Il 13 settembre 2025, cinque caccia F-35B Lightning II stealth del Corpo dei Marines USA sono atterrati alla ex base navale di Roosevelt Roads, a Ceiba, in Puerto Rico, segnando un’escalation significativa nella presenza militare americana nel Mar dei Caraibi. La mossa degli vF-35B a Puerto Rico, ordinata dal presidente Donald Trump, non è solo una risposta alle crescenti minacce del narcotraffico, ma anche un segnale geopolitico in un contesto di tensioni con il Venezuela.
Il dispiegamento degli F-35B a Puerto Rico fa parte di una più ampia operazione contro i cartelli della droga, ma arriva in un momento di frizioni diplomatiche. Proprio lo scorso 5 settembre, due caccia F-16 venezuelani hanno sorvolato a bassa quota la nave da guerra USS Jason Dunham, un cacciatorpediniere classe Arleigh Burke, scatenando reazioni da Washington.
Il presidente Trump ha minacciato di abbattere eventuali aerei nemici che mettano in pericolo le unità USA, mentre il Dipartimento della Difesa ha raddoppiato la taglia sul presidente Nicolás Maduro a 50 milioni di dollari, accusandolo di legami con reti criminali e narcotraffico. In questo scenario, gli F-35B non sono solo armi offensive, ma veri e propri moltiplicatori di forza, capaci di operare in ambienti contestati con un basso profilo radar.
F-35B a Puerto Rico: operazioni anti-droga e tensioni geopolitiche
Le operazioni militari USA nel Caribe hanno radici profonde, ma l’intensificazione del 2025 è legata a specifici incidenti. Il 2 settembre, una unità navale americana ha condotto un attacco letale contro un’imbarcazione sospettata di essere legata al cartello Tren de Aragua, uccidendo 11 presunti trafficanti.
Questo è stato il primo impiego noto di forza letale diretta contro operazioni marittime di narcotraffico da quando sono state dispiegate navi da guerra aggiuntive nella regione meridionale del Caribe. Il giorno successivo, il 12 settembre, un cacciatorpediniere USA ha intercettato e il suo personale dei boarding teams ha occupato per otto ore un peschereccio venezuelano nella Zona Economica Speciale di Caracas, descritto dal governo Maduro come un’azione “illegale e ostile” contro “umili pescatori“.
In questo quadro, Puerto Rico emerge come hub strategico. La ex Roosevelt Roads Naval Station, chiusa nel 2004 per ridimensionamenti post-Guerra Fredda, è stata riattivata in tempi record. Centinaia di militari, elicotteri, aerei Osprey MV-22 e trasporti pesanti come C-17 e C-5M sono arrivati nelle settimane precedenti, supportati da voli di rifornimento con KC-135 Stratotanker dalla vicina Miami.
Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth e il Capo di Stato Maggiore Generale Dan Caine hanno effettuato una visita a sorpresa sull’isola all’inizio di settembre, ispezionando la USS Iwo Jima ancorata al largo, una nave d’assalto anfibia classe Wasp capace di utilizzare gli F-35B. Hegseth ha dichiarato esplicitamente: “Questo non è un addestramento“, sottolineando la natura reale dell’operazione.
Aggiornamenti al 15 settembre 2025, basati su fonti OSINT e report recenti, indicano che almeno dieci F-35B sono ora operativi, con due formazioni – “MAZDA11” (sei velivoli) arrivata il 12 settembre e “MAZDA21” (cinque velivoli) arrivata il 13 – partite dalla Marine Corps Air Station Yuma in Arizona, con scalo a MacDill AFB in Florida. Post sui social confermano anche l’arrivo di droni MQ-9 Reaper per ricognizione e tanker KC-46 aggiuntivi, portando la forza complessiva a oltre 4.500 Marines e marinai, con otto navi incluso un sottomarino classe Los Angeles.
