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Lockheed Martin finalizza il contratto per circa 300 F-35

@ Aviation Report / Gianluca Conversi

Lockheed Martin e l’F-35 Joint Program Office (JPO) hanno raggiunto un accordo definitivo sui lotti 18–19 per la produzione e la consegna di fino a 296 F-35, ampliando la flotta globale del più avanzato caccia attualmente in produzione. Il contratto per circa 300 F-35 per la produzione del velivolo accresce la dotazione di aeromobili delle forze armate statunitensi, dei partner internazionali e dei clienti delle Foreign Military Sales (FMS). Le consegne relative a questi lotti inizieranno nel 2026.

Annunciato il 29 settembre 2025, questo contratto per i lotti di produzione 18 e 19 – noto come “F-35 contract lots 18 and 19” – vale complessivamente 24,3 miliardi di dollari e copre fino a 296 aeromobili. Si tratta di un capitolo cruciale nella saga dell’F-35 Lightning II, che continua a consolidare il suo ruolo come pilastro della difesa aerea americana e alleata, con consegne previste a partire dal 2026.

In un contesto di tensioni geopolitiche crescenti e modernizzazione delle flotte aeree mondiali, questo accordo non è solo un affare commerciale: rappresenta la fiducia incrollabile in un velivolo che ha già superato il milione di ore di volo e conta oltre 1.230 esemplari in servizio in 12 nazioni.

“Il contratto per i lotti 18-19 dell’F-35 conferma la fiducia nel più efficiente e capace caccia oggi in produzione,” ha dichiarato Chauncey McIntosh, vicepresidente e general manager del programma F-35 Lightning II di Lockheed Martin. “Siamo orgogliosi di supportare i nostri clienti e rafforzare ulteriormente il ruolo dell’F-35 nel promuovere la pace attraverso la deterrenza.”

L’aumento del prezzo per velivolo nei lotti 18-19 rispetto agli anni precedenti è stato inferiore al tasso d’inflazione. L’F-35 ha mostrato la sua efficacia in scenari di combattimento. Con oltre 1 milione di ore di volo, 12 nazioni che lo impiegano nella flotta globale — con altre in arrivo — e più di 1.230 aeromobili in servizio, l’F-35 è una risorsa essenziale per la sicurezza globale.

I dettagli del contratto per circa 300 F-35 dei lotti 18 e 19

Il contratto, formalizzato con una modifica da 12,5 miliardi di dollari, definisce pienamente il lotto 18 – che passa da 145 a 148 aeromobili – e aggiunge una nuova tranche per altri 148 del lotto 19, per un totale di 296 F-35 Lightning II. Si tratta di un accordo di tipo “fixed-price incentive (firm-target)”, che bilancia flessibilità e controllo sui costi, escludendo però i motori F135 di Pratt & Whitney, la cui trattativa separata è attesa entro fine 2025.

La produzione avverrà principalmente nello stabilimento di Lockheed Martin a Fort Worth, in Texas, con consegne che inizieranno nel 2026 e si completeranno entro agosto 2028 per il lotto 19.Ma cosa significa questo per le forze armate? Il lotto 18 include 83 F-35 per gli Stati Uniti (40 F-35A per l’USAF, 13 F-35B per l’USMC e 10 F-35C per l’USN), più 62 per clienti internazionali.

Nel lotto 19, le allocazioni sono altrettanto strategiche: 40 F-35A per l’Air Force, 12 B e 8 C per i Marine Corps, 9 C per la Navy, oltre a 13 A e 2 B per i partner del programma (tra cui il Regno Unito per la sua Tranche 2) e 52 A con 12 B per vendite estere (Foreign Military Sales, FMS).

Queste cifre riflettono una distribuzione equilibrata tra varianti: l’F-35A convenzionale, l’F-35B a decollo corto  atterraggio verticale per operazioni anfibie e l’F-35C per le portaerei. Le negoziazioni, avviate nel 2023, hanno superato ostacoli significativi, inclusa una “handshake deal” preliminare nel dicembre 2024 da 11,8 miliardi di dollari per un contratto di tipo “undefinitized”.

Lockheed Martin ha persino finanziato di tasca propria la linea di produzione per evitare interruzioni, un impegno che ha evitato ritardi catastrofici. Secondo Chauncey McIntosh, vicepresidente e general manager del programma F-35, “questo contratto rappresenta la fiducia continua nell’aeromobile da combattimento più capace in produzione oggi“.

