In un’epoca in cui l’aviazione militare evolve verso paradigmi di dominio aereo ibridi, Lockheed Martin ha alzato il velo su Vectis, un Collaborative Combat Aircraft (CCA) che promette di ridefinire le regole del combattimento aereo. Annunciato il 21 settembre 2025 dalla leggendaria divisione Skunk Works, questo drone stealth di Gruppo 5 rappresenta l’apice di decenni di innovazione in stealth technology, autonomia e integrazione sistemica.
Con un design tailless e ala a delta che evoca i contorni affusolati dell’F-35, Vectis non è solo un “wingman” unmanned, ma un framework agile e modulare capace di eseguire missioni complesse in teatri operativi come l’Indo-Pacifico o l’Europa. Questo sviluppo non è mera speculazione: è un passo concreto verso l’air dominance del XXI secolo, dove droni come Vectis amplificano le capacità dei piloti umani senza comprometterne la sicurezza.
La presentazione arriva in un contesto di intensa competizione nel programma CCA dell’US Air Force, dove Lockheed Martin, dopo aver perso il contratto Increment 1 a favore di General Atomics e Anduril, ha optato per un approccio self-funded per accelerare lo sviluppo. Come confermato da fonti aggiornate inclusi report da media internazionali, il prototipo Vectis è già in fase di assemblaggio, con un primo volo previsto entro la fine del 2027. Questo tempismo aggressivo – design, build e fly in soli due anni – riflette l’impegno di Skunk Works nel superare i ritardi tradizionali delle acquisizioni militari, puntando a un costo unitario sotto i 20 milioni di dollari, competitivo per un asset high-end.
Il design stealth e le caratteristiche tecniche di Vectis
Al cuore di Vectis c’è un’attenzione maniacale alla survivability, un aspetto che Lockheed Martin definisce “best in CCA class“. Il design tailless con ala a delta e presa d’aria dorsale minimizza la firma radar e infrarossa, incorporando materiali avanzati e shaping derivati da programmi classificati come l’RQ-170 Sentinel e prototipi di sesta generazione. Immaginate un velivolo più compatto di un F-16 ma più robusto di un missile cruise: con un peso al decollo massimo superiore a 1.320 libbre (circa 600 kg) e capacità di operare oltre i 18.000 piedi (5.500 metri), Vectis è classificato come Group 5 UAS, ideale per operazioni ad alta quota in ambienti contestati.
Alcune specifiche tecniche, pur non completamente divulgate, emergono da render e video promozionali: un vano armi interno capace di ospitare missili come l’AGM-88 HARM per soppressione delle difese aeree, sensori conformi ispirati all’EOTS dell’F-35 per ISR (Intelligence, Surveillance, Reconnaissance), e suite di electronic warfare per jamming e deception.
La propulsione rimane un mistero. Lockheed ha evitato dettagli sul motore, enfatizzando autonomia e velocità supersonica compatibili con teatri come Medio Oriente, Indo-Pacifico o Europa. Grazie al digital engineering e manifattura additiva ereditata dai programmi NGAD (Next Generation Air Dominance), Vectis è progettato per essere modulare. Payload intercambiabili per strike di precisione, air-to-air combat o relay di segnali, tutto gestito da un’architettura open mission systems che evita problemi di aggiornamenti dei sistemi.
OJ Sanchez, vice president di Skunk Works, ha descritto Vectis come “il culmine della nostra expertise in integrazione complessa, sviluppo velivoli e sistemi autonomi“. In alcune simulazioni, un singolo F-22 ha coordinato quattro Vectis per intercettare minacce aeree, con i droni in avanguardia a rilevare e ingaggiare bersagli mentre il pilota manned funge da “quarterback“. Questo teaming non è fantascienza: integra il Mission Domain Control eXperience (MDCX) di Lockheed, già testato con F-35, per una connettività multi-dominio seamless.
Integrazione con F-35 e ruolo nel programma CCA
Vectis brilla nel suo ruolo di collaborative platform, specialmente in teaming con l’F-35 Lightning II. Pensate a uno scenario Indo-Pacifico. L’F-35 opera come nodo centrale, mentre Vectis estende il raggio d’azione con missioni di scouting autonomo o offensive counter-air, riducendo l’esposizione del pilota a minacce SAM o caccia nemici. Lockheed enfatizza l’interoperabilità con piattaforme di quinta e sesta generazione, inclusi F-22 e, aggiungiamo noi, B-21A Raider e anche asset della US Navy, allineandosi alla visione “Family of Systems” dell’USAF per l’air dominance ibrida.
Nel panorama del programma CCA, Vectis si posiziona come candidato ideale per Increment 2, dopo che Increment 1 ha premiato design più “spendibili” (attritable), in termine di perdite accettabili in battaglia, come YFQ-42A di General Atomics e YFQ-44A di Anduril. A differenza di questi, Vectis privilegia la capacità di sopravvivere in battaglia sul costo puro del velivolo, con analisi operative simulate che mostrano un’efficacia superiore del 80% rispetto a caccia di sesta generazione a metà prezzo. Fonti internazionali già speculano su esportazioni verso Australia e Giappone, dove Vectis potrebbe integrare flotte F-35 per contrastare minacce cinesi.
Ma cosa rende Vectis così appealing per l’USAF? Secondo Lockeed Martin la sua flessibilità in scenari di Agile Combat Employment (ACE): runway-dependent ma ottimizzato per basi austere, con manutenzione semplificata grazie a materiali durevoli. In un’era di budget ristretti, offre l’80% delle capacità di un NGAD a costi contenuti, supportando l’obiettivo di acquisire centinaia di CCA entro il 2040.
Implicazioni strategiche e sviluppi: Vectis e l’era dell’aviazione militare autonoma
L’annuncio di Vectis non è isolato. Riflette una corsa globale agli UCAV (Unmanned Combat Air Vehicles). Competitor come Boeing con MQ-28 Ghost Bat o Northrop Grumman stanno spingendo su design low-observable, ma Lockheed punta sul suo heritage stealth – dal Blackbird all’F-117 – per differenziarsi, con Sanchez che dice “non stiamo costruendo una piattaforma, ma un nuovo paradigma per l’air power”.
In Europa, purtroppo, si nota il gap, dove FCAS e Tempest ancora arrancano su droni collaborativi. Per l’Italia e alleati NATO, anche Vectis apre scenari di co-sviluppo, potenzialmente integrabile con Eurofighter Typhoon ed F-35 anche per missioni di difesa aerea del confine est dell’Alleanza.
Guardando avanti, anche il Vectis, come i droni di GA-ASI e Anduril, simboleggia il cambiamento verso flotte miste, dove droni altamente performanti ma anche spendibili come questo riducono rischi umani e massimizzano la letalità. Attendiamo sviluppi futuri sul Vectis.