Il Venezuela ha risposto con voli provocatori, ma non ci sono stati ulteriori incidenti al momento. Esperti di aviazione militare notano che questa presenza aerea rafforza la deterrenza contro potenziali aggressioni, specialmente considerando che gli F-16 venezuelani sarebbero nettamente inferiori in un confronto diretto.
Le capacità tecniche degli F-35B Lightning II
Per comprendere appieno l’impatto di questo dispiegamento, è essenziale esaminare le caratteristiche tecniche degli F-35B, la variante STOVL (Short Take-Off and Vertical Landing) del Joint Strike Fighter. Sviluppato da Lockheed Martin, questo caccia di quinta generazione è progettato per missioni multiruolo, con enfasi su capacità stealth, sensori avanzati e fusione dei dati. La sua sezione radar (RCS) è inferiore a 0,001 m², rendendolo quasi invisibile ai radar convenzionali, ideale per penetrare difese aeree nemiche come quelle del Venezuela, che si affidano a sistemi datati.
Equipaggiato con un radar AESA AN/APG-81 e suite elettro-ottiche come l’EO DAS (Distributed Aperture System), l’F-35B eccelle nell’Intelligence, Surveillance and Reconnaissance (ISR). Può raccogliere e fondere dati da fonti multiple e diverse, condividendoli in tempo reale attraverso reti di comando, migliorando la consapevolezza situazionale marittima e terrestre.
In operazioni anti-droga, funge da asset non tradizionale: i suoi sensori ad alta risoluzione rilevano imbarcazioni sospette da centinaia di chilometri, mentre le capacità di strike preciso – con armi come missili AGM-158 JASSM o bombe JDAM – permettono interventi mirati senza rischi eccessivi per il personale. La capacità di atterrare o decollare verticalmente lo rende perfetto per basi improvvisate come Roosevelt Roads o la USS Iwo Jima, estendendo la flessibilità operativa in teatri insulari.
Un dettaglio interessante emerso dalle immagini scattate da fotografi Reuters è l’assenza di markings unitari su fusoliere e code: i velivoli sono arrivati “puliti” per ragioni di sicurezza operativa. Tuttavia, patch del personale e numeri di serie (come il 169589 del VMFA-211 “Wake Island Avengers”) hanno permesso di identificare l’unità proveniente dalla 3rd Marine Aircraft Wing. Questa scelta riflette una dottrina moderna, dove l'”anonimato” in volo si estende anche all’identificazione visiva a terra.
F-35B a Puerto Rico: le implicazioni
Dal punto di vista strategico, questo dispiegamento non è isolato: fa parte di una “buildup” regionale che include sottomarini nucleari e droni Reaper, segnalando a Caracas e alleati come Russia, Cina e Iran che gli USA non tollereranno interferenze. Critici, inclusi studiosi di diritti umani e membri del Congresso, sollevano preoccupazioni sulla legalità dell’uso della forza in acque internazionali. Ma per il Pentagono, gli F-35B a Puerto Rico rappresentano un deterrente essenziale contro minacce asimmetriche.
Molti si chiedono: qual è lo scopo preciso dei F-35B a Puerto Rico? Principalmente, supportano operazioni contro cartelli della droga, fornendo supporto ISR avanzato e capacità di attacco per interdire rotte marittime, come confermato da un ufficiale della Difesa USA. Un’altra domanda frequente è: quanto durerà questo dispiegamento? Al momento, non ci sono annunci ufficiali su cambiamenti della postura, ma fonti indicano una presenza prolungata, almeno fino a fine 2025, in base alle tensioni con il Venezuela.
E le capacità dei F-35B contro aerei come gli F-16 venezuelani? Sono superiori grazie alla bassa osservabilità e ai sensori, permettendo un vantaggio in eventuali ingaggi beyond-visual-range, anche se il numero limitato di unità (10) suggerisce un ruolo più di deterrenza che di superiorità numerica. Infine, perché riattivare Roosevelt Roads? La base, con le sue piste e infrastrutture, offre un vantaggio logistico ideale per operazioni nel sud del Caribe, riducendo i tempi di risposta rispetto a basi continentali.