In un momento cruciale per la difesa aerea ucraina, segnato dall’incremento degli attacchi della Russia, Kiev ha siglato un accordo preliminare con la Svezia per l’acquisizione di un’intera flotta di caccia multiruolo Saab JAS 39 Gripen per l’Ucraina. L’annuncio, reso pubblico il 22 ottobre 2025 durante la visita del presidente Volodymyr Zelenskyy a Linköping, sede produttiva di Saab, rappresenterebbe non solo un balzo tecnologico per le Forze Aeree Ucraine, ma anche un segnale forte di coesione europea nella fornitura di armamenti avanzati.
Con una potenziale commessa da 100 a 150 esemplari del Gripen E – la variante più moderna e performante – questo accordo potrebbe ridefinire gli equilibri nel cielo del Donbass e oltre, integrandosi con gli F-16 e Mirage 2000 già operativi. Ma quali sono le implicazioni strategiche e tecniche di questa mossa?
L’accordo bilaterale per i Gripen per l’Ucraina: da lettera d’intenti a flotta da combattimento
La firma della lettera d’intenti (LOI) tra il presidente ucraino Zelenskyy e il primo ministro svedese Ulf Kristersson non è un semplice memorandum, ma l’avvio di un partenariato industriale decennale che potrebbe valere miliardi di euro. Come dichiarato da Kristersson durante la conferenza stampa davanti a un Gripen E lucido e pronto al decollo, “oggi seguiamo un passo verso un grande accordo di esportazione per il Gripen, probabilmente tra 100 e 150 aerei, per costruire una potente aviazione ucraina“.
Zelenskyy, dal canto suo, ha enfatizzato l’urgenza. “I Gripen sono una priorità per il nostro esercito“. L’intesa include non solo la fornitura di velivoli, ma anche addestramento piloti – già in corso dal 2023 ai simulatori e con voli di prova in Svezia – e supporto logistico, con l’integrazione di radar Erieye su Saab 340 per il controllo aereo potenziato.
Ultimi aggiornamenti, emersi da dichiarazioni del ministro della Difesa svedese Pål Jonson, rivelano che parte del finanziamento – stimato in circa 7,35 miliardi di euro – proverrà da asset russi congelati nei paesi occidentali. Questo “credito” ucraino non solo alleggerisce il carico su Kiev, alle prese con un’economia di guerra, ma aggiunge un tocco ironico: Mosca potrebbe finanziare indirettamente i propri avversari. La produzione, attualmente limitata a 12-20 Gripen E annui nello stabilimento di Linköping, potrebbe espandersi grazie alla linea brasiliana di Saab-Embraer, con ipotesi di assemblaggio locale in Ucraina per accelerare le consegne. Se concretizzato, questo sarebbe il più grande ordine di esportazione per il Gripen, superando i 96 velivoli già commissionati da Svezia e Brasile.
Le capacità tecniche del Gripen E: un caccia agile per teatri ostili
Il Saab JAS 39 Gripen E non è solo un nome: è un capolavoro di ingegneria svedese, progettato ed evoluto in un multiruolo di quarta generazione++ che sfida i giganti americani e francesi. Lungo poco più di 15 metri e con un peso a vuoto di 8 tonnellate, questo monomotore equipaggiato con il General Electric F414G (98 kN di spinta) raggiunge Mach 2 a quote elevate, con un raggio d’azione di oltre 1.500 km senza rifornimento. La sua firma radar ridotta, grazie a materiali compositi e geometrie stealth-oriented, lo rende più elusivo contro i sistemi russi come l’S-400, mentre l’Active Electronically Scanned Array (AESA) Raven ES-05 individua bersagli a 250 km di distanza.
Ma è nelle operazioni austere che il Gripen brilla, ideale per l’Ucraina. Può decollare e atterrare su piste improvvisate – persino autostrade– con una turnaround time di 10-20 minuti per rifornimento e riarmo, gestita da equipaggi ridotti. Armato con fino a 7 tonnellate di carico utile, integra missili aria-aria Meteor (raggio oltre 100 km, superiore agli AIM-120 su F-16), bombe guidate GBU-39 e pod da ricognizione Litening.
