebbe presto essere adottata anche da altri aerei, come gli F/A-18E/F Super Hornet della US Navy, che hanno già affrontato minacce simili nel Mar Rosso. Inoltre, l’esperienza maturata contro i droni Houthi e iraniani sottolinea l’importanza di sviluppare sistemi d’arma economici e scalabili per contrastare la crescente minaccia dei droni. L’aggiunta del seeker ad infrarossi all’APKWS II e l’eventuale integrazione su altre piattaforme, come l’F-35, potrebbero ulteriormente ampliare l’efficacia di questa soluzione.

In conclusione, l’F-15E equipaggiato con razzi APKWS II rappresenta una risposta pragmatica e innovativa alla sfida dei droni, dimostrando come piattaforme tradizionali possano essere adattate per affrontare minacce moderne. Con il sostegno del rifornimento in volo e la capacità di operare in ambienti complessi come il Medio Oriente, lo Strike Eagle si conferma un pilastro della potenza aerea statunitense, pronto a evolversi per le esigenze del campo di battaglia del futuro.

Redazione di Aviation Report: Dalla redazione di Aviation Report // From editorial staff

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