Un prezzo controllato per il contratto per circa 300 F-35

Uno degli aspetti più intriganti per chi segue l’economia della difesa è il costo unitario. Il prezzo medio per airframe – esclusi motori, armi e supporto logistico – si attesta a 82,4 milioni di dollari, con un incremento rispetto ai lotti precedenti inferiore al tasso di inflazione USA.

Questo dato è cruciale: mentre l’economia globale ha subito pressioni inflazionistiche sul contratto per il lotti 15-17, il JPO e Lockheed hanno negoziato un costo per aereo al di sotto degli indici di inflazione rilevanti, mantenendo l’F-35 Lightning II competitivo rispetto a rivali come il Su-57 russo o il J-20 cinese.

Per contestualizzare, l’F-35A costa tipicamente meno delle varianti B e C, con stime intorno ai 78-80 milioni di dollari per unità base. Ma il vero valore emerge nel ciclo di vita: il costo orario di volo (CPFH) è sceso a 35.000 dollari nel 2019 e Lockheed mira a ridurlo a 25.000 dollari entro il 2025 attraverso una logistica performance-based.

E qui sorge una domanda comune: quanto influisce l’inflazione sui contratti degli F-35? Il programma ha assorbito le sfide mantenendo costi prevedibili, un fattore chiave per attrarre nuovi acquirenti come Singapore, che ha confermato le consegne dei suoi primi F-35B entro fine 2026.

Le varianti dell’F-35 Lightning II: stealth, sensori e potenza di fuoco

L’F-35 Lightning II non è un semplice caccia: è un sistema d’arma integrato, con radar AESA AN/APG-81, fusione dei sensori e capacità stealth che lo rendono poco visibile ai radar nemici fino a distanze critiche. Alimentato dal turbofan F135-PW-100 da 43.000 libbre di spinta, l’aeroplano misura 15,7 metri di lunghezza, ha un’apertura alare di 10,7 metri e un peso massimo al decollo di 31.750 kg, con 8.390 kg di carburante interno e un payload fino a 8.160 kg.

Le varianti si adattano a missioni diverse: l’F-35A per eccelle in penetrazione profonda e strikes di precisione; l’F-35B, a decollo corto e atterraggio verticale, è ideale per i Marines in ambienti austeri; l’F-35C, rinforzato per le catapulte delle portaerei, rafforza la proiezione navale USA. Aggiornamenti come il Tech Refresh 3 e i futuri Block 4 – con oltre 80 miglioramenti, inclusi missili AGM-158 JASSM e GBU-53/B Stormbreaker – arriveranno proprio su questi lotti, elevando anche le capacità di net-centriche.

Immaginate un pilota F-35 che controlla droni collaborativi in tempo reale: è questa la visione che Lockheed sta realizzando, rendendo il Lightning II non solo un velivolo da combattimento, ma un quartier generale volante.

Impatti globali e nuove consegne: alleati e partner in primo piano

Questo contratto per circa 300 F-35 non è solo americano: rafforza la rete di partner e FMS. Il Regno Unito, con i suoi F-35B Lightning, riceverà velivoli per la Tranche 2, inclusi i primi 12 F-35A nuclear-capable per il ruolo deterrente post-Guerra Fredda.

Singapore ha simbolicamente “firmato” l’ala del suo primo F-35B a Fort Worth il 12 settembre scorso, confermando 20 velivoli entro il 2026. Altre nazioni come Finlandia e Grecia stanno addestrando i propri piloti a Eglin AFB, mentre il Belgio ha annunciato 21 F-35A aggiuntivi a giugno 2025. E per chi si chiede se la Turchia rientrerà nel programma? Le notizie da marzo 2025 indicano una possibile riconciliazione se Ankara risolverà il problema degli S-400, aprendo la porta a nuovi F-35A.

Prospettive future: oltre i lotti 18 e 19

Guardando avanti, Lockheed prevede di superare le 156 consegne annue dal 2025, con il lotto 20 già in negoziazione. Il programma evolve anche con ODIN, il nuovo sistema cloud-based che sostituirà il sistema ALIS entro il 2025 per una manutenzione più efficiente, e il Power Thermal Management System (PTMS) per l’upgrade dei motori oltre il Block 4.

Le sfide persistono, ma l’F-35 rimane il caccia stealth di quinta generazione più prodotto al mondo, essenziale contro minacce come potrebbe essere la Cina nel teatro dell’Indo-Pacifico. In sintesi, questo contratto per circa 300 F-35 non è solo numeri: è la spina dorsale di una deterrenza aerea condivisa.

Redazione di Aviation Report: Dalla redazione di Aviation Report // From editorial staff

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