L’elettronica di guerra integrata, con jammer IRST e pod EW, lo protegge in ambienti contestati, come quelli ucraini dove i droni russi proliferano. Rispetto al MiG-29 sovietico, erede di gran parte della flotta di Kiev (solo 45 esemplari operativi), il Gripen E offre avionica open-architecture per aggiornamenti rapidi e costi operativi dimezzati: circa 4.000-5.000 euro l’ora di volo contro i 10.000 del rivale.
Esperti come Justin Bronk del Royal United Services Institute sottolineano che “il Gripen E rappresenta un caccia medio più capace della flotta attuale ucraina, grazie al radar avanzato e alla capacità di lanciare il Meteor”. E i costi? Facendo una stima prendendo come esempio la proposta al Perù il costo per unità dovrebbe aggirarsi intorno ai 145 milioni di dollari, probabilmente armamenti esclusi. La commessa totale potrebbe superare i 15 miliardi, ma il finanziamento misto, inclusi i 7,35 miliardi da asset russi, lo renderebbe sostenibile per Kiev, evitando un onere puro sul bilancio di guerra.
Gripen per l’Ucraina: le implicazioni strategiche
L’eventuale acquisto dei Gripen per l’Ucraina non è solo una questione di numeri, da 100 a 150 velivoli, quasi il doppio della flotta svedese attuale, ma di trasformazione dottrinale. L’aviazione militare ucraina, ridotta a un pugno di Su-27 e MiG-29 obsoleti, ha sofferto perdite pesanti contro i Su-35 russi. I Gripen, integrati con gli F-16 danesi e olandesi (primi arrivi ad agosto 2024) e i Mirage 2000 francesi, creerebbero una forza ibrida occidentale, capace di superiorità aerea e supporto tattico. Come nota The War Zone, “il Gripen è progettato per efficienza e affidabilità in condizioni estreme, perfetto per le operazioni distribuite ucraine contro basi fisse vulnerabili“.
La Svezia, entrata nella NATO solo nel 2024, rafforza così il suo ruolo nella “coalizione dei volenterosi”, fornendo anche due Saab 340 AEW&C per coordinare le intercettazioni. Dal punto di vista geopolitico, l’accordo segnala un’Europa proattiva. Mentre gli USA esitano su forniture massive di armi, Stoccolma agisce autonomamente, potenzialmente influenzando fornitori come Lockheed Martin. Sfide? La capacità produttiva di Saab, che mira a 20-30 aerei annui, e l’addestramento. I piloti ucraini potrebbero passare dai simulatori a missioni reali in 18-24 mesi.
Inoltre, alcune fonti internazionali, confermano anche che la Svezia non esclude cessioni anticipate di Gripen C/D usati (fino a 37 disponibili dal surplus svedese), per colmare il gap fino al 2028-2030 dei velivoli versione E. Questo ibrido – legacy e next-gen – accelererebbe l’impatto sul campo, dove i droni russi continuano a sfidare il dominio aereo.
Prospettive future: un cielo ucraino all’avanguardia
Con questo accordo dei Gripen per l’Ucraina, Kiev non acquista solo aerei, ma un ecosistema. Produzione localizzata, trasferimento tecnologico e alleanze nordiche che potrebbero estendersi a Norvegia e Finlandia. Per Saab, è un boom export che consolida il Gripen come alternativa low-cost ai fifth-gen, mentre per l’aviazione militare globale segna il declino dei jet sovietici in teatri ibridi. Ad oggi, con Jonson che conferma il “credito russo” per la produzione, l’accordo appare irreversibile. Per gli osservatori, resta da vedere se Mosca risponderà con escalation aeree, ma una cosa è certa: i cieli ucraini stanno per diventare un banco di prova per l’innovazione svedese. In un’era di droni e missili ipersonici, il Gripen E potrebbe essere la chiave per un equilibrio duraturo.