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News Militari

Gli Emirati Arabi Uniti firmano l’acquisizione di 80 velivoli da combattimento francesi Rafale F4. E gli F-35 che fine faranno?

Alla presenza del Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, e dello sceicco Mohammed ben Zayed Al Nahyane, principe ereditario di Abu Dhabi e vicecomandante delle forze armate degli Emirati Arabi Uniti, Eric Trappier il Presidente e CEO di Dassault Aviation ha firmato uno storico contratto con Tareq Abdul Raheem Al Hosani, CEO di Tawazun Economic Council, responsabile delle acquisizioni di sicurezza e difesa, per l’acquisizione di 80 velivoli da combattimento Rafale F4 per le forze aeree degli Emirati Arabi Uniti.

Il Rafale F4, di cui UAE Air Force sarà il primo utilizzatore fuori dalla Francia, fornirà alle forze armate emiratine uno strumento in grado di garantire sovranità e indipendenza operativa. La compagnia francese ha detto che questo contratto è il risultato della totale mobilitazione di Dassault Aviation al fianco dell’Aeronautica Militare degli Emirati e nasce da un rapporto di fiducia di oltre 45 anni tra il paese del Golfo Persico e l’azienda francese, fiducia costruita sulla famiglia di aerei da combattimento Mirage, in particolare il Mirage 2000-9, la cui modernizzazione è iniziata due anni fa. I primi Rafale emiratini saranno consegnati dal 2026/2027 al 2031.

Eric Trappier , presidente e CEO di Dassault Aviation, ha detto che “la vendita di 80 Rafale alla Federazione degli Emirati Arabi Uniti è una storia di successo francese: sono molto orgoglioso e di conseguenza molto felice. Desidero ringraziare le autorità degli Emirati per la rinnovata fiducia nei nostri aerei. Dopo il Mirage 5 e il Mirage 2000, questo contratto sul Rafale consolida il rapporto strategico che lega i nostri due paesi e la soddisfazione dell’Emirates Air Force, partner storico ed esigente della nostra azienda. Desidero sottolineare la qualità e l’efficacia del rapporto tra le autorità francesi e l’industria, che ha contribuito a questo successo“.

Questo contratto è un’ottima notizia per la Francia e per la sua industria aeronautica, per l’intero ecosistema di 400 aziende, grandi e piccole, che contribuiscono al Rafale: si tratta di migliaia di posti di lavoro garantiti nel settore aerospaziale per il prossimo decennio. Questo contratto, il più grande mai ottenuto dall’industria aeronautica da combattimento francese, consolida la base industriale nazionale, senza dubbio unica in Europa, composta da grandi gruppi e PMI, attorno a una società che è stata il capocommessa per tutte le generazioni di aerei militari e civili degli ultimi 70 anni.

Sebbene non sia stato confermato da Dassault Aviation o dal Ministero della Difesa francese fino ad ora, il contratto dei Rafale dovrebbe aggirarsi intorno ai 16 miliardi di euro, rendendolo il più grande contratto di esportazione di armi della Francia. Il Ministero della Difesa francese, nella sua dichiarazione, ha affermato che i due paesi condividono l’obiettivo di utilizzare “equipaggiamenti di difesa simili” in modo da poter lavorare più a stretto contatto e “promuovere la cooperazione operativa tra le nostre due forze armate“.

L’ordine firmato dagli Emirati Arabi Uniti viene dopo quelli notificati dalla Grecia con 18 velivoli e altri sei in attesa, dall’Egitto con 30 velivoli e dalla Croazia con 12 velivoli di seconda mano.

… e gli F-35 per gli Emirati che fine faranno?

Come sappiamo con gli accordi di Abramo con l’amministrazione Trump si era paventata una possibile negoziazione per la vendita degli F-35 agli Emirati, una vendita fortemente osteggiata da Israele e da una parte dell’attuale governo americano dell’amministrazione Biden, tanto che all’ultimo air show 2021 a Dubai, la Lockheed Martin ha portato solo un simulacro del suo F-35, al contrario della Dassault che ha portato il Rafale che si è esibito in volo tutti i giorni della manifestazione.

