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Il 15° Stormo dell’Aeronautica Militare: intervista al Comandante e missione di volo con gli elicotteri HH-139 e HH-101

@ Aviation Report / Gianluca Vannicelli

Il 15° Stormo venne costituito con il nome di “15° Stormo Aeroplani B.D.” il 1° giugno 1931 sull’aeroporto di Ciampino come Reparto da bombardamento, sotto il comando del Col. Tullio Toccolini. Trasferitosi nel giugno 1936 sull’aeroporto di Castel Benito (Tripoli) con lo scopo di intensificare il programma addestrativo, nel 1938 lo Stormo si incaricò di effettuare i primi lanci dei Fanti dell’Aria. Il Quindicesimo si contraddistinse per numerosi atti di valore ed eroismo durante l’impiego sul fronte orientale libico e nonostante il rovinoso bombardamento all’aeroporto di Castel Benito del 7 ottobre 1940, il Reparto ricevette la Medaglia d’Argento al Valor Militare come riconoscimento per lo sforzo profuso dai suoi uomini in quel periodo.

A febbraio del 1941 gli uomini del 15° fecero ritorno in Italia per garantire l’avvicendamento del personale e nell’agosto del 1942 gli equipaggi vennero impiegati nuovamente in Africa Settentrionale fino a febbraio 1943, quando rientrarono a Vicenza per riassetto organizzativo. A maggio dello stesso anno, il Comando di Stormo ed il 46° Gruppo furono trasferiti in Sardegna, a Capoterra (Cagliari), mentre il 47° Gruppo a Oristano e due squadriglie a Pontedera. A luglio le squadriglie 20ª e 53ª furono dislocate a Boccadifalco (Palermo) a difesa delle coste siciliane. Dal 6 agosto il Comando del Reparto venne nuovamente trasferito a Firenze per la difesa dello spazio aereo toscano fino alla data dell’armistizio, l’8 settembre 1943, giorno in cui il “Quindicesimo” venne sciolto.

Ricostituito poi il 1° ottobre 1965 sull’aeroporto di Ciampino come 15° Stormo Soccorso Aereo, era composto dall’84° Gruppo Velivoli e dall’85° Gruppo Elicotteri ed equipaggiato con anfibi HU-16 ed elicotteri AB.47J, AB.47J3 e AB.204B. Dopo aver ricevuto la Medaglia d’Argento al Valore Civile nel 1968 per le operazioni di soccorso alle popolazioni di Toscana e Veneto devastate dall’alluvione del 1966, nel marzo 1971 lo Stormo venne intitolato al Gen. Stefano Cagna, Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria.

Nel 1977 lo Stormo inizia a ricevere i nuovi esemplari dell’elicottero anfibio Sikorsky HH-3F Pelican. Acquisito inizialmente in 35 esemplari, negli anni si sono susseguiti aggiornamenti e nuove versioni. L’HH3F è stato impiegato all’estero in varie missioni internazionali, tra le più importanti ricordiamo l’operazione “ALBA” nei Balcani, l’operazione “IBIS” in Somalia e l’operazione “Antica Babilonia” in IRAQ. Nel 2012 è stato sostituito dall’elicottero HH-139A che è attualmente in dotazione a tutti i quattro Centri C/SAR ed un Gruppo Volo dislocati in diversi aeroporti militari sul territorio nazionale che costituiscono il 15° Stormo, il quale è organizzato come segue:

  • Cervia: Comando 15° Stormo
  • Cervia: 83° Gruppo C/SAR
  • Cervia: 81° CAE – Centro Addestramento Equipaggi
  • Pratica di Mare: 85° Centro C/SAR
  • Gioia del Colle: 84° Centro C/SAR
  • Trapani: 82° Centro C/SAR
  • Decimomannu: 80° Centro C/SAR

A questi si aggiunge, a partire dal novembre del 2018, anche il 23° Gruppo Volo di Cervia che ha in dotazione i nuovi elicotteri HH-101A Caesar.

La missione primaria dello Stormo è quella della ricerca e soccorso di eventuali piloti ed equipaggi militari che dovessero trovarsi in condizioni di pericolo a seguito di un incidente di volo, inoltre lo Stormo contribuisce anche a missioni di pubblica utilità che posso vedere coinvolta anche la popolazione civile.

