La notte tra il 2 e il 3 gennaio 2026 ha segnato un momento storico nel panorama dell’aviazione militare e delle operazioni speciali, con l’esecuzione di una missione che ha cambiato il corso delle relazioni tra Stati Uniti e Venezuela. Denominata Operazione Absolute Resolve, questa incursione ha visto l’impiego di un vasto arsenale aereo e di forze d’élite per neutralizzare minacce strategiche e catturare il presidente venezuelano Nicolás Maduro. Mentre le esplosioni echeggiavano attraverso Caracas, elicotteri delle forze speciali USA sorvolavano la città, simboleggiando la precisione e la potenza della proiezione aerea statunitense.
I preparativi e l’origine dell’Operazione Absolute Resolve
L’Operazione Absolute Resolve non è nata dal nulla, ma è il culmine di mesi di pianificazione meticolosa, supportata dalle agenzie di intelligence come la CIA, la NSA e la NGA e dalle simulazioni condotte dalle forze speciali. Secondo rapporti dettagliati, l’operazione ha coinvolto la costruzione di una replica esatta della safe house di Maduro, dove le unità d’élite come la Delta Force dell’Esercito USA hanno ripetutamente esercitato l’ingresso e l’estrazione. Questa fase preparatoria ha enfatizzato l’uso di strumenti avanzati e ha integrato elementi aerei per garantire la superiorità nello spazio aereo venezuelano.
Quali sono le motivazioni principali dietro l’Operazione Absolute Resolve? La risposta risiede nelle accuse pendenti contro Maduro, inclusa la cospirazione per narcoterrorismo e importazione di cocaina. Il presidente USA Donald Trump ha approvato l’operazione quattro giorni prima, ritardandola in attesa di condizioni meteorologiche ottimali, e ha monitorato l’azione in tempo reale da Mar-a-Lago.
Come detto l’intelligence ha giocato un ruolo cruciale, con un asset CIA vicino a Maduro che forniva aggiornamenti sulle sue routine quotidiane, permettendo di colpire al momento giusto. In termini di aviazione, la preparazione ha visto il posizionamento di una portaerei, 11 navi da guerra, diverse decine di caccia, tanker per rifornimento in volo e droni per jamming elettronico nel Mar dei Caraibi, creando una rete di supporto aereo che ha reso impossibile qualsiasi risposta venezuelana coordinata.
L’esecuzione dell’Operazione Absolute Resolve
L’operazione è scattata alle 1:00 di notte del 3 gennaio, con oltre 150 aerei decollati da più di 20 basi nell’Emisfero Occidentale. Tra questi, figuravano caccia stealth come gli F-22 Raptor e gli F-35 Lightning II, bombardieri B-1, droni RQ-170 e aerei per guerra elettronica come gli EA-18G Growler. Questi asset hanno condotto airstrikes mirati contro sistemi di difesa aerea venezuelani, inclusi missili Buk-M2E e S-300VM, neutralizzando basi come La Carlota e Fuerte Tiuna. Le esplosioni riportate a Caracas, dal mausoleo di Hugo Chávez al porto di La Guaira, hanno creato un blackout che ha facilitato l’inserzione delle forze speciali.
Quali elicotteri sono stati utilizzati nell’Operazione Absolute Resolve e come hanno operato? La risposta evidenzia il ruolo del 160th Special Operations Aviation Regiment (SOAR), noto come Night Stalkers. Elicotteri MH-47G Chinook hanno trasportato la Delta Force direttamente su Caracas, volando a bassa quota per evitare radar. Supportati da AH-1Z Viper per attacchi con cannoni da 20mm e razzi da 70mm, e potenzialmente dagli MH-60, questi velivoli hanno eseguito un’incursione rapida.
Un elicottero è stato colpito durante l’operazione, ma è rimasto operativo, dimostrando la robustezza delle piattaforme USA. L’ingresso nella safe house di Maduro è avvenuto durante un conflitto a fuoco, con l’uso di FBI e DEA per supporto, e ha portato alla resa del leader venezuelano e di sua moglie Cilia Flores.