Il potenziale acquisto degli F-35, da parte degli Emirati, aveva generato alcune critiche in Israele. Secondo la legge americana, a Israele sono garantite le armi necessarie per mantenere il suo “vantaggio militare qualitativo” sulle nazioni arabe, ed era quindi stato sollevato il dubbi sul fatto che l’amministrazione americana potesse fornire agli Emirati Arabi Uniti una versione “annacquata” del caccia di quinta generazione al fine di preservare l’impegno del “Qualitative Military Edge di Israele”. Ricordiamo che Israele è l’unico alleato degli Stati Uniti in Medio Oriente a possedere il caccia stealth nella versione F-35I Adir.

I funzionari statunitensi avevano affermato di poter fornire tale garanzia indipendentemente dalle vendite degli F-35 senza però specificare pubblicamente cosa potrebbe essere offerto ad Israele. Sebbene la vendita dei caccia stealth F-35 agli Emirati Arabi Uniti potrebbe non avere necessariamente un impatto negativo immediato per Israele, a lungo termine invece potrebbe avere un notevole impatto strategico sconvolgendo l’equilibrio nella regione in un modo che potrebbe influire negativamente sul vantaggio militare di Israele.

Ora l’ordine degli 80 caccia Rafale dell’ultimo standard F4 dalla Francia, metterà definitivamente la parola fine al possibile acquisto degli F-35 da parte degli Emirati Arabi Uniti?

Lo standard F4

Lo standard F4 segna un nuovo passo sulla scia dei precedenti standard, soprattutto nell’ambito del combattimento collaborativo, grazie a una maggiore connettività per le operazioni di rete:

  • F1, specifico per i primi velivoli della Marina francese
  • F2, capacità swing-role
  • F3 e F3R, versatilità estesa

Verranno sviluppate nuove funzioni per migliorare le capacità del velivolo (aggiornamenti ai sensori radar e all’optronica del settore anteriore, capacità di visualizzazione montate sul casco, nuovi collegamenti satellitari e link, server di comunicazione, e nuove capacità di comunicazione radio), anche con soluzioni innovative di connettività e saranno integrate nuovi armamenti (missile aria-aria Mica NG e missile aria-terra AASM Air-to-Ground Modular Weapon da 1.000 kg).

Infine, per quanto riguarda la manutenzione, è in corso di sviluppo un contratto di assistenza permanente sotto la gestione del costruttore dell’aeromobile. Il Rafale F4 includerà un nuovo sistema di prognosi e diagnosi che introdurrà funzionalità di manutenzione predittiva. Sono previste altre funzioni di ottimizzazione della manutenzione, in particolare con soluzioni basate su Big Data e intelligenza artificiale. Infine, il Rafale sarà dotato di una nuova centralina di controllo dei motori M88, forniti da Safran, che beneficeranno degli ultimi sviluppi tecnologici come il radar che sarà dotato di un’antenna attiva RBE2-AESA dotata di nuove funzionalità.

Il Rafale F4 presenterà soluzioni di connettività per migliorare l’efficacia del velivolo nella guerra incentrata sulla rete. “Saremo in grado di ricevere più dati, rafforzare la nostra velocità di trasmissione dati, parlare e ricevere. In particolare grazie alla comunicazione satellitare e al nuovo software del velivolo il Rafale F4 entrerà ulteriormente nell’era dei dati”,  aveva confermato il Ministro della Difesa francese Florence Parly. La convalida dello standard F4 è prevista per il 2024, con alcune funzioni disponibili già a partire dal 2022.

Oltre al Rafale anche gli elicotteri … colpo grosso per la Francia

Gli Emirati Arabi Uniti si sono inoltre impegnati ad acquistare dodici elicotteri H225M Caracal dalla Francia. “I dodici velivoli H225M saranno interamente prodotti e assemblati in Francia, presso il sito industriale di Airbus Helicopters a Marignane. Come estensione dell’ordine per altri otto elicotteri H225M Caracal, piazzato dal Ministero delle Forze Armate francese lo scorso aprile nell’ambito del piano di sostegno del governo per l’aeronautica, questo nuovo ordine consolida ulteriormente la produzione e la linea di assemblaggio dell’H225M Caracal del sito di Marignane e tutti i suoi fornitori e, di conseguenza, sostiene centinaia di posti di lavoro“, ha annunciato il Ministero della Difesa francese.

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Redazione di Aviation Report

Dalla redazione di Aviation Report // From editorial staff

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