Gli elicotteri del 15° Stormo, infatti, hanno partecipato ad innumerevoli missioni di soccorso a favore della popolazione civile durante molti eventi di calamità naturale; ricordiamo i più recenti iniziando dal terremoto de L’Aquila, passando per l’incendio della Norman Atlantic, fino intervento in occasione dell’alluvione che ha interessato la popolazione della provincia di Reggio Emilia. Questo importante e fondamentale contributo offerto nel corso degli anni ha portato al salvataggio di circa 7300 vite dalla costituzione del Reparto.

Non da ultimo, lo Stormo si è distinto anche nel corso della crisi sanitaria dovuta al Covid19. Incessante, infatti, il supporto fornito nella prima fase della pandemia, quando sono stati garantiti con gli elicotteri dello Stormo numerosi trasporti in alto bio-contenimento per trasferire pazienti dagli ospedali del nord Italia verso le terapie intensive degli ospedali del sud Italia, i quali durante la prima ondata della pandemia avevano una capacità ricettiva nelle terapie intensive superiore.

Alla missione principale si sono aggiunte negli anni quella del C/SAR (Combat Search and Rescue), soccorso in ambiente ostile, supporto alle operazioni speciali- svolta con il nuovo elicottero pesante HH-101A Caesar – quella dell’antincendio boschivo svolta con gli elicotteri HH-139 e HH-212 e quella dello SMI (Slow Movers Interception).

Quest’ultima attività rientra tra quelle deputate alla sorveglianza e alla difesa dello spazio aereo nazionale da eventuali minacce portate da velivoli lenti e/o di piccole dimensioni, in particolare in occasione di grandi eventi pubblici.

Le straordinarie capacità dei velivoli a disposizione, che consentono di operare in condizioni metereologiche marginali e in qualsiasi contesto ambientale (mare, terra o montagna) sia di giorno che di notte, unite all’elevato addestramento degli equipaggi, fanno del 15° Stormo uno strumento indispensabile ed irrinunciabile della catena del soccorso aereo nazionale.

Gli eventi in cui sono chiamati ad intervenire gli equipaggi militari sono nella maggior parte dei casi molto complessi ed è per questo che la preparazione del personale è fondamentale, per questo l’addestramento viene condotto sempre ai massimi livelli con profili di missione sempre molto articolati simulando scenari operativi impegnativi.

Come abbiamo detto, alla missione di ricerca e soccorso, il 15° Stormo ha affiancato la missione antincendio che viene attivata soprattutto nella stagione estiva, in particolare in Sicilia e in Sardegna, grazie all’impiego di una speciale benna in dotazione che viene agganciata sotto agli elicotteri. Questa capacità, molto importante per la tutela del territorio e dell’ambiente, prevede un addestramento specifico in quanto gli equipaggi volano spesso in condizioni difficili o con scarsa visibilità. Sono cinque anni che questa specifica missione viene svolta in maniera intensa a dimostrazione della grande versatilità dell’elicottero HH-139.

Versatilità che viene apprezzata anche per le missioni SMI, che vedono proprio l’elicottero HH-139 impiegato insieme ai velivoli da combattimento Eurofighter nel dispositivo nazionale di difesa aerea. Gli elicotteri, con il supporto degli di personale altamente specializzato del 16° Stormo, sono stati già impiegati in questa attività in numerosi eventi di grande rilevanza come ad esempio il G8 in Sicilia, la visita del presidente cinese Xi Jinping o l’ultimo G20 di Roma.

Siamo andati a Cervia per trascorrere due giorni con il personale dello Stormo, per apprezzare e vedere da vicino il loro lavoro e gli assetti ad ala rotante che hanno in dotazione. Abbiamo avuto l’opportunità di prendere parte a due missioni di Ricerca e Soccorso, delle quali una notturna, ed una missione di addestramento al Personnel Recovery per scoprire chi sono e come si addestrano i piloti, gli operatori di bordo e gli Aero-Soccorritori.

Come menzionato precedentemente, l’83° Gruppo SAR di Cervia è equipaggiato con gli elicotteri HH-139A (Alpha) e con la nuova versione HH-139B (Bravo). Questa nuova versione, che sarà acquisita dalla Forza Armata in 17 esemplari che andranno ad affiancare gli attuali 13 in versione Alpha, differisce leggermente nella fusoliera, è equipaggiata con un doppio verricello che fornisce maggiore sicurezza, ha una capacità di carico maggiorata di 200 Kg (da 6800 si passa a 7000 Kg) e non ha più i finestrini a bolla sostituiti da finestrini scorrevoli che, pur mantenendo un’ottima visibilità, sono studiati per l’impiego di eventuali armamenti da impiegare nelle missioni SMI.

