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Aereo da combattimento di nuova generazione francese: prototipo nel 2027 e sviluppo dal 2029

© Dassault Aviation

Parigi accelera il percorso verso l’aereo da combattimento di nuova generazione francese dopo il ritiro della Germania dal programma congiunto FCAS. I documenti allegati al progetto di bilancio della difesa per il 2027 fissano con chiarezza le tappe: la seconda fase dimostrativa partirà nel 2027 e includerà il volo di un prototipo del New Generation Fighter (NGF), mentre lo sviluppo dell’aereo operativo inizierà nel 2029. L’obiettivo resta quello di disporre di una capacità operativa all’inizio degli anni 2040.

Il ministero delle Forze Armate ha deciso di procedere in modo nazionale già dal luglio 2026. Durante un’audizione alla Commissione Difesa dell’Assemblea Nazionale dell’8 ottobre 2026, la ministra Catherine Vautrin ha spiegato che questa scelta permette di preservare il calendario originale e di valorizzare gli investimenti già effettuati. “Già a luglio 2026 abbiamo deciso di avviare a livello nazionale i lavori sul percorso critico di quello che chiamavamo NGF”, ha dichiarato Vautrin, sottolineando che i risultati ottenuti nella fase precedente non vanno dispersi.

Il percorso dell’aereo da combattimento di nuova generazione francese dopo la fine del FCAS

Il programma SCAF (Système de Combat Aérien du Futur), noto in inglese come FCAS, prevedeva un caccia di sesta generazione sviluppato insieme a Germania e Spagna. La fase 1B, avviata a dicembre 2022 con il contratto Next Generation Weapon System (NGWS), ha prodotto studi e tecnologie utili quali effettori e droni. Nel giugno 2026, però, le divergenze industriali tra Dassault Aviation e Airbus hanno portato all’abbandono del progetto comune del New Generation Fighter.

La Francia ha reagito senza interrompere i lavori. Il PAP – Projet Annuel de Performances del programma 146 “Équipement des forces” indica esplicitamente: la seconda fase dimostrativa, destinata a far volare il prototipo del NGF, partirà nel 2027. Lo sviluppo dell’aereo operativo seguirà nel 2029. Questa sequenza coincide con le dichiarazioni di Éric Trappier, amministratore delegato di Dassault Aviation, che a luglio 2026 aveva indicato un possibile primo volo del dimostratore tra il 2031 e il 2032.

L’aereo da combattimento di nuova generazione francese sarà operativo già nel 2029? No, il 2029 segna soltanto l’avvio dello sviluppo a piena scala. La capacità operativa resta prevista per l’inizio degli anni 2040, in linea con le esigenze di sostituzione progressiva della flotta Rafale.

I pilastri dell’ex FCAS

Come detto, sebbene la Germania abbia deciso di ritirarsi dallo sviluppo del pilastro 1, l’NGF (portando con sé la Spagna), l’FCAS non è ancora completamente abbandonato. “Solo alcuni lavori attualmente svolti in collaborazione, principalmente sul Combat Cloud, potrebbero proseguire in cooperazione tra i due Paesi, secondo modalità da definire“. Questo è specificato sempre nel Progetto di Prestazione Annuale (PAP) del programma 146 “Equipaggiamento delle Forze”, pubblicato dal Ministero del Bilancio.

In attesa di ulteriori chiarimenti, il lavoro su altre capacità prosegue. Ciò vale in particolare per il pilastro numero 3 del FCAS, che, guidato da Airbus Defence & Space, con MBDA come partner principale, riguarda i droni e gli effettori remoti e il pilastro numero 1 che riguarda il Combat Cloud.

L’11 giugno scorso, poco dopo l’annuncio del ritiro della Germania dal NGF, l’amministratore delegato di MBDA France, Stéphane Reb, aveva detto che il pilastro numero 3 era “considerato un successo“. Aveva aggiunto che “abbiamo dimostrato la rilevanza di questo concetto. Ci saranno degli sviluppi futuri. Non sono cose che abbiamo intenzione di abbandonare“. Quattro mesi dopo, il produttore ha annunciato di aver appena raggiunto un “traguardo importante” con la convalida della revisione iniziale del progetto del dimostratore “Remote Carrier Compact” [RC] da parte di Francia, Germania e Spagna.

