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Operazioni militari

Droni, sicuramente di Kiev, attaccano due aeroporti militari russi sede dei bombardieri strategici a lungo raggio di Mosca

Il ministero della Difesa della Federazione Russa ha confermato che ieri mattina l’Ucraina ha lanciato attacchi con droni su due aeroporti militari delle forze aeree a lungo raggio di Mosca, aeroporti molto distanti dal confine russo-ucraiano. Negli attacchi, ha aggiunto il Ministero della Difesa, sono stati uccisi tre soldati russi e quattro sono rimasti feriti.

Le forze ucraine, ha precisato Mosca, hanno lanciato attacchi con alcuni droni di fabbricazione russa contro gli aeroporti militari di Dyagilevo, nella regione di Ryazan a sud-est di Mosca, e a quella di Engels nella regione di Saratov nel tentativo di distruggere i bombardieri a lungo raggio russi. Le forze di difesa aeree russe hanno intercettato i due droni, che volavano a bassa quota ma alcuni frammenti di drone sono caduti ed esplosi provocando “lievi danni” alla fusoliera di due velivoli. Tra il personale della manutenzione che stava lavorando vicino ai velivoli, tre militari hanno subito lesioni mortali e altri quattro militari sono rimasti feriti e sono stati portati presso le strutture mediche dove hanno ricevuto tutte le cure mediche necessarie.

Mosca ha aggiunto che, nonostante questo tentativo di Kiev di interrompere le operazioni di combattimento dell’aviazione russa a lungo raggio da parte di un atto di terrorismo, intorno alle 15:00 (orario di Mosca) di ieri il sistema di comando e controllo e le relative strutture complesse di difesa, hub di comunicazione, centrali elettriche, e unità militari dell’Ucraina sono state colpite da missili a lungo raggio e ad alta precisione. Più di 100 missili da crociera lanciati da postazioni in mare, terra e dagli aerei hanno colpito il territorio ucraino.

Situati all’interno del territorio russo, gli aeroporti militari di Engels e Dyagilevo supportano i bombardieri a lungo raggio russi utilizzati negli attacchi aerei contro l’Ucraina. In particolare la base aerea di Engels, nota anche come Engels-2, è la principale base aerea russa per i bombardieri a lungo raggio nella parte occidentale del paese e dista circa 480 chilometri dal confine ucraino. Qui un’esplosione è stata segnalata ieri mattina presto, subito dopo le 6:00 ora locale, supportata da video pubblicati sui social media che mostrano una forte esplosione alla base.

L’entità dei danni causati dall’esplosione a Engels non è confermata, anche se ci sono notizie dai media russi secondo cui due bombardieri strategici Tu-95MS Bear-H sarebbero stati danneggiati. Engels ospita la 22nd Heavy Bomber Aviation Division, che gestisce uno squadrone di Bear-H e un altro di bombardieri supersonici Tu-160 Blackjack. Entrambi i tipi sono impiegati nel conflitto in Ucraina.

Proprio alcuni giorni fa avevamo riportato su Aviation Report che i bombardieri russi Tu-95 hanno condotto un volo di addestramento congiunto con i bombardieri cinesi H-6K sul Pacifico nella zona di identificazione della difesa aerea della Corea (KADIZ) al largo delle coste meridionali e nord-orientali della Corea del Sud.

Segnaliamo anche che su Telegram circolano delle immagini che riprenderebbero i danni subiti agli aerei che sembrerebbero però dei Tu-22M Backfire forse della base aerea di Dyagilevo. Dalle immagini lo stabilizzatore orizzontale e gli ugelli del motore del Tu-22M3 sono stati gravemente danneggiati. Dyagilevo ospita il Centro di addestramento al combattimento e di conversione degli equipaggi di volo dell’aviazione militare russa a lungo raggio, che gestisce bombardieri Tu-22M3 e Tu-95MS, nonché addestratori Tu-134UBL e An-26 e il 203rd Independent Tanker Aviation Regiment che gestisce i tanker Il-78 Midas che supportano principalmente le missioni dei bombardieri russi.

Ulteriori immagini satellitari che stanno circolando sui social network mostrano che l’attacco dei droni, Tu-141, sulla base aerea di Engels potrebbe anche aver provocato il danneggiamento di almeno un velivolo. Le immagini mostrano un bombardiere Tu-95MS che sembra aver subito un incendio, circondato da camion dei vigili del fuoco e con residui di schiuma antincendio attorno all’aereo. Se il Tu-95MS fosse effettivamente danneggiato, andrebbe ad aggiungersi al danno confermato inflitto al Tu-22M3 a Dyagilevo.

Sebbene al momento la causa delle due esplosioni non possa essere ancora del tutto confermata come anche l’entità dei danni materiali che rimane per ora ancora oscura, come molti analisti, anche noi ci chiediamo come sia possibile che due basi aeree di bombardieri strategici che possono anche utilizzare armi atomiche possano essere attaccati da due droni a centinaia di chilometri dal fronte. Cosa sta facendo la difesa aerea del secondo esercito al mondo?

Se si confermasse che dietro gli attacchi c’è l’Ucraina, cosa molto probabile, questo sarà uno sviluppo molto significativo soprattutto nel capire come mai le difese aeree di Mosca non sono state capaci di scoprire i droni in volo sul territorio russo ed abbatterli lungo la rotta verso gli aeroporti militari attaccati.

Ad oggi, la maggior parte degli apparenti attacchi ucraini alle basi aeree russe sono stati limitati a luoghi molto più vicini ai confini tra i due paesi, nella Crimea occupata o in aree della Russia molto più facilmente raggiungibili da droni “kamikaze” improvvisati o missili balistici a corto raggio di Kiev. Diversamente, altri attacchi a basi aeree russe più lontane dai confini hanno apparentemente coinvolto piccole squadre di incursori.

Da parte ucraina, c’è stato solo un vago riconoscimento ufficiale di un attacco di droni su una delle due basi aeree russe, senza assumersi la piena responsabilità. Ciò è sostanzialmente in linea con i precedenti incidenti che hanno coinvolto infrastrutture all’interno della Russia. E su questo tema un articolo del New York Times afferma proprio che almeno uno dei droni sarebbe stato guidato verso il suo obiettivo grazie ad un nucleo di forze speciali ucraine che hanno operato vicino ad una delle basi aeree.

Un attacco a Engels sferra un colpo dritto al cuore della preziosa flotta dell’aviazione militare a lungo raggio della Russia, che costituisce parte delle forze nucleari strategiche del paese, la più nota “triade nucleare” speculare a quella degli Stati Uniti. Se l’Ucraina avesse veramente la capacità di colpire quella che è la sua base più importante, ciò porterà sicuramente ad ulteriori domande sulla capacità della Russia di difendere le sua infrastrutture militari più critiche.

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Redazione di Aviation Report

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