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2 portaerei cinesi operano per la prima volta contemporaneamente nel Pacifico occidentale

China MoD / Photo by Zhang Huiquan

Per la prima volta nella storia, la Marina dell’Esercito Popolare di Liberazione cinese (PLAN) ha schierato contemporaneamente due gruppi di portaerei nel Pacifico occidentale, superando la cosiddetta “prima catena di isole”. Le portaerei cinesi CNS Liaoning (16) e CNS Shandong (17), accompagnate dalle rispettive flotte di supporto, stanno conducendo esercitazioni di proiezione di potenza nelle acque del Pacifico, un’operazione che segna un passo significativo nell’espansione delle capacità navali cinesi.

Nel frattempo, la portaerei statunitense USS George Washington ha lasciato il porto di Yokosuka, in Giappone, per esercitazioni di qualificazione aerea, evidenziando la crescente competizione navale nella regione.

Secondo quanto riferito dal portavoce della Marina cinese, il capitano Wang Xuemeng, i gruppi di portaerei Liaoning e Shandong stanno conducendo addestramenti di routine nel Pacifico occidentale per testare le loro capacità di protezione in alto mare e di operazioni congiunte. Le esercitazioni si svolgono oltre la “prima catena di isole“, una linea strategica che si estende dalle isole giapponesi meridionali fino al Mar Cinese Meridionale, passando per Taiwan e le Filippine. Questa catena è stata a lungo considerata una barriera difensiva dagli Stati Uniti per contenere l’espansione navale cinese.

La Liaoning, operativa dal 2012, è stata avvistata sabato 6 giugno a circa 186 miglia a sud-ovest dell’isola giapponese di Minamitori, vicino alla “seconda catena di isole”, che collega il Giappone alla Nuova Guinea attraverso Guam. La Shandong, entrata in servizio nel 2019, è stata invece localizzata a circa 341,7 miglia a sud-est dell’isola di Miyako, accompagnata da un cacciatorpediniere Type 055, due fregate Type 054A e una nave di supporto rapido Type 901. E’ la prima volta che una portaerei cinese viene segnalata oltre la seconda catena di isole, un evento che il Ministero della Difesa giapponese ha interpretato come un chiaro segnale delle ambizioni di Pechino di ampliare la propria influenza navale.

Le implicazioni geopolitiche delle manovre delle 2 portaerei cinesi

L’operazione congiunta delle due portaerei cinesi rappresenta una sfida diretta alle strategie di contenimento marittimo degli Stati Uniti e dei loro alleati nella regione indo-pacifica. Le catene di isole, concepite come linee di difesa strategica per limitare l’accesso della Cina al Pacifico più ampio, stanno diventando sempre più permeabili alla crescente potenza navale cinese. Secondo analisti come Alex Luck, esperto navale australiano, la Cina considera le sue portaerei un elemento chiave per creare “spazio strategico” nel Pacifico, rendendo più difficili le operazioni militari americane vicino alle coste cinesi in caso di conflitto.

China MoD / Photo by Zou Ning and Fu Jinquan

Il Ministero della Difesa giapponese ha confermato che le due portaerei stavano operando in aree separate del Pacifico sabato scorso, entrambe vicino a isole remote giapponesi. La Liaoning ha navigato all’interno della zona economica esclusiva (ZEE) del Giappone vicino a Minamitorishima, un’isola strategicamente importante per le sue risorse di metalli rari. Sebbene tali operazioni siano conformi al diritto internazionale, il Giappone ha intensificato le attività di sorveglianza, dispiegando l’unità navale Haguro e aerei da pattugliamento per monitorare i movimenti cinesi. Inoltre, il Ministro della Difesa giapponese ha dichiarato che queste operazioni indicano l’intenzione di Pechino di migliorare le capacità operative delle sue portaerei in mari lontani.

E gli Stati Uniti?

Mentre la Cina espande la sua presenza navale, gli Stati Uniti mantengono una postura attiva nella regione. La USS George Washington, portaerei di stanza a Yokosuka, ha lasciato il porto martedì 10 giugno per condurre esercitazioni di qualificazione aerea al largo della costa di Kyushu, che si protrarranno fino al 16 giugno. Queste attività seguono prove in mare condotte tra il 25 maggio e il 4 giugno, segno che la Marina statunitense sta rafforzando la sua prontezza operativa. Inoltre, la portaerei USS Nimitz e il suo gruppo da battaglia stanno operando nel Mar Cinese Meridionale, evidenziando la presenza continua degli Stati Uniti nel teatro indo-pacifico.

Il Giappone, alleato chiave degli Stati Uniti, sta rispondendo all’aumento delle attività navali cinesi rafforzando le sue difese. Il piano di potenziamento della difesa giapponese include l’installazione di radar mobili di sorveglianza e controllo sulle isole del Pacifico per migliorare la postura di difesa aerea. Le autorità di Tokyo hanno espresso preoccupazione per l’espansione militare di Pechino, che sembra mirare a dominare non solo le aree a ovest della prima catena di isole, ma anche quelle oltre la seconda catena, che include Guam, territorio statunitense strategico.

Cina: una marina militare in crescita

La marina militare cinese, con oltre 370 unità navali, è la più grande al mondo per numero di navi, superando anche la US Navy. Entro il 2025, si prevede che la flotta cinese crescerà fino a 395 navi, con l’obiettivo di raggiungere 435 entro il 2030. Le portaerei Liaoning e Shandong sono elementi centrali di questa modernizzazione, mentre la terza portaerei, CNS Fujian, è attualmente in fase di prove in mare. Sebbene la Cina sottolinei la natura “difensiva” delle sue operazioni navali, in uno scenario di conflitto le sue portaerei sarebbero strumenti offensivi per contestare il controllo di vaste aree del Pacifico.

Questa doppia operazione di portaerei segue una prima esercitazione congiunta condotta lo scorso ottobre nel Mar Cinese Meridionale, dimostrando che la Cina sta rapidamente affinando le sue capacità di proiezione di potenza. La crescente assertività navale cinese sta generando apprensione non solo in Giappone, ma anche a Taiwan, che ha riferito di aver monitorato fino a 70 navi cinesi, incluse le due portaerei, nelle acque a nord e a sud dell’isola tra il 1° e il 27 maggio scorsi.

L’operazione simultanea delle portaerei Liaoning e Shandong oltre la prima catena di isole rappresenta un momento di svolta per la marina militare cinese, evidenziando la sua ambizione di costruire una forza navale di livello globale in grado di competere con gli Stati Uniti. Mentre Pechino continua a espandere la sua portata, le tensioni nella regione indo-pacifica sono destinate ad aumentare, con Giappone, Stati Uniti e altri alleati che intensificano le loro contromisure. Questo sviluppo non è solo una dimostrazione di potenza, ma un chiaro messaggio strategico: la Cina è pronta a sfidare l’ordine marittimo esistente e a proiettare la sua influenza ben oltre i suoi confini tradizionali.

Categorie: News Militari
Redazione di Aviation Report: Dalla redazione di Aviation Report // From editorial staff

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