Nel 2019, MBDA aveva descritto gli effettori remoti come una delle capacità che dovrebbero essere al centro dei sistemi di combattimento aereo europei di prossima generazione. All’epoca, presentò due modelli, ovvero l’RC-100 e l’RC-200.

Finanziamenti e tecnologie chiave per l’aereo da combattimento di nuova generazione francese

Il progetto di bilancio 2027 rafforza sensibilmente gli impegni. Le autorizzazioni di impegno destinate al SCAF/FCAS aumentano, passando da 1,2 miliardi di euro nel 2026 a 2,74 miliardi nel 2027. Il bilancio complessivo della difesa francese, al netto delle pensioni, raggiunge 63,4 miliardi di euro, con un aumento di 6,5 miliardi rispetto all’anno precedente.

Sul fronte propulsivo, Safran prosegue gli studi. Il programma Turenne 2, avviato nel 2019, prepara tecnologie per aumentare la spinta del motore M88 del Rafale e per sviluppare soluzioni adatte al futuro NGF. Il Délégué Général pour l’Armement, Patrick Pailloux, ha già indicato la necessità di studi dedicati a una spinta nell’ordine delle 11 tonnellate, diversi da quelli necessari per le 9 tonnellate del T-REX destinato al Rafale F5. Il ministero sta finanziando queste attività anche attraverso il programma 144, dedicato alla ricerca e alla prospettiva della politica di difesa.

In parallelo, la Francia porta avanti l’evoluzione del Rafale allo standard F5, previsto in servizio tra il 2033 e il 2035. Questa versione introdurrà radar e sistemi di guerra elettronica migliorati. Ma anche il missile nucleare ipersonico ASN4G e la capacità di operare con un drone da combattimento furtivo derivato dal dimostratore nEUROn. Il motore M88 T-REX garantirà circa il 20% di spinta in più rispetto all’attuale. Il Rafale F5 fungerà quindi da ponte tecnologico e operativo verso l’aereo da combattimento di nuova generazione.

© ERIDIA Studio / Dassault Aviation – V. Almansa

Possibili partner e continuità industriale

La Francia non esclude nuove collaborazioni. Fonti indicano contatti con l’India, che ha espresso interesse a unirsi a un programma a guida francese. In passato sono emerse anche ipotesi di avvicinamento alla Svezia. Nel frattempo, la Germania valuta le proprie opzioni, tra cui un eventuale ingresso nel GCAP – Global Combat Air Programme con Regno Unito, Italia e Giappone. Ma sta valutando anche un’iniziativa bilaterale con la Spagna sotto l’egida di Team Gen 6 guidato da Airbus.

Dassault Aviation, Safran e Thales mantengono le competenze critiche sviluppate negli anni del SCAF. Vautrin ha ribadito che i lavori già realizzati permettono agli industriali di progredire senza dispersione di investimenti. Questa continuità riduce i rischi di perdita di know-how e sostiene la sovranità tecnologica francese nel settore dei caccia di nuova generazione.

Il calendario definito dal bilancio 2027 offre ora un quadro concreto. La seconda fase dimostrativa del 2027 permetterà di validare in volo le soluzioni aerodinamiche, di invisibilità e di combattimento collaborativo. Lo sviluppo avviato nel 2029 tradurrà quei risultati in un sistema operativo destinato alle forze aeree francesi all’inizio degli anni 2040. Nel frattempo, il Rafale F5 garantirà la superiorità aerea necessaria per colmare il periodo di transizione.

In questo contesto, l’industria e le forze armate francesi consolidano un percorso nazionale. Questo valorizza gli investimenti pregressi e mantiene la capacità di progettare e produrre un aereo da combattimento di nuova generazione francese in piena autonomia.

Categorie: News Militari
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