In un contesto geopolitico sempre più teso, il settore dell’aviazione militare cinese continua a evolversi a ritmi impressionanti, ponendo interrogativi cruciali sulla bilancia del potere aereo globale. Il recente report annuale del Pentagono sulle capacità militari della Repubblica Popolare Cinese, pubblicato nel dicembre 2025, dipinge un quadro di accelerata modernizzazione, con enfasi sui velivoli militari cinesi che stanno ridisegnando le strategie difensive.
Questo documento, basato su analisi intelligence, evidenzia come Pechino stia investendo massicciamente in tecnologie avanzate per raggiungere una “vittoria decisiva strategica” entro il 2027, in particolare in scenari come un potenziale conflitto su Taiwan. Mentre gli Stati Uniti rafforzano le proprie alleanze nel Pacifico, la crescita cinese in ambito aeronautico solleva domande inevitabili. Come sta cambiando l’equilibrio aereo e quali implicazioni ha per la sicurezza internazionale?
Il buildup militare cinese, descritto nel report come un’espansione storica che rende il territorio americano “sempre più vulnerabile“, include progressi in domini cyber, spaziali e nucleari, ma è nel settore aereo che emergono sviluppi particolarmente notevoli. La Forza Aerea dell’Esercito Popolare di Liberazione (PLAAF) ha mantenuto una postura operativa costante intorno a Taiwan, con incursioni record nel 2024 che hanno superato le 3.000, dimostrando notevoli capacità di proiezione di forza. Questo non è solo un esercizio di deterrenza, ma un test reale di integrazione tra piattaforme avanzate, come i caccia J-16 e J-20, in grado di sfidare le forze alleate con armi standoff.
I progressi nei velivoli militari cinesi di quinta generazione
Passando ai dettagli tecnici, i velivoli militari cinesi di quinta generazione rappresentano il nucleo della modernizzazione aerea di Pechino. Il J-20, già operativo da anni, è stato ottimizzato con una variante biposto esposta allo Zhuhai Airshow del 2024, progettata per controllare droni “loyal wingman” attraverso intelligenza artificiale. Questa configurazione permette al pilota di gestire sciami di UAV in missioni complesse, riducendo i rischi umani e ampliando il raggio d’azione.
Molti esperti si chiedono: quali sono i vantaggi operativi di tali sistemi? Secondo il report, l’IA applicata qui è ancora in fase modesta, focalizzata su navigazione e coordinamento, ma con potenzialità per operazioni autonome che potrebbero rivoluzionare il combattimento aereo.
Un altro pilastro è il J-35, stealth fighter derivato dall’FC-31, entrato in servizio nella PLAAF e nella Marina nel 2025. La versione terrestre J-35A, svelata nel 2024, supporta catene di uccisione contro aerei stealth avversari, mentre la variante navale è destinata alla portaerei Fujian, la prima interamente sviluppata in Cina con catapulta elettromagnetica, che ha completato le prove in mare a maggio 2024 con le prime operazioni aeree iniziate a novembre 2025, segnando un passo verso una flotta di nove portaerei entro il 2035.
Questo avanzamento non solo potenzia la proiezione navale cinese nel Mar Cinese Meridionale, ma integra velivoli come il J-15T e il J-15D per guerra e attacco elettronico, creando formazioni dual-carrier testate per la prima volta nell’ottobre 2024. In questo scenario, emerge una domanda frequente: come influisce l’espansione aeronautica cinese sulle dinamiche regionali?
Il report sottolinea che questi velivoli militari cinesi accrescono la capacità di bloccare accessi chiave, ad esempio i porti taiwanesi, come visto nell’ultima esercitazione, la “Justice Mission 2025” condotta il 29 dicembre 2025, che ha coinvolto jet, navi e artiglieria per simulare un accerchiamento dell’isola.
Inoltre, i progressi nei motori, come il WS-20 per l’aereo da trasporto Y-20B, riducono la dipendenza da fornitori russi, permettendo una produzione domestica più efficiente. Il KJ-3000, nuovo AEW&C con radar digitale anti-jamming, ha effettuato il volo inaugurale a dicembre 2024, offrendo capacità di rilevamento passivo e identificazione target, potenzialmente il primo al mondo in questa configurazione.
Lo sviluppo dei velivoli militari cinesi di sesta generazione
Guardando al futuro, lo sviluppo dei velivoli militari cinesi di sesta generazione cattura l’attenzione globale. Il Pentagono ha confermato che due prototipi tailless, design senza coda stabilizzati da computer, hanno iniziato i test a dicembre 2024, prodotti da Chengdu (J-36) e Shenyang (J-50/XDS). Questi aerei, con forme stealth e intake multiple, sono nelle fasi iniziali ma previsti operativi entro il 2035.
Le prime immagini emerse il 27 dicembre 2024 mostrano design innovativi, privi di stabilizzatori verticali e con angoli ottimizzati per ridurre la firma radar, simili a bombardieri come il B-21 ma adattati per missioni fighter. Una domanda ricorrente tra gli analisti è: quanto è avanzato il programma di sesta generazione cinese? Il report indica che questi velivoli saranno multifunzionali, capaci di combattimento aria-aria, aria-superficie e guida di UAV, sfidando i programmi USA come il NGAD.
Parallelamente, UAV come il WZ-9 Divine Eagle sono semi-operativi dal dicembre 2024 nel Mar Cinese Meridionale, e nuovi modelli come il Feyi, lanciabile da sottomarini, ampliano le opzioni ibride mare-aria. Questi sviluppi integrano l’IA per sciami autonomi, elevando la letalità dei velivoli militari cinesi.
Implicazioni globali e mercati export
Le implicazioni di questi avanzamenti vanno oltre il Pacifico, con un occhio al mercato globale. Il Pentagono prevede un successo senza precedenti per i velivoli militari cinesi sui mercati esteri, grazie a modelli come J-35, J-10C e JF-17. Il J-10C, già consegnato al Pakistan e ordinato dall’Indonesia (42 unità nel 2025), ha dimostrato superiorità in scontri reali, come contro i Rafale indiani, con avionica avanzata e costi bassi.
Una domanda chiave è: quali sono i modelli di velivoli militari cinesi pronti per l’export? Il JF-17, economico e versatile, ha clienti in Azerbaigian, Myanmar e Nigeria, mentre il J-35 attira Egitto, Arabia Saudita e UAE, offrendo alternative stealth senza restrizioni occidentali. Questa espansione aeronautica cinese si lega alla Belt and Road Initiative, con pacchetti che includono droni per nazioni in via di sviluppo.
Tuttavia, pressioni USA limitano la penetrazione in certi mercati. In conclusione, mentre Pechino accelera verso una forza aerea “di classe mondiale” entro il 2049, il report del Pentagono avverte di un crescente squilibrio, esortando a contromisure.