Una volta catturati, Maduro e Flores sono stati estratti via elicottero e trasferiti sulla USS Iwo Jima, una nave d’assalto anfibio della classe Wasp, che ha operato da base e comando per le operazioni aeree. Trump ha confermato questo dettaglio in un’intervista a Fox News, descrivendo il trasferimento come un “bel volo” verso New York per il processo.
L’Operazione Absolute Resolve ha visto la sincronizzazione tra oltre 150 aerei ed elicotteri e ha dimostrato una logistica impeccabile, con l’operazione completata in meno di cinque ore. Nessuna perdita di velivoli, nonostante un elicottero danneggiato, che sottolinea la superiorità tecnologica USA.
Le implicazioni geopolitiche
Le ripercussioni dell’Operazione Absolute Resolve si estendono oltre la cattura, influenzando la stabilità regionale. Trump ha annunciato che gli USA assumeranno il controllo del Venezuela fino a una “transizione sicura“, con compagnie petrolifere americane pronte a investire nelle risorse del paese.
Quali sono i rischi legali e internazionali derivanti dall’Operazione Absolute Resolve? Mentre Trump celebra il successo, con annunci su Truth Social inclusa una foto di Maduro in custodia, figure come il senatore Tim Kaine hanno criticato l’azione, invocando risoluzioni sui poteri di guerra. Rapporti da Politico e CNN indicano che il Congresso riceverà aggiornamenti, ma l’operazione è già un fatto compiuto, con Maduro diretto a New York per affrontare la giustizia.
Le risposte internazionali sono state contrastanti, con condanne prevalenti da parte di alleati del Venezuela e appelli alla moderazione da Europa e altri attori:
- Russia: Condanna ferma come “aggressione armata”, con “profonda preoccupazione”.
- Iran: Denuncia una “violazione della sovranità nazionale” e “aggressione illegale”, ribadendo sostegno a Caracas.
- Cuba: Il ministro degli Esteri Bruno Rodríguez definisce l’attacco “criminale” e chiede una reazione urgente della comunità internazionale.
- Colombia: Il presidente Gustavo Petro invita ONU e OAS a intervenire immediatamente.
- Spagna: Il governo di Pedro Sánchez appella alla “descalation” e al rispetto del diritto internazionale, offrendosi come mediatrice per una soluzione pacifica.
- Unione Europea: L’Alta rappresentante Kaja Kallas monitora la situazione, riconosce che Maduro “è privo di legittimità” ma chiede moderazione e priorità alla sicurezza dei cittadini UE.
- Italia: L’ambasciata a Caracas consiglia agli italiani di rimanere in casa; il ministro degli Esteri Antonio Tajani segue gli sviluppi, preoccupato per i connazionali e i detenuti italiani; la premier Giorgia Meloni monitora in contatto con Tajani.
- Stati Uniti (reazioni interne): Critiche dai democratici, come il senatore Ruben Gallego (azione “illegale e imbarazzante”) e Brian Schatz (“stupida avventura”).
Altre fonti internazionali confermano un quadro simile: condanne da Cina, Brasile (Lula: “precedente pericoloso”), ONU (Guterres: “pericoloso precedente” e violazione del diritto internazionale), mentre sostegno o celebrazioni da Argentina (Milei: “Viva la Libertà”) e alcuni leader di opposizione venezuelana.
Quali saranno le conseguenze per le forze armate venezuelane post-Operazione Absolute Resolve? Le forze armate venezuelane, prive di una risposta efficace nonostante sistemi come Igla-S e Mistral, hanno subito una disorganizzazione totale, con nessuna perdita USA riportata, solo alcuni feriti. Rapporti da fonti americane indicano che l’operazione ha distrutto infrastrutture chiave, inclusa l’antenna di segnalazione El Volcán, riducendo la capacità operativa di Caracas, con nessuna attività osservata dai sistemi di difesa aerea venezuelani. Dal punto di vista tecnico, l’operazione ha dimostrato l’integrazione avanzata tra in tutti i domini delle forze americane.