L’elicottero versione “Bravo” dispone inoltre soprattutto di un’avionica più aggiornata con una Mission Console interna interfacciata con il radar con il FLIR per discriminare le tracce termiche e che permette una ricerca più efficace sia nelle ore notturne che in territori impervi dove la vegetazione è più fitta. Per la flotta attualmente in servizio è previsto un programma di retrofit che porterà gli elicotteri Alpha ad una versione molto simile alla Bravo, per quanto riguarda i sistemi e l’avionica di bordo.

Con l’HH-139A, elicottero biturbina spinto da due motori Pratt & Whitney PT6C-67C Turboshafts con FADEC che gli consentono una velocità massima di crociera di circa 300 Km/h, abbiamo partecipato a due missioni su terra di ricerca e soccorso, durante le quali gli equipaggi si sono addestrati al recupero di personale tramite verricello e barella con il supporto di personale Aero-Soccorritore ed Operatore di Bordo. La ricerca e recupero del survivor è stata condotta in maniera eccezionale con l’HH-139A in hovering “fisso sul punto” e l’Aero-Soccorritore verricellato oppure mentre era impegnato nella gestione della barella.

L’attività svolta di giorno è stata ripetuta in un’altra zona montuosa ma di notte e qui, con i visori notturni NVG (Nigth Vision Goggles) che permettono la visione notturna paragonabile alla visione con la luce diurna, abbiamo avuto dimostrazione della grande preparazione di tutto il personale che in condizioni di volo marginali ha condotto la missione di ricerca e soccorso con grande perizia e professionalità mettendo in luce le capacità di operare in ogni condizione, grazie ad una preparazione di altissimo livello che coinvolge tutto il team di piloti, Aero-Soccorritori e operatori di bordo. La tecnologia e il know-how maturato negli anni e l’addestramento effettuato, conferiscono all’83° Gruppo SAR, come a tutti gli altri Centri, la capacità di intervento assicurata H24 per 365 giorni all’anno anche in condizioni meteorologiche marginali, rendendo di fatto possibile la conduzione di soccorsi in zone impervie o in mare aperto in completa sicurezza.

Tutto ciò come ci ha raccontato il nostro accompagnatore il Magg. Michele M., si è tramutato in realtà durante l’alluvione a Reggio Emilia nel 2017. In quella occasione, l’equipaggio di un elicottero del 15° Stormo ha portato in salvo dai tetti delle case ben 47 persone, sulle 52 totali salvate dall’Aeronautica Militare in circa 10 ore di volo. Ma sono tante le occasioni nelle quali gli elicotteri del 15° Stormo sono intervenuti a supporto della comunità. Altro esempio è stato l’intervento sul traghetto italiano Norman Atlantic che all’alba del 28 dicembre 2014, in navigazione sulla rotta da Patrasso ad Ancona, dichiarò emergenza a causa di un incendio divampato a bordo mentre era a circa 50 miglia a sud est di Brindisi. I primi ad intervenire poco dopo il lancio del SOS furono proprio gli elicotteri SAR HH-139A del 15° Stormo che portarono in salvo 56 persone.

Questi risultati si ottengono solo con un addestramento continuo e missioni pianificate con grande accuratezza, sia in fase di briefing che di de-briefing a fine missione. Addestramento che viene svolto quotidianamente internamente allo Stormo o con esercitazioni specifiche come quelle svolte con il CNSAS, quali le SATER o le “Grifone” che tendono a sviluppare e migliorare le capacità di proiettare personale e velivoli nel più breve tempo possibile nell’area di operazioni, gestire le emergenze e le contingenze del volo.

Tutto questo ricade anche tra i compiti dell’81° CAE – Centro Addestramento Equipaggi che ha il compito di standardizzare l’addestramento di tutti gli equipaggi di volo, operatori di bordo ed Aero-Soccorritori, che poi diventano istruttori e svolgono i corsi di sopravvivenza a tutto il personale dell’Aeronautica Militare.

