Il 16 giugno 2025, l’aviazione israeliana ha condotto un’operazione militare che ha segnato la fine di un’epoca per l’aeronautica della Repubblica Islamica dell’Iran (IRIAF). Due caccia Grumman F-14 iraniani, noti come “Persian Tomcats”, sono stati distrutti durante un attacco aereo mirato presso l’aeroporto internazionale di Mehrabad, a Teheran.
L’operazione, parte di una più ampia campagna israeliana denominata “Operation Rising Lion”, aveva come obiettivo la neutralizzazione delle capacità di difesa aerea iraniane, con particolare attenzione alla distruzione della flotta di aerei da combattimento dell’IRIAF. Le immagini rilasciate dalle Forze Aeree Israeliane mostrano l’attacco condotto con munizioni aria-terra, che hanno colpito i due Tomcat mentre si trovavano fuori dai loro hangar rinforzati.
Secondo quanto riportato, i due F-14 distrutti erano probabilmente non operativi, utilizzati come fonte di pezzi di ricambio e lasciati esposti per anni, come confermato da immagini satellitari del 2022-2023. Tuttavia, la loro distruzione rappresenta un colpo simbolico, poiché i “Persian Tomcats” erano gli ultimi F-14 operativi al mondo, un retaggio dell’era pre-rivoluzionaria iraniana, quando il paese era un alleato chiave degli Stati Uniti.
L’attacco è stato condotto con droni e munizioni di precisione, come mostrato nei filmati delle telecamere a infrarossi rilasciati dall’IDF. L’operazione si inserisce in un contesto più ampio di escalation tra Israele e Iran, con l’obiettivo di smantellare le capacità di difesa aerea iraniane e impedire la ricostituzione di programmi nucleari e missilistici a lungo raggio. Il portavoce dell’IDF, il generale di brigata Effie Defrin, ha confermato che l’attacco ha avuto luogo con “pieno controllo operativo dei cieli” sopra Teheran, evidenziando la superiorità aerea israeliana.
Oltre ai due F-14 iraniani, l’operazione ha colpito altri obiettivi strategici, tra cui depositi di carburante, infrastrutture militari e un centro di comando sotterraneo dell’IRGC (Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica), uccidendo figure chiave come il comandante delle forze aerospaziali dell’IRGC, Amir Ali Hajizadeh. L’attacco è stato descritto come parte di una strategia volta a indebolire permanentemente le capacità militari iraniane, con particolare attenzione alla neutralizzazione delle minacce nucleari e balistiche.
Nonostante alcune fonti iraniane avessero inizialmente negato danni agli F-14, ulteriori analisi hanno confermato che i due caccia distrutti si trovavano a Mehrabad per revisioni e non erano operativi. La perdita di questi aerei, anche se non più in condizioni di volo, segna un duro colpo simbolico per l’IRIAF, che ha lottato per decenni per mantenere operativa la sua flotta di F-14 nonostante l’embargo statunitense e la mancanza di pezzi di ricambio.
La storia degli F-14 iraniani
Gli F-14 Tomcat iraniani hanno una storia affascinante, che affonda le sue radici negli anni ’70, quando l’Iran, sotto il regno dello Scià Mohammad Reza Pahlavi, era un alleato strategico degli Stati Uniti. Nel 1974, l’Iran ordinò 80 F-14A Tomcat e 424 missili AIM-54 Phoenix, in un accordo da 2 miliardi di dollari noto come “Project Persian King”. L’obiettivo era dotare l’Imperial Iranian Air Force (IIAF) di un caccia avanzato in grado di contrastare le incursioni sovietiche, in particolare quelle dei MiG-25 “Foxbat” che violavano lo spazio aereo iraniano. Dei 80 aerei ordinati, 79 furono consegnati entro il 1978, mentre l’ultimo rimase negli Stati Uniti per test e non fu mai trasferito.
Con la Rivoluzione Islamica del 1979, i rapporti tra Iran e Stati Uniti si interruppero bruscamente. L’embargo sulle forniture militari e la fuga di molti piloti e tecnici addestrati negli USA misero in grave difficoltà l’IRIAF. Tuttavia, l’inizio della guerra Iran-Iraq (1980-1988) costrinse il regime a rimettere in servizio gli F-14. Durante il conflitto, i Tomcat si rivelarono un’arma formidabile, con un radar AN/AWG-9 e missili Phoenix che li rendevano i caccia più avanzati della regione. Secondo alcune stime, gli F-14 iraniani ottennero fino a 160 vittorie aeree, abbattendo aerei iracheni come MiG-21, MiG-23, Su-20/22 e Mirage F1. Tuttavia, le perdite furono significative: circa 16 Tomcat furono abbattuti, altri persi per incidenti o fuoco amico.
Per mantenere operativa la flotta, l’Iran ricorse a soluzioni creative, come il cannibalismo di parti da aerei non operativi e l’acquisizione di pezzi di ricambio attraverso canali non ufficiali, inclusi accordi segreti come l’Iran-Contra Affair. Negli anni successivi, l’IRIAF ha modernizzato i Tomcat con radar e armamenti di derivazione locale, come il missile Fakkur-90 (una versione aggiornata del Phoenix).
Nel 2018, si stimava che circa 24 F-14 fossero ancora operativi, di cui il 70% in condizioni di “Fully Mission-Capable” (FMC), utilizzati principalmente per missioni di allerta rapida e difesa aerea. Tuttavia, a partire dal 2012, la mancanza di fondi e le priorità dell’IRGC in Siria hanno ridotto il numero di Tomcat operativi a circa 12, con il resto immagazzinato o usato per parti di ricambio.
Negli ultimi anni, l’Iran ha cercato di modernizzare la sua flotta aerea con l’acquisto di caccia russi Su-35, che dovrebbero gradualmente sostituire i Tomcat. L’apparizione di un F-14 al Kish Air Show del dicembre 2024 è stata probabilmente una delle ultime occasioni pubbliche per vedere un “Persian Tomcat” in azione, segnando il tramonto di un’icona dell’aviazione militare iraniana.
La distruzione dei due F-14 iraniani a Mehrabad rappresenta non solo una perdita materiale, ma anche la fine simbolica di un’era per l’IRIAF. Questi aerei, un tempo simbolo della potenza aerea iraniana, sono stati ridotti a relitti non operativi, riflettendo le difficoltà di un’aeronautica costretta a operare sotto embargo per decenni.
L’attacco israeliano, condotto con precisione chirurgica, sottolinea la vulnerabilità delle infrastrutture militari iraniane e la determinazione di Israele a neutralizzare qualsiasi minaccia, reale o simbolica. Con la possibile acquisizione di Su-35 russi, l’Iran potrebbe presto voltare pagina, ma i “Persian Tomcats” rimarranno per sempre un capitolo leggendario della sua storia militare.