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F-35 italiani hanno intercettato MiG-31 russi entrati nello spazio aereo estone

@ Aviation Repor / Michele Monteleone

In un cielo baltico sempre più teso, il 19 settembre 2025 ha segnato un nuovo capitolo nelle provocazioni aeree russe ai confini NATO. Gli F-35 italiani hanno intercettato MiG-31 entrati nello spazio aereo estone. Tre caccia MiG-31 della Federazione Russa hanno violato lo spazio aereo estone per circa 12 minuti, dirigendosi verso la capitale Tallinn prima di essere intercettati e scortati fuori da due F-35 Lightning II italiani.

Questo episodio, descritto dalle autorità estoni come “di una brutalità senza precedenti“, non è solo un incidente isolato, ma l’ennesima manifestazione di una strategia russa che mette alla prova la prontezza difensiva dell’Alleanza Atlantica. Si tratta di un caso studio perfetto: un confronto tra iconici intercettori supersonici sovietici e stealth fighter di quinta generazione, in un contesto operativo che coinvolge procedure NATO collaudate come lo scramble in QRA (Quick Reaction Alert).

Gli F-35 italiani hanno intercettato MiG-31 russi, intorno alle 16:49 ora locale vicino all’isola di Vaindloo nel Golfo di Finlandia, attivando immediatamente i meccanismi di difesa aerea baltici. I MiG-31, noti per la loro velocità Mach 2.83 e capacità di sorveglianza a lungo raggio, volavano con transponder spenti e senza comunicazione radio con il controllo traffico aereo estone, rendendo l’intrusione deliberata e non un errore di navigazione.

La risposta italiana, parte della missione NATO Baltic Air Policing (BAP), ha dimostrato l’efficacia di un sistema integrato che combina sorveglianza radar avanzata e asset stealth, evitando escalation ma rafforzando il messaggio di deterrenza e la postura dell’Alleanza. Le violazioni dello spazio aereo baltico non sono una novità, ma il 2025 ha visto un’accelerazione preoccupante.

Secondo il Ministero degli Esteri estone, si tratta della quarta o quinta incursione russa quest’anno, a seconda delle fonti, con questa ultima che spicca per audacia: i jet hanno penetrato circa 5 miglia nautiche all’interno del territorio estone, a soli 100 km da Tallinn.

F-35 italiani hanno intercettato MiG-31: tensioni crescenti sul fianco est NATO

Questo episodio si inserisce in un pattern più ampio di provocazioni, legato alla guerra in Ucraina e alle sanzioni occidentali. Solo la settimana precedente, droni russi avevano violato lo spazio aereo polacco e rumeno, portando all’abbattimento di molti droni da parte di caccia NATO. In maggio, un Su-35 russo aveva sfiorato i confini durante un’operazione su una petroliera “ombra” nel Baltico, sfidando le restrizioni UE.

L’Estonia, membro NATO dal 2004 e baluardo del fianco orientale, manca di una flotta da combattimento autonoma, affidandosi alla rotazione alleata per la protezione aerea. Qui entra in gioco la missione BAP, operativa dal 2004, che garantisce una copertura 24/7 attraverso basi come Ämari in Estonia e Šiauliai in Lituania.

L’Italia, con il suo 32° Stormo di Amendola, ha assunto il comando del distaccamento ad Ämari dal 25 luglio 2025 per l’Operazione Baltic Eagle III, un impegno di quattro mesi che include F-35A e supporto dal 6° Stormo di Ghedi. Questi velivoli, con oltre 200 missioni già accumulate nella regione, rappresentano il 20% delle sortite NATO nel Baltico quest’anno.

Ma cosa spinge Mosca a queste azioni? Esperti come il generale Alexus Grynkewich, Comandante Supremo Alleato in Europa, interpretano gli scramble russi come test di risposta: misurano i tempi di reazione NATO, che in questo caso sono stati inferiori ai 15 minuti standard, e sondano la coesione dell’Alleanza. La Russia, dal canto suo, non ha commentato ufficialmente, ma fonti anonime moscovite hanno minimizzato l’evento come “esercitazione di routine“.

