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F-35 danesi in Groenlandia: primo rischieramento a Kangerlussuaq

© Rune Dyrholm / Forsvaret

Due F-35 danesi della Royal Danish Air Force sono atterrati per la prima volta sull’isola artica della Groenlandia. Il 16 settembre 2026 i caccia danesi hanno toccano la pista dell’aeroporto di Kangerlussuaq, sede delle strutture del Comando Artico danese. L’operazione si inserisce nella missione NATO Arctic Sentry e si svolge parallelamente a all’Operation Arctic Vanguard condotta dal NORAD.

I piloti danesi si stanno addestrando con assetti provenienti da basi distanti centinaia di chilometri, operando insieme a quattro F-16 dell’US Air Force e due CF-18 della Royal Canadian Air Force.

Gli F-35 danesi operano dalla base aerea di Keflavik, in Islanda, dove risultano temporaneamente schierati. Un Airbus A330 MRTT francese sta rifornendo i caccia in volo durante le attività. Un AWACS NATO E-3 sta fornendo sorveglianza e coordinamento dello spazio aereo, mentre un Challenger CL-604 danese assicura la copertura SAR. Gli F-16 americani e i CF-18 canadesi stanno operando invece da Goose Bay, in Canada. Le formazioni percorrono distanze elevate per incontrarsi sui cieli della Groenlandia e completare le attività addestrative congiunte.

Un pilota danese ha spiegato il senso della missione. “Addestriamo la capacità fondamentale di sincronizzare lo sforzo di molti aerei provenienti da nazioni e basi diverse, sparsi su grandi distanze. Ci sono tanti ingranaggi in movimento perché un’operazione del genere si svolga in sicurezza e secondo i piani”. L’ambiente artico impone requisiti particolari. Il tempo cambia rapidamente, le distanze sono vaste e i punti di atterraggio idonei risultano limitati. Gran parte del lavoro di pianificazione e gestione dei rischi avviene quindi prima del decollo.

© Rune Dyrholm / Forsvaret

Gli F-35 danesi in Groenlandia e l’Operation Arctic Vanguard

L’Operation Arctic Vanguard 26-4.2 costituisce il contributo americano e canadese all’attività addestrativa. La Alaskan NORAD Region sta schierando gli F-16 Fighting Falcon dalla base di Eielson, in Alaska, a Goose Bay tra il 13 e il 26 settembre 2026. Da lì il personale e gli aerei si proiettano in avanti verso la Groenlandia per operare in condizioni austere insieme ai partner del Regno di Danimarca e della NATO. Il concetto Nordic Bridge di NORAD e US Northern Command allinea operazioni, esercitazioni e investimenti artici con altri comandi militari americani e con gli alleati.

Il Tenente Generale Robert D. Davis, Comandante della Alaskan NORAD Region, sottolinea che “l’Operation Arctic Vanguard dimostra che le condizioni austere e le vaste distanze non rappresentano una barriera alla difesa collettiva di NORAD. Il dispiegamento aereo da combattimento dall’Alaska attraverso il Canada e in avanti verso la Groenlandia convalida le nostre capacità di Agile Combat Employment e dimostra l’integrazione senza soluzione di continuità con la regione NORAD canadese, il Regno di Danimarca e i nostri alleati NATO”. L’operazione verifica la capacità di disperdere, sostenere e generare missioni di superiorità aerea in ambienti con temperature sotto zero e infrastrutture limitate.

Le immagini ufficiali mostrano i due caccia stealth danesi, i quattro F-16 americani e i due CF-18 canadesi parcheggiati a Kangerlussuaq. Precedenti missioni avevano già portato F-16 danesi sulla stessa pista per addestramento e operazioni artiche. Gli F-35 danesi avevano inoltre effettuato pattugliamenti sulla costa orientale della Groenlandia partendo da Keflavik, ma erano mai atterrati sull’isola.

© Rune Dyrholm / Forsvaret

L’operazione Arctic Sentry

L’operazione Arctic Sentry, lanciata dalla NATO nel febbraio 2026, mira a rafforzare presenza, sorveglianza e capacità operativa dell’Alleanza nell’Artico. La Danimarca aveva già indicato che il 2026 avrebbe organizzato attività aeree, navali e terrestri continuative in e intorno alla Groenlandia per migliorare la capacità di operare in ambienti estremi. Le missioni precedenti degli F-35 con rifornimento in volo tramite velivoli francesi sull’est della Groenlandia e il supporto a all’Operation Noble Defender di NORAD hanno preparato il terreno per il rischieramento di settembre.

L’integrazione multinazionale mette alla prova il comando e controllo su spazi geografici ampi. Aerei che decollano da Islanda, Canada e potenzialmente dalla Groenlandia stessa devono condividere un quadro situazionale comune. Il rifornimento in volo con la Francia e la copertura AWACS NATO estendono la portata e la consapevolezza situazionale. Il Challenger danese garantisce la prontezza di ricerca e soccorso, elemento critico quando le distanze e le condizioni meteo riducono i margini di errore.

Chi si chiede se gli F-35 danesi possano operare stabilmente da basi artiche trova risposta nelle dichiarazioni ufficiali. L’atterraggio a Kangerlussuaq dimostra la capacità di proiettare caccia di quinta generazione su piste remote, ma non implica ancora una presenza permanente. Le operazioni precedenti di F-16 danesi e gli schieramenti americani a Pituffik indicano piuttosto una progressiva familiarizzazione con le infrastrutture disponibili. Quanto durerà l’Operation Arctic Vanguard? La fase attuale con gli F-16 dall’Alaska si estenderà fino al 26 settembre 2026, mentre l’Arctic Sentry proseguirà come attività ricorrente per tutto l’anno.

© Rune Dyrholm / Forsvaret

Interoperabilità tra piattaforme di generazioni diverse

L’operazione conferma inoltre l’interoperabilità tra piattaforme di generazioni diverse. Gli F-35 danesi di quinta generazione volano insieme agli F-16 e ai CF-18, supportati da tanker e AWACS. Il risultato pratico è la validazione della capacità di generare potenza aerea da posizioni disperse e di mantenere la sorveglianza sulle rotte settentrionali verso il continente nordamericano.

Gli F-35 in Groenlandia rappresentano quindi un passo concreto nella costruzione di una presenza aerea alleata più flessibile nell’Alto Nord. La pianificazione dettagliata, il supporto multinazionale e la capacità di gestire i rischi ambientali permettono di superare le barriere geografiche e climatiche che caratterizzano la regione. Le autorità danesi, americane e canadesi continueranno a sviluppare queste attività nel quadro di Arctic Sentry e del concetto di Nordic Bridge, rafforzando la deterrenza e la consapevolezza situazionale collettiva.

Redazione di Aviation Report: Dalla redazione di Aviation Report // From editorial staff

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