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Operazioni militari

I jet militari ucraini sono tornati e colpiscono duramente i russi sulla Snake Island, ma per quanto tempo?

A più di dieci settimane dall’inizio della guerra della Russia contro l’Ucraina, la piccola e poco aggiornata forza aerea di Kiev sembrerebbe in condizioni migliori di quanto chiunque avrebbe potuto aspettarsi allo stato attuale dei fatti. I video circolati sui social media la scorsa settimana ritraggono alcuni dei caccia dell’aviazione militare ucraina mentre erano in azione vicino alla prima linea nella regione del Donbass, nell’Ucraina orientale.

I video sottolineano ciò che i funzionari del dipartimento della difesa degli Stati Uniti avevano affermato a metà aprile. Un afflusso di pezzi di ricambio dagli alleati dell’Ucraina ha aiutato la sua aviazione militare a riparare e rimettere in condizioni di volo circa 20 aerei da combattimento, molto probabilmente MiG-29 e/o Su-25. Di conseguenza al 19 aprile Kiev poteva contare effettivamente più aerei rispetto a solo due settimane prima. I video rivelano anche le tattiche che i piloti ucraini sembrano utilizzare per proteggersi dai caccia russi e dalle difese aeree. Per alcuni, questo significa volare solo molto basso.

Come sappiamo all’alba del 24 febbraio 2022 l’aviazione militare ucraina iniziò il conflitto con circa 125 aerei da guerra operativi ad ala fissa, inclusi circa 32 intercettori Su-27 Flanker, circa 24 caccia multiruolo MiG-29 Fulcrum, circa 13 aerei d’attacco Su-25 Frogfoot e 12 bombardieri Su-24 Fencer.

Tutti questi aerei sono modelli sovietici che l’Ucraina ha ereditato dall’URSS dopo il crollo del 1991. Tutti hanno più di 30 anni e solo pochi hanno ricevuto aggiornamenti significativi. I Su-27 e i MiG-29 mancano di moderni missili aria-aria e i Su-24 e Su-25 trasportano solo razzi e bombe non guidate. Ma l’aviazione militare russa, nonostante abbia centinaia di nuovi caccia e, in teoria, l’accesso a moderne munizioni guidate, non è riuscita a ottenere la superiorità sull’Ucraina.

Dal 23 febbraio, l’aviazione russa ha perso almeno 25 caccia e jet d’attacco che le fonti OSInt sui social media possono confermare tramite le evidenze fotografiche, la maggior parte dei quali a causa delle difese aeree a terra dell’Ucraina. In proporzione, tuttavia, l’aviazione ucraina ha subito maggiori perdite. I caccia russi e i missili terra-aria hanno abbattuto non meno di 17 jet ucraini: tre Su-27, cinque MiG-29, cinque Su-25 e tre Su-24 e uno non identificato tra MiG-29 e Su-27. L’aviazione militare ucraina ha perso più di un decimo degli aerei che aveva prima della guerra, inclusi almeno tre/quattro delle sue tre dozzine di Su-27.

A questi vanno naturalmente aggiunti gli, ormai noti a tutti, droni armati Bayraktar TB-2 di fabbricazione turca schierati con effetti devastanti. I TB-2 hanno colpito le difese aeree russe, mezzi corazzati e blindati, convogli di rifornimenti e, secondo quanto riferito, hanno anche aiutato a trovare ed affondare l’incrociatore della marina russa Moskva il 13 aprile scorso.

Più recentemente, i TB-2 hanno colpito anche sulla Snake Island, nel Mar Nero occidentale, a 80 miglia a sud di Odessa. I russi avevano catturato l’isola il primo giorno di combattimenti. Ora gli equipaggi dei droni ucraini stanno reagendo e nei giorni scorsi hanno colpito almeno tre sistemi di difesa aerea appartenenti alla guarnigione russa sull’isola, oltre a due motovedette della marina russa che navigano nelle vicinanze. I russi sulla Snake Island successivamente sono stati colpiti proprio dai jet da combattimento di Kiev. I Sukhoi e i MiG ucraini sarebbero quindi in una forma migliore di quanto probabilmente chiunque si aspettasse dopo più di due mesi di aspri combattimenti, ma forse i droni ucraini sono in condizioni ancora migliori. Ma resta la domanda, quanto potrà durare tutto questo?

Tornando allo scontro sulla Snake Island, un filmato pubblicato sabato scorso mostra due velivoli da combattimento dell’aeronautica militare ucraina che effettuano un bombardamento ad alta velocità e a bassa quota sull’isola dei serpenti occupata dai russi. Un drone ucraino TB-2 ha ripreso l’attacco con una ripresa ravvicinata dell’isola da ovest. Due aerei, per alcuni sono Su-27 per altri Su-25, a bassa quota da sud portano un attacco sul compound russo nei pressi del faro dell’isola allontanandosi lanciando i flares per contrastare un eventuale lancio di manpads. Un audace raid ad altissimo rischio sia per la minaccia della contraerea sia per le esplosioni stesse che avrebbero potuto colpire il secondo velivolo.

Come accennato la ripresa mostra due velivoli in volo ad alta velocità le cui sagome potrebbero ricordare il Su-27 Flanker che è principalmente un caccia da superiorità aerea ma con capacità di attacco al suolo secondarie. Sappiamo che i Su-27 ucraini del 831st Tactical Aviation Brigade sono stati ampiamente utilizzati nel ruolo aria-aria, ma la loro autonomia con un carico utile maggiore potrebbero averli resi adatti per l’attacco di Snake Island potendosi eventualmente anche difendersi se necessario. Un’altra ipotesi anche plausibile è che siano invece due velivoli d’attacco Su-25 Frogfoot della 299th Tactical Aviation Brigade.

Il raid sta colpendo a livello mediatico non solo perché l’aviazione militare ucraina ha impegnato quasi un decimo dei restanti Su-27 per portarlo a termine ma anche perché il bombardamento ha sottolineato il collasso della marina militare russa e delle forze di supporto nel controllare il Mar Nero occidentale. L’affondamento dell’incrociatore Moskva, inoltre, ha privato la flotta russa del Mar Nero della sua più grande nave da guerra e del suo più potente mezzo di difesa aerea.

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Redazione di Aviation Report

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