In un’operazione militare senza precedenti, l’Aeronautica Israeliana (IAF) ha condotto un attacco aereo che ha distrutto un aereo cisterna iraniano dell’Aeronautica della Repubblica Islamica dell’Iran (IRIAF) presso l’aeroporto internazionale di Mashhad, nel nord-est dell’Iran, a circa 2300 chilometri da Israele. Questo raid, avvenuto il 15 giugno 2025, rappresenta il colpo a più lunga distanza mai effettuato dall’IAF dall’inizio del conflitto con l’Iran, segnando un punto di svolta nella strategia aerea israeliana.
Secondo fonti militari israeliane, l’obiettivo principale dell’attacco era un Boeing 707-3J9C, l’unico aereo cisterna iraniano operativo, utilizzato per il rifornimento in volo di velivoli militari. L’IAF ha confermato che l’operazione ha avuto successo, con immagini satellitari che mostrano fumo denso e fiamme levarsi dalla pista dell’aeroporto di Mashhad. Un secondo velivolo, un ex Boeing 747-270C precedentemente appartenuto all’Iraqi Airways, sarebbe stato gravemente danneggiato nello stesso attacco.
Non è stato specificato il tipo di arma utilizzata per il raid, ma si ipotizza che l’attacco possa essere stato eseguito con droni a lungo raggio, missili aria-terra o munizioni sganciate da aerei. Un’immagine associata al rapporto ufficiale israeliano mostra un caccia F-16I “Sufa”, suggerendo che questo tipo di velivolo potrebbe essere stato impiegato. L’operazione ha richiesto una pianificazione meticolosa, con i jet israeliani che hanno navigato attraverso corridoi aerei accuratamente mappati per evitare le difese antiaeree iraniane residue.
L’attacco all’aereo cisterna iraniano si inserisce in un contesto di escalation militare tra Israele e Iran, iniziato il 13 giugno 2025, quando l’IAF ha lanciato oltre 200 attacchi aerei contro siti nucleari e militari iraniani, tra cui l’impianto di arricchimento dell’uranio di Natanz e strutture a Fordo e Isfahan. Questi attacchi hanno causato la morte di nove scienziati di alto livello del programma nucleare iraniano, diversi generali e il capo dell’intelligence del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), Mohammad Kazemi, insieme al suo vice.
In risposta, l’Iran ha lanciato multiple ondate di missili balistici e droni contro Israele, colpendo città come Tel Aviv e Haifa. Le difese aeree israeliane, inclusi i sistemi Iron Dome, hanno intercettato molti dei proiettili, ma alcuni missili sono riusciti a penetrare, causando la morte di almeno otto persone, tra cui una donna a Ramat Gan e un’altra in un attacco a Bnei Brak. Decine di feriti, tra cui un neonato di tre mesi salvato dalle macerie, sono stati segnalati.
L’attacco a Mashhad è stato descritto come un passo significativo verso il raggiungimento della superiorità aerea israeliana sullo spazio aereo iraniano. Secondo il Primo Ministro Benjamin Netanyahu, le operazioni israeliane hanno “distrutto gli strati di protezione” delle difese antiaeree iraniane, permettendo ai jet dell’IAF di operare con maggiore libertà. Fonti militari israeliane hanno riportato che circa un terzo dei lanciamissili balistici iraniani è stato distrutto, riducendo significativamente la capacità di Teheran di effettuare attacchi a lungo raggio.
Inoltre, l’Aeronautica Israeliana ha colpito obiettivi strategici come depositi di carburante, campi di gas (incluso il campo South Pars) e infrastrutture energetiche, infliggendo danni significativi all’apparato militare e industriale iraniano. L’attacco al quartier generale della Forza Quds dell’IRGC a Teheran e a una struttura della televisione di stato iraniana il 16 giugno hanno ulteriormente intensificato il conflitto, con esplosioni segnalate in diverse città iraniane.
L’Iran ha risposto agli attacchi con una retorica aggressiva, con il Leader Supremo Ali Khamenei che ha promesso che Israele “non rimarrà impunito” e che la risposta iraniana non sarà “misurata a metà“. Tuttavia, fonti diplomatiche indicano che Teheran sta cercando una via d’uscita attraverso negoziati, chiedendo a Qatar, Arabia Saudita e Oman di fare pressione sul Presidente degli Stati Uniti Donald Trump per ottenere un cessate il fuoco immediato. In cambio, l’Iran avrebbe offerto flessibilità nei negoziati sul suo programma nucleare.
Gli Stati Uniti hanno confermato di aver supportato Israele nell’intercettazione dei missili iraniani, ma il Presidente Trump ha esortato Teheran a intraprendere colloqui immediati per evitare ulteriori escalation. Nel frattempo, il conflitto ha sollevato preoccupazioni internazionali al vertice del G7, con timori che la situazione possa degenerare in un conflitto regionale più ampio.
Va notato che alcune fonti, come The War Zone, hanno riportato che l’attacco a Mashhad è avvenuto a una distanza di circa 1400 miglia (circa 2250 km) da Israele, mentre altre, come The Aviationist e The Times of Israel, indicano una distanza di 2300 km. Questa discrepanza potrebbe derivare da differenze nei metodi di calcolo della distanza o dalle rotte aeree utilizzate dai velivoli israeliani. Tuttavia, tutte le fonti concordano sul fatto che questo raid rappresenta il più lungo nella storia militare israeliana.
L’attacco aereo per distruggere l’aereo cisterna iraniano su Mashhad evidenzia la capacità di Israele di condurre operazioni militari a lungo raggio con precisione chirurgica, segnando un momento cruciale nella sua campagna per indebolire le capacità militari e nucleari iraniane. Tuttavia, l’intensificarsi degli attacchi reciproci e il coinvolgimento di attori regionali, come la milizia Houthi sostenuta dall’Iran nello Yemen, aumentano il rischio di un’escalation incontrollata. Mentre il conflitto entra nel suo quarto giorno, la comunità internazionale osserva con apprensione, sperando in una de-escalation che possa prevenire ulteriori perdite e instabilità regionale.
Questo testo è stato redatto integrando informazioni provenienti da fonti affidabili, con l’obiettivo di fornire un resoconto chiaro e bilanciato. Tuttavia, data la natura dinamica del conflitto, alcune informazioni potrebbero richiedere ulteriori conferme.