dallIl 12 agosto 1977 segna una data fondamentale nella storia della ricerca e soccorso dell’Aeronautica Militare. Quel giorno la ditta costruttrice consegna al 15° Stormo di Ciampino il primo elicottero HH-3F Pelican, destinato a sostituire gli anfibi Grumman HU-16 Albatross nei compiti di Search and Rescue. La fotografia d’epoca mostra la nuova macchina bianca e gialla affiancata agli ultimi HU-16 ancora in servizio, simbolo di un passaggio generazionale che avrebbe cambiato per sempre le capacità operative del soccorso aereo italiano.
A partire dal progetto Sikorsky S-61R, l’HH-3F, prodotto su licenza dalla Agusta, era una macchina biturbina pentapala con capacità anfibie, rampa posteriore e prestazioni pensate per operare in ogni condizione meteorologica, di giorno e di notte, sul mare come sulla montagna. L’Aeronautica Militare acquisì un primo lotto di 20 esemplari a partire dal 1977, seguiti da altri 15 nei primi anni Novanta, per un totale di 35 macchine. Gli elicotteri divennero pienamente operativi nel 1979 e l’Aeronautica Militare li dislocò presso i centri del 15° Stormo, garantendo copertura su tutto il territorio nazionale.
L’elicottero HH-3F Pelican e la trasformazione del 15° Stormo
Il 15° Stormo, ricostituito nel 1965 a Ciampino come reparto SAR, si affidava agli HU-16 e a elicotteri leggeri come gli AB-47 e gli AB-204, prima dell’arrivo del Pelican. Queste piattaforme, pur meritorie, mostravano limiti evidenti in termini di autonomia, capacità di carico e operatività notturna o in condizioni meteo severe. L’HH-3F rappresentò un salto qualitativo: due turboalbero General Electric T58 da circa 1.500 cavalli, velocità massima intorno ai 260 km/h, autonomia di circa 750 km e un verricello capace di sollevare personale e feriti anche in mare mosso.
Gli equipaggi potevano così intervenire a distanze maggiori e in scenari più complessi. Chi si chiede quando sia entrato ufficialmente in servizio l’elicottero HH-3F Pelican trova la risposta nella consegna del 1977 e nella piena operatività raggiunta entro il 1979. La macchina si dimostrò subito affidabile e versatile, tanto da diventare il simbolo del soccorso aereo italiano per quasi quattro decenni. Gli HH-3F nel corso degli anni sono stati sottoposti a diversi aggiornamenti.
I primi esemplari “Alpha” furono progressivamente portati allo standard “Bravo” e successivamente “Charlie”, con miglioramenti all’avionica, sistemi di autoprotezione, possibilità di montare mitragliatrici brandeggiabili e capacità di operare con visori notturni. Queste modifiche permisero di estendere il ruolo oltre il SAR tradizionale verso il Combat Search and Rescue e il supporto alle operazioni speciali.
Missioni, salvataggi e il lungo servizio dell’HH-3F
L’Aeronautica dal 1993 in poi impiegò gli HH-3F anche fuori area. Somalia (operazione Restore Hope), Albania, Bosnia, Kosovo e Iraq (Antica Babilonia). Questi elicotteri in Italia garantivano copertura continua attraverso i centri di Cervia, Pratica di Mare, Trapani e Gioia del Colle. I numeri finali sono impressionanti: oltre 185.000 ore di volo e circa 7.000 vite salvate in missioni SAR e CSAR, in Italia e all’estero.
Molti si chiedono perché l’Aeronautica Militare abbia scelto proprio l’HH-3F per sostituire gli HU-16. La risposta sta nella combinazione di autonomia, capacità anfibie, robustezza e possibilità di operare in ambienti ostili, caratteristiche che gli idrovolanti e gli elicotteri della generazione precedente non potevano più garantire in modo adeguato.
Il 26 settembre 2014, a Pratica di Mare, si tenne la cerimonia di congedo. L’esemplare MM81337 “15-25” effettuò l’ultimo volo, accompagnato in formazione da un HH-139A, il successore designato per il ruolo SAR. Il Pelican lasciava il servizio attivo dopo 37 anni, sostituito principalmente dall’HH-139A per le missioni di ricerca e soccorso e, per le capacità CSAR più spinte, dall’HH-101A Caesar.
Anche dopo il ritiro la storia dell’elicottero HH-3F Pelican non si è del tutto conclusa. Nel novembre 2024 la società americana Clayton International, specializzata nella manutenzione e nel refitting di elicotteri Sikorsky, ha acquisito l’intera flotta residua di 26 esemplari radiati dall’Aeronautica Militare, insieme a un consistente stock di parti di ricambio. L’Italia ha trasferito venti di queste macchine negli Stati Uniti per possibili ripristini o utilizzi secondari.
Oggi il 15° Stormo continua a svolgere le missioni di ricerca e soccorso e di supporto con gli HH-139 (nelle versioni A e B), mantenendo la tradizione di copertura nazionale e di intervento in scenari complessi. L’eredità del Pelican resta viva nei protocolli operativi, nella formazione degli equipaggi e nella memoria di migliaia di interventi riusciti.