Con il 23° Gruppo Volo abbiamo invece partecipato ad una missione di addestramento al trasporto tattico su terra con un elicottero HH-101A Caesar dotato di tre mitragliatrici Gatling M134 da 7,62mm, due montate lateralmente ed una posteriormente sulla rampa di carico. Il “Caesar” è stato sviluppato da Leonardo Helicopter Division seguendo le specifiche esigenze dell’Aeronautica Militare, ed è basato sulla cellula dell’elicottero EH/AW-101, assetto testato con successo in molti scenari operativi sia in ambito nazionale che internazionale anche dalla Marina Militare italiana e dalla Royal Air Force.

Il primo elicottero HH-101A Caesar per l’Aeronautica Militare è andato in volo a Yeovil, in Inghilterra, nel marzo del 2014, ed è entrato ufficialmente in servizio nella flotta ad ala rotante dell’Aeronautica Militare a giugno 2016. Ad oggi la Forza Armata ha previsto la messa in linea di 15 macchine.

Gli HH-101A Caesar, spinti da tre motori GE CT7-8E che gli permettono una velocità di crociera di circa 280 Km/h, sono impiegati per compiti di Search and Rescue, Combat Search and Rescue, Personnel Recovery, Supporto Aereo alle Operazioni Speciali, Trasporto Tattico, Evacuazione Sanitaria e altri ruoli a supporto della popolazione civile e della comunità.

L’elicottero, caratterizzato da una elevata proiettabilità, anche fuori dai confini nazionali, è un assetto estremamente importante a supporto delle operazioni aeree nazionali. Il nuovo elicottero è equipaggiato con i più moderni sistemi di navigazione e comunicazione tecnologicamente allo stato dell’arte, con blindature e protezioni balistiche per l’equipaggio e i passeggeri e con un kit con sonda per il rifornimento in volo, capacità estremamente importante per la Forza Armata posseduta in Europa solo da Italia e Francia.

Anche in questa missione, seppure completamente diversa da quelle effettuate con il 139, abbiamo potuto constatare la preparazione del personale impegnato in un volo tattico nell’entroterra romagnolo e in atterraggi e decolli in zone impervie per simulare il rifornimento di basi avanzate ed isolate dove, oltre all’addestramento, anche l’affiatamento tra tutto l’equipaggio fa la differenza tra il portare o meno a termine la missione. Proprio per questo motivo la missione, pianificata nei minimi dettagli, ha previsto anche l’inserimento simulato di difese contraeree nemiche lungo il percorso per permettere l’addestramento all’ingaggio da parte dei gunners con le mitragliatrici di bordo.

Abbiamo approfondito alcuni dettagli con il Comandante del 15° Stormo, il Colonnello Giacomo Zanetti, alla guida del 15° Stormo dal mese di settembre del 2020. Abbiamo parlato della nuova versione del 139, dell’elicottero 101 e del supporto durante i primi mesi della crisi sanitaria.

A conclusione non ci resta che ringraziare l’Ufficio Pubblica Informazione AM, il Comandante del 15° Stormo Colonnello G. Zanetti, l’ufficiale PI il Magg. Michele M. e il Cap. Simone A., i Comandanti dell’83° Gruppo SAR e del 23° Gruppo Volo e tutto il personale del 15° Stormo.

Testo: Stefano Monteleone
Immagini: Gianluca Vannicelli, Stefano Monteleone
Video: Stefano Monteleone, Gianluca Vannicelli, Ufficio Pubblica Informazione AM

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Stefano Monteleone: Direttore editoriale e Capo redattore di Aviation Report. Ho volato a bordo di aeromobili militari quali: AB-212, EH-101, SH-90 (Marina Militare); AW-139 (Guardia Costiera); HH-139A, HH-101A, G-222, C-27J, KC-767A, KC-130J (Aeronautica Militare); CH-47C, CH-47F, NH-90, AB-412, AB-205 (Esercito AVES); ATR-42, HH-412, AW-139 (Guardia di Finanza); ACH130 Aston Martin (Airbus). // Editorial Director and Chief Editor of Aviation Report. I have flown aboard military aircraft such as: AB-212, EH-101, SH-90 (Italian Navy); AW-139 (Coast Guard); HH-139A, HH-101A, G-222, C-27J, KC-767A, KC-130J (Italian Air Force); CH-47C, CH-47F, NH-90, AB-412, AB-205 (Italian Army Aviation); ATR-42, HH-412, AW-139 (Italian Custom Police).

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