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Il nido delle Aquile: Ryanair si presenta agli studenti dell’Istituto Aeronautico Francesco Baracca

@ Aviation Repor / Simone Vicari

In una delle regioni più spumeggianti e produttive d’Italia, incastonato tra la campagna e la riviera romagnola, esiste un istituto tecnico superiore statale, dove il volo da sogno si trasforma in realtà e da qui in una professione al servizio dell’intera comunità. Siamo a Forlì, più precisamente all’Istituto Aeronautico Francesco Baracca, in occasione del terzo incontro con Ryanair e gli studenti degli istituti aeronautici d’Italia.

Qui Ryanair, rappresentata dal suo Country Manager per l’Italia, Mauro Bolla, ha organizzato con il supporto di Emanuele Ferretti esperto del settore aeronautico e media, un incontro con i ragazzi, per mostrare loro una valida viva opportunità di ciò che potrà essere il loro futuro.

La presenza di Ryanair, ha fatto a questo istituto da cassa risonanza in tutta la regione e oltre, suscitando un notevole interesse nell’ambiente aeronautico e della didattica, mettendo in luce una delle più brillanti realtà nell’ambito dell’istruzione nel settore aeronautico, un istituto degno del nome che porta.

Gli allievi ed il corpo docente, hanno da subito accolto con vero entusiasmo questo evento e nonostante la giornata grigia e piovosa, grazie a Mauro Bolla ed alla sua presentazione “senza fronzoli” con la sua esperienza di management in ambiente aeronautico, oggi ancor di più per Ryanair, ha saputo trasportare in alto l’audience, al di sopra delle grigie nuvole.

Iniziando con una breve, ma significativa introduzione del concetto “Low Cost” in ambito compagnie aeree. Si! Perché per molti giovani di oggi, è normale e scontato, prenotarsi un viaggio aereo con un semplice clic e pochi euro, ma prima dell’avvento della “deregulation” e la conseguente libera circolazione nei cieli d’Europa, viaggiare in aereo era solo per pochi o possibile dopo grandi sacrifici.

Da qui la conseguenza della nascita delle prime compagnie aeree Low Cost tra le quali Ryanair e come affermava Henri Ford “Un’innovazione (nel nostro caso il trasporto aereo) può essere considerata tale, solo quando i benefici di essa sono a vantaggio di tutti” e questo è stato ciò che Ryanair ha realizzato, dando la possibilità a chiunque, di poter viaggiare con un aeroplano.

Essendo molti di questi ragazzi, indirizzati al mondo dell’aviazione commerciale, Mauro Bolla ha voluto mostrare loro, alcune slides su come il concetto “Low Cost” abbia impattato nel mondo del lavoro e non da meno sull’ambiente. Sì! Perché avere una flotta di aeromobili giovane ed efficiente, ha sicuramente un impatto sui consumi ed ambientale notevolmente più basso e per emissioni di Co2 e di impatto acustico per i centri abitati adiacenti alle aree aeroportuali.

Per questo, Ryanair sta apportando alcuni retrofit con le “winglets scimitar” alla flotta dei 440 Boing 737-800 già in uso, ottenendo una riduzione del 1,5% di consumo carburante e del 6% per l’impatto acustico. Inoltre, con l’acquisizione dei nuovi Boing 737-8200 Game Changer, si è raggiunto un risparmio di carburante e conseguente emissioni di Co2 del 21%. Un altro fattore chiave per Ryanair è un load factor molto alto. Volare pieni per suddividere impatto ambientale di un volo, per più passeggeri, o meglio un aereo che viaggia completamente carico, vuol dire un’emissione di Co2 minore per passeggero.

Inoltre, Ryanair sta attivando partnership con aziende che producono combustibili SAF (Sustainable Aviation Fuels) ricavati da materie di scarto ed attualmente con un elevato costo produttivo, con l’obbiettivo entro il 2030, di integrare l’attuale combustibile di origine fossile, con i SAF, arrivando al 12,5% del carburante totale. Questa percentuale è un enorme quantitativo in tonnellaggio, se moltiplicata per tutta la flotta e per tutti i voli che essa effettua giornalmente.

Per ciò che riguarda l’utilizzo della flotta Ryanair, Mauro Bolla racconta che, durante i suoi esordi nel management in aviazione, un velivolo sostava a terra circa un’ora e mezza, attualmente 25 minuti, risparmiando più di un’ora, l’equivalente di un volo domestico, senza trascurare minimamente la prima fondamentale regola del volo “LA SICUREZZA”.

Poi ci sono le componenti esogene, come ad esempio la Francia con i frequenti scioperi del personale del controllo del traffico aereo,  arrivati quest’anno a circa sessanta giorni, occupando uno spazio aereo centrale nel controllo ATC in Europa, crea non pochi disagi alle compagnie aeree che, sono costrette a continui re-routing, per evitare lo spazio aereo francese, vanificando tutti quegli sforzi raggiunti per i consumi carburante e conseguente emissioni di Co2 ed è per questo che, Ryanair con un milione e mezzo di firme raccolte, chiede all’Europa che, l’attuale servizio minimo garantito, utilizzato per i voli nazionali, sia utilizzato per garantire il sorvolo a velivoli in transito che, altrimenti dovrebbero riprogrammare le loro rotte.

Dopo alcuni scambi più o meno tecnici tra Bolla e gli studenti, siamo stati accompagnati in un breve tour dell’istituto e di come lavorano i ragazzi. All’Istituto Aeronautico Francesco Baracca, ci tengono a ribadire che, si investe ogni minima risorsa negli strumenti per la didattica, con aule dove è possibile praticare il volo su simulatori con ampi schermi o visori di realtà virtuale e strumentazione per la condotta del volo, o in aule dove si insegna a volare secondo le reali regole del volo, con allievi controllori che a loro volta si interfacciano con i loro compagni su simulatori per la navigazione aerea.

Strumenti per la didattica all’avanguardia, da far pensare di essere in chissà quale college aeronautico americano. Ma qui non siamo negli Stati Uniti, qui siamo in Romagna, Italia, in un ambiente cosi efficiente e selettivo da portare avanti settecento studenti su ottocento l’anno, perché qui va avanti solo chi ha la vera viva volontà spinta dalla passione, di svolgere un’attività nel settore aeronautico, come piloti, dove circa 90 all’anno vengono assunti dalla stessa Ryanair, a tecnici motoristi e non da meno da addetti ai servizi aeroportuali (endling).

Essere inoltre i vicini del “Training Center ENAV” per controllori di volo e l’aeroporto di Forlì, fa sì che gli allievi vengano proiettati già nei primi passi  nello studio, in ciò che sarà il loro futuro. Non da sottovalutare l’importanza di vivere in una piacevole e tranquilla cittadina della Romagna, dove i contenuti costi di soggiorno si abbracciano con un elevata qualità della vita, facendo sentire i ragazzi in un’ambiente sicuro anche se lontani da casa, visto che molti di loro provengono da tutta Italia, dalla Val D’Aosta alla Sicilia.

Ma quello che è veramente difficile da descrivere in un articolo, ma che si può percepire solo passeggiando nei corridoi dell’Istituto Aeronautico Francesco Baracca, parlando con allievi e prof, è un’incredibile armonia, che fa pensare ad un’unica entità volta a spiccare il volo, una volta apprese le sue regole. Ho la certezza che in ogni allievo che esce con le proprie ali, che sia pilota, controllore o tecnico, c’è una parte dell’Istituto Francesco Baracca in volo nei cieli.

Testo e immagini: Simone Vicari

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