GlobalEye AEW&C per la Francia - come nuovo velivolo AWACS della NATO
© Saab / Linus Svensson

NATO: il Saab/Bombardier GlobalEye è il nuovo velivolo AWACS dell’Alleanza Atlantica

Il Segretario Generale della NATO Mark Rutte, durante il vertice di Ankara di questi giorni, ha annunciato il velivolo Saab / Bombardier GlobalEye come nuovo velivolo AWACS (Airborne Warning and Control System).

La NATO ha avviato il più importante programma di rinnovamento della propria componente Airborne Early Warning & Control (AEW&C) dalla nascita della flotta E-3A Sentry, operativa dalla metà degli anni 70 del secolo scorso, selezionando il Saab / Bombardier GlobalEye come piattaforma destinata a garantire le future capacità di sorveglianza, allerta precoce e comando e controllo dell’Alleanza.

La decisione conclude una competizione che ha visto confrontarsi il sistema svedese con il Boeing E-7 Wedgetail, considerato fino a pochi mesi fa il favorito. Il cambiamento dello scenario industriale e strategico, unito alla necessità di contenere costi e tempi di acquisizione, ha orientato la NATO verso la soluzione proposta da Saab, basata sul business jet Bombardier Global 6500. Le prime consegne sono previste all’inizio del prossimo decennio, nell’ambito di un programma che potrebbe comprendere fino a dieci velivoli.

Nuovo velivolo AWACS della NATO: dal tradizionale E-3 al sistema multi-dominio

L’ingresso del GlobalEye rappresenta un cambio di paradigma rispetto agli storici E-3A Sentry. Mentre questi ultimi sono progettati principalmente per il controllo dello spazio aereo attraverso il caratteristico radar rotante installato sopra la fusoliera, il velivolo svedese nasce come piattaforma multi-dominio, in grado di integrare sorveglianza aerea, terrestre e marittima all’interno di un’unica architettura di missione.

Il cuore del sistema è costituito dal radar SAAB Erieye ER, un sensore AESA (Active Electronically Scanned Array) operante in banda S, caratterizzato da elevata resistenza alle contromisure elettroniche e da una capacità di scoperta superiore ai 550 km contro bersagli aerei di grandi dimensioni. A questo si affiancano un radar marittimo Leonardo Seaspray 7500E, sensori elettro-ottici/infrarossi e un avanzato apparato SIGINT, che consentono al GlobalEye di generare una situazione tattica estremamente dettagliata.

L’integrazione di questi sistemi permette di individuare simultaneamente velivoli convenzionali, velivoli a bassa osservabilità, missili da crociera, droni, unità navali e bersagli terrestri mobili, rispondendo alle esigenze operative emerse nei più recenti scenari di conflitto.

Una piattaforma più efficiente

Rispetto al Boeing E-3A, derivato dal quadrireattore civile Boeing 707, il GlobalEye beneficia dei notevoli progressi compiuti dall’aviazione business negli ultimi decenni. Il Bombardier Global 6500 garantisce consumi sensibilmente inferiori, maggiore affidabilità, costi di manutenzione ridotti e un’autonomia che supera le undici ore senza rifornimento, caratteristiche che consentono un incremento della disponibilità operativa e una significativa riduzione del costo per ora di volo. Dal punto di vista logistico, la nuova piattaforma richiede infrastrutture meno complesse e offre un ciclo di vita più sostenibile rispetto agli ormai anziani E-3A.

Interoperabilità e guerra in rete

Uno degli elementi che hanno maggiormente inciso nella scelta della NATO è la piena integrazione del GlobalEye all’interno delle moderne architetture di comando e controllo dell’Alleanza.Il velivolo è progettato per operare in un ambiente di guerra multidominio, condividendo in tempo reale i dati con caccia di quinta generazione, sistemi missilistici di difesa aerea, centri C2, unità navali e piattaforme senza pilota attraverso collegamenti dati ad alta velocità, tra cui Link 16 e altre reti tattiche avanzate. L’obiettivo non è più soltanto individuare una minaccia, ma costruire una “Common Operational Picture” condivisa che consenta decisioni rapide e coordinate in tutti i domini operativi.

Un segnale anche per l’industria europea

La selezione del GlobalEye rappresenta un successo strategico per Saab e, più in generale, per l‘industria europea della difesa. Pur utilizzando una piattaforma canadese e numerosi sottosistemi sviluppati in cooperazione internazionale, il programma consolida la posizione dell’azienda svedese nel settore AEW&C, tradizionalmente dominato dai grandi costruttori statunitensi. Per la NATO la scelta conferma inoltre la volontà di diversificare la base industriale e di valorizzare tecnologie sviluppate all’interno dell’ecosistema europeo, mantenendo al tempo stesso la piena interoperabilità con gli standard dell’Alleanza.

Nuovo velivolo AWACS della NATO: le prospettive operative

La sostituzione degli E-3A Sentry avverrà progressivamente nel corso degli anni Trenta. Durante la fase di transizione le due flotte opereranno parallelamente, garantendo la continuità della capacità NATO di sorveglianza aerea e comando. Con il GlobalEye l’Alleanza non acquisisce semplicemente un nuovo AWACS, ma introduce una piattaforma di comando, sorveglianza e raccolta dati concepita per affrontare il contesto operativo del XXI secolo, caratterizzato da minacce ipersoniche, sciami di droni, guerra elettronica e operazioni multidominio. La scelta segna quindi non soltanto il ricambio di una piattaforma storica, ma una profonda trasformazione del concetto stesso di Airborne Early Warning & Control, destinata a influenzare la dottrina operativa della NATO per i prossimi decenni.