G-550 CAEW aeronautica in Alaska - E-550A CAEW
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E-550A CAEW: l’aereo dell’Aeronautica per la prima volta al comando di un’esercitazione internazionale

Venerdì 26 aprile 2024, nell’ambito dell’esercitazione multinazionale Red Flag 24-1 che è terminata lo scorso 3 maggio presso la base aerea statunitense di Eielson in Alaska, il velivolo E-550A CAEW (Conformal Airborne Early Warning) dell’Aeronautica Militare ha effettuato – per la prima volta – una missione di volo in veste di Mission Commander.

Nei contesti addestrativi ed operativi, il Mission Commander è l’assetto responsabile verso il Comandante della Joint Force Air Component (COMJFAC) della pianificazione e della condotta complessiva della missione di volo.

Nell’esercitazione, nell’ambito di un’attività dove è stato svolto il tutoring del Weapon Instructor della linea Eurofighter, la funzione di Mission Commander è stata svolta dal Direttore Tattico dell’equipaggio di missione dell’E-550A CAEW, una figura professionale, ricoperta da personale di categoria Difesa Aerea e Missilistica Integrata (DAMI), addestrata e formata all’esercizio del Comando e Controllo.

Aver ricevuto il compito di assolvere a questo ruolo di assoluto spessore, in un contesto multinazionale, fuori dai confini nazionali e per tutti gli assetti in volo per quella specifica missione, è sinonimo di un riconosciuto apprezzamento professionale in ambito internazionale nonché di un traguardo addestrativo ed operativo di assoluto rilievo per l’Aeronautica Militare, per gli equipaggi del 14° Stormo che operano in Alaska sul CAEW.

L’E-550A CAEW in particolare ha operato durante l’esercitazione Red Flag Alaska, nel suo ruolo primario come assetto AEW (Airborne Early Warning) e di Comando e Controllo tattico degli assetti da combattimento, con un ventaglio di compiti e capacità molto ampio per consentire quanto necessario a garantire la condotta di missioni come Battle Management and Command and Control (BM&C2) in un contesto esercitativo di tipo Large Force Employment (LFE), in ambiente ad alta densità e minaccia detto Peer to Peer/Anti Access-Area Denial (A2AD).

E-550A CAEW

Con il velivolo CAEW, l’Aeronautica Militare ha ormai acquisito una importante capacità che è di estrema importanza strategica per l’Italia e per la NATO, e non si limita solamente a quella Early Warning, poiché il Sistema d’Arma CAEW è in grado di svolgere anche attività di intelligence, sorveglianza e ricognizione (non-traditional ISR).

L’assett0 E-550A CAEW italiano è sostanzialmente un “radar volante” anche se, come detto, può fare molto di più. Il sistema di missione del CAEW è stato realizzato dalla ditta israeliana Elta che ha montato dei sistemi radar molto diversi da quelli che equipaggiano il più attempato ma più conosciuto velivolo AEW, ovvero l’ AWACS della NATO.

Sul CAEW non troviamo il noto radar a forma di disco che ruota sul dorso del velivolo AWACS, ma abbiamo un radar phased array applicato sui lati del velivolo, che garantisce una copertura a 360° attraverso una tecnologia molto più avanzata. Basta pensare che viene gestito da un equipaggio formato da soli due piloti e da sei operatori, ovvero circa la metà dell’equipaggio previsto per il cugino in servizio presso la NATO.

Attraverso questo sistema gli operatori DAMI (Difesa Aerea Missilistica Integrata) che operano a bordo dell’E-550A CAEW sono in grado di gestire il controllo tattico del Battle Management Airspace, quindi in sintesi, lo spazio aereo di un’operazione sia aerea che joint, ovvero interforze. L’assetto è un sensore avanzato per la catena di comando e controllo nazionale che oggi risiede presso il Comando delle Operazioni Aerospaziali a Poggio Renatico e che, se necessario, può essere rischierata anche lontano dai confini nazionali. E’ importante capire che questo sistema d’arma lavora come un elemento di una rete, ma può anche diventare uno snodo avanzato di comando e controllo.

Il valore aggiunto di impiegare un tale velivolo, soprattutto nelle operazioni Joint, risiede nella capacità di comunicare con diversi tipi di interlocutori appartenenti a tutti i domini: marittimo, aereo e terrestre, non solo attraverso l’inviluppo di volo sfruttando la terza dimensione per superare i limiti dell’orografia del terreno o quella della “Line of Sight” su cui si basano molti sistemi di comunicazione, ma abilitando le comunicazioni digitali anche Beyond Line of Sight, oltre la linea di vista, attraverso la connessione satellitare e un’ importante struttura a terra di reachback, per la diffusione selettiva dei segnali, garantendo l’efficacia delle comunicazioni ed del flusso informativo anche quando impiegato molto lontano da casa.

Immagini: Ufficio Pubblica Informazione Aeronautica Militare, Aviation Report / Gianluca Vannicelli

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