In realtà, con la NATO che lancia l’Operazione Eastern Sentry – una nuova missione anti-drone dal Mar Nero all’Artico, annunciata il 19 settembre dal segretario generale Mark Rutte – le provocazioni sembrano mirate a contrastare il rafforzamento difensivo.

MiG-31 contro F-35, un duello tra generazioni aeree

Per chi segue l’aviazione militare, il confronto tra MiG-31 Foxhound e F-35A è affascinante. Il MiG-31, sviluppato negli anni ’70 come intercettore per minacciare bombardieri strategici NATO e ricognitori SR-71, è un gigante biposto con radar Zaslon-AM capace di tracciare 24 target simultaneamente a 200 km di distanza. Armato con missili R-37M ipersonici (portata oltre 300 km), in una particolare versione, eccelle in missioni ad alta quota e velocità, ideale per “busting” – violazioni rapide ed elusive. I tre Foxhound coinvolti, probabilmente del 22° Reggimento delle Forze Aerospaziali Russe, operavano dal nord della Russia, sfruttando il Golfo di Finlandia per un ingresso basso e veloce.

Di contro, gli F-35 italiani incarnano la superiorità stealth e la fusione dei sensori. Con una RCS (Radar Cross Section) ridotta a 0.001 m², il Lightning II evade i radar mentre il suo AN/APG-81 integra dati da IRST, DAS e Link 16 per un quadro situazionale completo. Nello scramble, i piloti del Task Force Air – 32nd Wing sono decollati da Ämari, intercettando i MiG a distanza visiva e scortandoli fuori, grazie a regole d’ingaggio NATO che privilegiano l’identificazione visiva. Questa procedura, nota come “peaceful intercept”, evita collisioni con gli F-35 in volo in formazione parallela, segnalando la necessità di virare per allontanarsi dallo spazio aereo alleato.

Il network BALTNET ha giocato un ruolo cruciale: radar trilaterali estone-lettone-lituano, integrati nel NATINAMDS (NATO Integrated Air and Missile Defence System), hanno rilevato l’intrusione in real-time, inviando i dati al CAOC di Uedem in Germania. E’ utile sapere che uno scramble QRA implica tempi di prontezza di 15 minuti, con post-volo debriefing che analizza fuel burn, threat assessment e Lessons Learned – dati che la NATO condivide per ottimizzare le future rotazioni.

Reazioni internazionali e implicazioni strategiche

Le risposte non si sono fatte attendere. Il ministro estone Margus Tsahkna ha convocato l’ambasciatore russo per una nota di protesta, definendo l’atto “inaccettabile” e chiedendo pressioni UE. Il premier Kristen Michal ha invocato l’Articolo 4 NATO per consultazioni urgenti, un passo simile a quello polacco post-droni. Dall’Italia, il ministro Antonio Tajani ha condannato la “prova muscolare” come minaccia all’UE, ribadendo il ruolo degli F-35 italiani nella deterrenza. Ursula von der Leyen, presidente Commissione UE, ha promesso sanzioni aggiuntive e investimenti nel fianco orientale, mentre Kaja Kallas, ex premier estone e Alto Rappresentante UE, ha parlato di “provocazione pericolosa” che espande la destabilizzazione russa.

Il Regno Unito ha etichettato l’incursione “sconsiderata“, e la NATO ha lodato la risposta. “Un esempio di comportamento russo sconsiderato e della nostra capacità di risposta“, twittato dal portavoce. Strategicamente, questo rafforza l’operazione Eastern Sentry, che schiererà assetti anti-drone da più alleati, inclusi Gripen svedesi e F-18 finlandesi. L’Italia potrebbe estendere l’operazione Baltic Eagle III oltre i quattro mesi, con focus sulle operazione di guerra elettronica EW (Electronic Warfare).

Redazione di Aviation Report: Dalla redazione di Aviation Report // From editorial staff

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