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F-35 israeliano abbatte un jet iraniano: video del primo successo in combattimento aereo per l’F-35 contro un aereo pilotato

@ Israeli Air Force

Nel panorama sempre più teso del Medio Oriente, un F-35 israeliano abbatte un jet iraniano catturando l’attenzione del mondo dell’aviazione militare. Un F-35I Adir dell’Aeronautica Israeliana ha abbattuto un Yak-130 iraniano nei cieli sopra Teheran. Questo evento, avvenuto il 4 marzo 2026, non solo rappresenta un momento storico per il programma F-35 (primo abbattimento aria-aria per un F-35 contro un caccia pilotato), ma evidenzia anche le dinamiche complesse delle operazioni aeree moderne in zone di conflitto ad alta intensità.

Mentre le tensioni tra Israele e Iran continuano all’interno della campagna congiunta USA-Israele nota come “Epic Fury” o “Roaring Lion”, questo abbattimento offre spunti preziosi sulle capacità stealth e sui sistemi di ingaggio beyond visual range.

L’abbattimento si è verificato durante una missione di bombardamento israeliana su siti strategici iraniani, quando l’F-35I ha intercettato il jet nemico in pochi secondi, dimostrando l’efficacia dei suoi sensori avanzati e della fusione dei dati. Senza entrare in un duello aereo ravvicinato, il pilota israeliano ha identificato il bersaglio, lo ha agganciato e ha lanciato un missile con precisione chirurgica. Questo approccio riflette l’evoluzione della guerra aerea, dove la superiorità tecnologica prevale sulla quantità di asset dispiegati.

F-35 israeliano abbatte un jet iraniano: il contesto geopolitico

Per comprendere appieno questo scontro, è essenziale contestualizzarlo all’interno delle operazioni militari in corso. Dal 28 febbraio 2026, Israele e gli Stati Uniti hanno intensificato gli attacchi aerei contro l’Iran, colpendo oltre 1.200 siti in poche ore, inclusi basi aeree e installazioni missilistiche. L’operazione “Roaring Lion”, parte integrante di “Epic Fury”, ha visto l’impiego massiccio di asset stealth come l’F-35, che ha già dimostrato il suo valore in missioni precedenti contro droni e missili iraniani.

In questo scenario, l’Aeronautica militare iraniana (IRIAF) ha tentato di contrastare le incursioni con i suoi limitati mezzi, inclusi i Yak-130, acquisiti dalla Russia a partire dal 2023. Molti si interrogano su come un trainer come il Yak-130 sia finito in un ruolo operativo. Progettato principalmente per l’addestramento avanzato, questo aereo subsonico può trasportare fino a 3.000 kg di payload, inclusi missili aria-aria come gli R-73, rendendolo adatto a missioni secondarie come l’intercettazione di droni.

Nel caso specifico, il jet iraniano stava probabilmente pattugliando i cieli di Teheran per contrastare i droni Hermes-900 israeliani, ma si è trovato di fronte a un avversario invisibile ai radar convenzionali. L’F-35I, con le sue modifiche israeliane che includono sistemi elettronici sviluppati localmente e armamenti come il Python 5, ha sfruttato la sua “stealthness” per avvicinarsi non visto e neutralizzare la minaccia senza compromettere la missione primaria di attacco.

Le fonti riportano che l’IRIAF ha basato i suoi Yak-130 principalmente presso l’8ª Base Aerea Tattica vicino a Isfahan, con consegne completate da parte della Russia nell’ottobre 2024. Questo accordo fa parte di un più ampio partenariato tra Teheran e Mosca, che include forniture di droni Shahed-136 in cambio di sistemi avanzati come elicotteri Mi-28NE e potenzialmente Su-35, sebbene questi ultimi non siano ancora arrivati. L’abbattimento sottolinea le asimmetrie nel potere aereo regionale. Mentre Israele vanta una flotta di circa 50 F-35I, con ordini per altri 25 più F-16 e F-15, l’Iran si affida a piattaforme datate come gli F-4 Phantom o i Su-24, integrate da trainer come il Yak-130 per ruoli di supporto.

