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Velivolo di sesta generazione Tempest: secondo il Gen. Goretti programma fondamentale e strategico per l’Aeronautica Militare ma che si potrà fondere con il FCAS europeo

Tempest (@ BAE Systems)

Il Tempest e il FCAS – Future Combat Air System, i due programmi europei progettati per sviluppare i nuovi caccia da combattimento di sesta generazione, alla fine potrebbero fondersi perché è impensabile investire grosse risorse economiche su programmi equivalenti, ha detto martedì scorso il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale Luca Goretti, durante l’audizione alle commissioni difesa di Camera e Senato.

In un momento in cui i membri dell’Unione Europea valutano una più stretta cooperazione sulla difesa senza indebolire i legami che questi paesi hanno con la NATO, il Generale Luca Goretti ha affermato che Roma potrebbe fungere da ponte tra la NATO e l’Europa. Secondo il CSM dell’Aeronautica Militare, la presenza dell’Italia nel programma Tempest “accrescerà il peso del nostro Paese nel quadro delle alleanze esistenti e sui tavoli negoziali che portano essere aperti in futuro con altri Paesi in materia di difesa”.

L’Italia ha aderito al programma Tempest perché sentiva di poter svolgere un ruolo più importante rispetto al programma FCAS, ha aggiunto il Gen. Goretti che ha detto anche che con i due programmi attualmente nella loro “fase concettuale” era normale che, in questo periodo iniziale, ogni Paese valutasse le opzioni sulla tecnologia. Secondo il Gen. Goretti “il programma è fondamentale e strategico per l’Aeronautica Militare.

Il Memorandum of Understanding sul Tempest, sottoscritto tra le uniche nazioni europee che conoscono, producono e già utilizzano tecnologie aeronautiche di quinta generazione, oltre al caccia Eurofighter, base necessaria per la costruzione dei futuri velivoli, consentirà di valorizzare l’ industria nazionale, garantendo l’accrescimento del know-how in un settore pregiato come quello delle tecnologie abilitanti ai velivoli di sesta generazione.

Ma è naturale che queste due realtà si fondano in una, perché è impensabile investire ingenti risorse finanziarie in due programmi equivalenti, ha detto Goretti ai membri delle commissioni parlamentari di difesa.

L’inziativa Tempest, che include BAE Systems, Rolls-Royce, il produttore europeo di missili MBDA e il braccio britannico del gruppo di difesa italiano Leonardo, ha un budget di 2 miliardi sterline dal governo britannico fino al 2025, più 800 milioni di sterline dalle società nello stesso periodo. Anche la Svezia è a bordo come partner internazionale, con il Giappone potenzialmente in attesa dietro le quinte. Il programma mira a mettere in campo una capacità di combattimento aereo “sistema di sistemi” di sesta generazione, con un nuovo caccia a bassa osservabilità di sesta generazione come piattaforma principale affiancata da sistemi cooperanti non pilotati. Capacità imperniata su tecnologie emergenti e fortemente innovative.

Il FCAS –  Future Combat Air System europeo è guidato da Dassault Aviation in Francia, e Airbus in Germania. Anche questo progetto include anche lo sviluppo di un caccia stealth, il Next Generation Fighter (NGF), insieme a vari sistemi di velivoli senza equipaggio di tipo Loyal Wingmen. Anche il Ministero della Difesa spagnolo ha aderito alla partnership per l’FCAS.

Tali sistemi miglioreranno e potenzieranno le capacità in tutti i cinque domini di combattimento. Il Gen. Goretti ha detto anche che “il volume di dati disponibili sarà accessibile in modalità estremamente veloce tramite una struttura decentrata di tipo cloud e questo permetterà di avere le informazioni giuste al momento giusto e all’assetto più idoneo a portare a termine la missione”, permettendo al sistema di portare a termine la missione a seconda delle minacce e dello scenario. Quindi secondo il Gen. Goretti, “la componente aerotattica con i velivoli Typhoon e F-35 è considerata oggi tra le più moderne ed efficaci, però è ottimizzata per operare nei tre domini classici” (aerospaziale, marittimo, terrestre), il Tempest aggiungerà a questi i domini dello spazio e del cyber.

Mentre la Gran Bretagna e Italia lavorano sul Tempest in vista della sostituzione dei suoi caccia Eurofighter Typhoon, con la Svezia che dovrebbe sostituire i suoi Gripen, Francia, Germania e Spagna stanno lavorando al progetto rivale FCAS per sostituire il Rafale francese e gli Eurofighter Typhoon tedeschi e spagnoli. Entrambi i programmi mirano a mettere in servizio almeno la componente caccia stealth con equipaggio tra il 2030 e il 2040.

Ma gli esperti hanno avvertito che qualsiasi accordo per combinare tali sistemi di combattimento strategici rimane lontano poiché le aziende consolidano le loro posizioni nei programmi esistenti e la Brexit rimane una nuova ferita politica e diplomatica. Rifacendosi all’affermazione di Dirk Hoke, l’ex CEO di Airbus Defence and Space ,”l’Europa non può permettersi due nuovi sistemi” emergono le prime preoccupazioni sul fatto che le potenze europee non saranno effettivamente in grado di pagare per due programmi di jet stealth concorrenti.

L’onere previsionale iniziale del progetto Tempest per l’Italia a supporto dello sviluppo del programma, ovvero inclusivo delle Fasi 1 e 2 è al momento quantificato in circa 6 miliardi di Euro, a condizioni economiche 2021, di cui:

  • 2 miliardi di Euro per la fase 1, finanziati con le risorse a valere sui capitoli del settore investimento del Bilancio Ordinario della Difesa nell’ambito dei fondi disponibili a legislazione vigente (Fondo istituito dalla legge n. 178/2020, capitolo 7120-02). Tale configurazione di finanziamento potrà successivamente trovare evoluzione attraverso realizzazione di sinergie con il Ministero dello sviluppo economico;
  • 4 Miliardi di Euro per la fase 2, che sarà, tuttavia, contrattualizzata subordinatamente all’identificazione delle necessarie risorse a valere su distinti strumenti finanziari di eventuale futura istituzione. Al riguardo, dette fasi successive saranno oggetto di separati, specifici decreti approvativi ai sensi dell’art. 536 del Codice dell’Ordinamento Militare e contrattualizzate subordinatamente al raggiungimento del desiderato livello di maturazione tecnologica nonché alla disponibilità di utili risorse a valere dei prossimi strumenti finanziari previsti in Legge di Bilancio ovvero di specifici provvedimenti ad hoc.

Come detto la fase 1 vale due miliardi di euro fino al 2035, con venti milioni di euro a partire da quest’anno e per ogni anno fino al 2025. Poi l’investimento salirà a 50 milioni di euro per ogni anno fino al 2029, per continuare poi a salire, come si vede nella tabella, negli anni seguenti fino al 2035.

Al riguardo, lo Stato Maggiore della Difesa fa presente che la ripartizione della spesa per ciascun esercizio potrà essere temporalmente rimodulata in funzione dell’effettiva esigibilità contrattuale dei pagamenti, come emergente dal completamento dell’attività tecnico-amministrativa.

Categorie: News Militari
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