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Scontri India-Pakistan: almeno un caccia Rafale perso dall’India

@ Dassault Aviation / G. Gosset

Le tensioni tra India e Pakistan, acuitesi dopo l’attentato terroristico del 22 aprile a Pahalgam, nel Kashmir indiano, che ha causato 26 morti, hanno raggiunto un picco tra il 6 e il 7 maggio 2025 con una serie di operazioni militari, incluse azioni aeree, che hanno segnato il più grave scontro tra i due Paesi negli ultimi vent’anni. Negli scontri si conferma almeno un caccia Rafale perso dall’India.

L’attentato di Pahalgam, attribuito dall’India a gruppi militanti sostenuti dai servizi segreti pakistani (ISI), ha spinto Nuova Delhi a rispondere con un’operazione militare denominata “Sindoor”. La notte tra il 6 e il 7 maggio, l’India ha condotto attacchi missilistici su nove siti in Pakistan e nel Kashmir amministrato da Islamabad, colpendo presunti campi di addestramento terroristici. Il Pakistan ha denunciato gli attacchi come un “atto di guerra”, rispondendo con colpi di artiglieria e, secondo le sue dichiarazioni, con l’abbattimento di aerei indiani.

Secondo fonti ufficiali indiane, l’operazione “Sindoor” è stata condotta utilizzando missili a lungo raggio e droni, senza che aerei da guerra indiani violassero lo spazio aereo pakistano. Il Ministero della Difesa indiano, supportato da dichiarazioni del colonnello Sofiya Qureshi e del comandante Vyomika Singh, ha affermato che i nove obiettivi colpiti includevano “centri di reclutamento, basi di lancio e centri di indottrinamento” terroristici.

L’India ha sostenuto che gli attacchi fossero “chirurgici” e mirati esclusivamente a infrastrutture terroristiche, evitando installazioni militari pakistane. Un testimone locale a Muridke, in Pakistan, ha riferito di attacchi notturni condotti da “quattro droni” contro una moschea a Bahawalpur, che l’intelligence indiana collegava a gruppi jihadisti come Lashkar-e-Taiba.

Il Pakistan ha risposto agli attacchi indiani con colpi di artiglieria lungo la Linea di Controllo (LoC) e ha rivendicato l’abbattimento di aerei indiani. Il portavoce dell’esercito pakistano, tenente generale Ahmed Chaudhry, ha dichiarato che le forze armate di Islamabad hanno abbattuto “cinque aerei da combattimento indiani, tra cui caccia e droni di ricognizione”, sostenendo che tra gli abbattuti c’erano anche tre jet Rafale (sofisticati caccia multiruolo prodotti in Francia), un MiG-29 e un caccia SU-30. Inoltre alcune immagini pubblicati sui canali social sembrerebbero mostrare detriti di missili aria-aria PL-15E di fabbricazione cinese che sono state recentemente mostrate a bordo dei caccia pakistani JF-17 e J-10CE.

@ Aviation Report / Andrea Avian

Tuttavia, queste affermazioni sono state messe in discussione da fonti indiane e da analisi indipendenti. Una fonte della sicurezza indiana ha riferito che tre aerei indiani sono precipitati sul territorio nazionale – due nel Jammu e Kashmir e uno nel Punjab – per “cause sconosciute”, senza confermare che fossero stati abbattuti dal Pakistan.

Ma, a conferma di alcune di queste affermazioni, sui social è emersa l’immagine della coda verticale di un Rafale indiano. Sebbene sia solo una parte dell’impennaggio verticale, la matricola e la bandiera indiana identificano questa parte proprio come appartenente ad un Rafale EH monoposto con la matricola BS 001 dell’Aeronautica Militare indiana.

Anche la CNN ha riferito che un alto funzionario dell’intelligence francese, rimasto anonimo, avrebbe confermato che un Rafale dell’aeronautica militare indiana sarebbe stato abbattuto dal Pakistan. Le autorità francesi stanno inoltre indagando se il Pakistan abbia abbattuto più di un Rafale, continua la CNN.

Le cause, sul caccia Rafale perso dall’India, ancora non sono chiare anche se fonti pakistane hanno affermato che il caccia di fabbricazione francese sarebbe stato abbattuto da un caccia J-10CE di fabbricazione cinese con un missile aria-aria a lungo raggio PL-15E. Se ciò fosse confermato, si tratterebbe della prima vittoria in combattimento sia per l’aereo che per l’arma oltre alla prima perdita in combattimento di un velivolo da combattimento Rafale.

A livello internazionale, il Segretario Generale dell’ONU Antonio Guterres ha espresso “profonda preoccupazione”, invitando entrambe le parti alla moderazione per evitare una “catastrofe regionale”. Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha esortato a “disinnescare” la crisi, mentre Cina, Russia, Iran e l’UE hanno chiesto una de-escalation. La Turchia ha avvertito del “rischio di una guerra totale”.

Le discrepanze tra le dichiarazioni di India e Pakistan riflettono una narrazione conflittuale tipica di questo scontro storico. L’India insiste sulla natura “antiterroristica” dei suoi attacchi, mentre il Pakistan li considera una violazione della sovranità. Le affermazioni pakistane sugli aerei abbattuti sembrano esagerate, considerando che l’India ha condotto gli attacchi principalmente con missili stand-off e droni, senza incursioni aeree dirette. Le perdite di aerei indiani potrebbero essere dovute a malfunzionamenti tecnici o a errori operativi, ma la mancanza di conferme ufficiali lascia spazio a speculazioni.

Entrambe le nazioni, in possesso di arsenali nucleari (circa 170 testate ciascuna), sono consapevoli dei rischi di un’escalation. Come notato da Rajeswari Pillai Rajagopalan dell’Australian Strategic Policy Institute, i precedenti conflitti indo-pakistani hanno mostrato una certa moderazione, ma l’attuale crisi, alimentata da pressioni politiche interne e da un’opinione pubblica esasperata, rimane volatile.

Le operazioni aeree del 7 maggio 2025 hanno segnato un’escalation senza precedenti recenti tra India e Pakistan, con l’India che ha condotto attacchi missilistici e il Pakistan che ha risposto con artiglieria e presunti abbattimenti. Le perdite dichiarate, 31 morti e 46 feriti in Pakistan, 15 morti e 35 feriti in India, oltre a tre aerei indiani persi tra cui il primo caccia Rafale perso dall’India, evidenziano la gravità dello scontro.

Tuttavia, la mancanza di prove definitive sugli abbattimenti e le narrazioni contrastanti richiedono cautela nell’interpretazione dei dati. La comunità internazionale, consapevole del potenziale nucleare dei due Paesi, sta spingendo per una de-escalation, ma la stabilità regionale rimane fragile.

Redazione di Aviation Report: Dalla redazione di Aviation Report // From editorial staff

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