@ Israeli Air Force

Dettagli tecnici sull’abbattimento del jet iraniano

Approfondendo gli aspetti tecnici, l’engagement è durato solo “pochi secondi”, come confermato da un portavoce dell’Israel Defense Forces (IDF). L’F-35I, variante del Joint Strike Fighter di Lockheed Martin ottimizzata per le esigenze israeliane, ha utilizzato i suoi sensori per un lock-on rapido e accurato, lanciando un missile senza necessità di manovre evasive. Questo è il primo abbattimento confermato di un aereo pilotato da parte di un F-35 in tutto il mondo, e per l’aeronautica militare israeliana rappresenta il primo successo aria-aria contro un altro caccia dal 1985, quando un F-15 abbatté due MiG-23 siriani sopra il Libano.

Una domanda comune tra gli osservatori è se l’F-35 sia davvero invincibile in tali scenari. Sebbene la sua stealth technology riduca drasticamente la firma radar, il successo dipende dall’integrazione con sistemi di comando e controllo, come dimostrato in questo caso. Lo Yak-130 è di base un addestratore non progettato per confronti diretti con velivoli d combattimento. La sua versione iraniana, equipaggiata con missili R-73, era probabilmente in missione anti-drone, ma la sua velocità subsonica e l’assenza di radar avanzati lo hanno reso un bersaglio facile. Video non verificati circolati sui social mostrano il jet precipitare sulle montagne di Lavasan, a nord di Teheran, con possibili eiezioni dei due piloti.

Il comandante dell’Aeronautica Israeliana, Maj. Gen. Tomer Bar, ha descritto l’intercettazione come storica, lodando il pilota per la sua determinazione e per aver espresso la potenza dell’IAF. In una registrazione radio, Bar ha dichiarato: “L’intercettazione storica sui cieli di Teheran è un’espressione della potenza dell’aeronautica e della tua determinazione personale. La prossima missione ti sta già aspettando“. Il comandante della base aerea di Nevatim ha aggiunto che l’aereo iraniano rappresentava un pericolo immediato, e che l’F-35 “sa come fare questo molto velocemente e con precisione“, evidenziando l’inferiorità percepita dell’avversario.

Implicazioni strategiche

E’ vero l’F-35 israeliano abbatte un jet iraniano, ma questo abbattimento non è isolato. Nei giorni precedenti, l’Aeronautica militare del Qatar ha distrutto due Su-24 iraniani, mentre F-35B britannici hanno intercettato droni iraniani sopra la Giordania, segnando primi successi per questa variante. Tali eventi pongono interrogativi su quanto l’Iran possa sostenere perdite aeree. Nonostante i colpi subiti alle sue basi, l’IRIAF continua a operare, ma con risorse limitate. L’uso del Yak-130 in ruoli operativi riflette la disperazione per mantenere una presenza nei cieli, esponendo tutte le vulnerabilità contro piattaforme stealth.

Per l’industria aeronautica, l’episodio valida il concetto multi-ruolo dell’F-35, capace di transire da compiti di attacco a quelli di superiorità aerea. Israele, primo operatore a usare l’F-35 in combattimento nel 2018, ha accumulato esperienza in migliaia di raid sull’Iran. Questo influenzerà le vendite globali dell’F-35? Forse sì, rafforzando la sua reputazione come asset dominante, potenzialmente accelerando ordini da alleati come il Regno Unito o l’Italia.

Guardando avanti, questo evento potrebbe portare l’Iran ad evitare ulteriori tentativi iraniani di ingaggio aereo, spingendo Teheran verso difese asimmetriche come droni e missili. Per Israele, segna un obiettivo importantissimo, con l’IAF che pianifica di applicare un “victory mark” sull’F-35I coinvolto, il primo in quasi due decenni. In un’era di conflitti ibridi, eventi come questo ridefiniscono le regole del cielo, dove la tecnologia stealth non solo protegge, ma garantisce la supremazia.

Redazione di Aviation Report: Dalla redazione di Aviation Report // From editorial staff

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