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News Militari

Vediamo da vicino i droni ucraini Bayraktar TB-2 che stanno devastando l’esercito russo

Il Bayraktar TB-2 sta confermando le previsioni di come vengono e saranno combattuti i conflitti moderni. Il fatto che un drone relativamente leggero ed economico possa non solo eludere, ma anche cercare attivamente e distruggere i moderni missili terra-aria e i sistemi di guerra elettronica, subendo solo piccole perdite, ha giustamente attirato l’attenzione mondiale. La domanda i primi giorni del conflitto era se la piccola forza ucraina di droni TB-2 di fabbricazione turca sarebbe sopravvissuta ai primi bombardamenti e attacchi dei missili russi.

Quasi un mese dopo l’inizio del conflitto in Ucraina, è evidente che i TB-2 non solo sono sopravvissuti, ma sono entrati rapidamente in azione. Oggi la flotta di droni killer dell’Ucraina è probabilmente la sua forza più potente, più dei caccia Mig-29 e Su-27. I TB-2 appartenenti all’aviazione militare e alla marina militare ucraina negli ultimi giorni hanno smantellato intere formazioni della rete di difesa aerea russa in prima linea e ora stanno distruggendo senza sosta carri armati, blindati e mezzi di rifornimento russi. E con notizie credibili secondo cui la Turchia ha inviato nuovi velivoli, è possibile che la campagna dei droni di Kiev sia appena iniziata.

Nel tentativo di rafforzare la potenza aerea ucraina fiaccata da numerose perdite, anche significative, fin dai primi giorni delle ostilità, il 2 marzo la Turchia avrebbe trasportato in aereo un numero imprecisato di questi droni d’attacco all’interno dei confini ucraini. Non esistono conferme o smentite a quelle che possiamo definire come mere supposizioni, ma non è da escludere l’ipotesi che il carico sia stato consegnato attraverso la Polonia utilizzando un velivolo Airbus A-400M con le insegne turche.

Nel 2020, la piccola flotta di TB-2 dell’Azerbaigian è stata determinante nella vittoria sull’Armenia in una breve ma violenta guerra territoriale. La storia dei droni potrebbe ripetersi nella guerra in Ucraina. Kyiv [Kiev] ha acquisito il suo primo TB-2 nel luglio 2021. A febbraio di quest’anno la marina e l’aviazione possedevano circa 20 di questi droni armati di missili a guida laser Smart Micro Munition da 14 libbre, il cui acronimo turco è “MAM”.

Non era chiaro se i Bayraktar TB-2, le loro stazioni di terra e gli operatori sarebbero sopravvissuti agli attacchi aerei e agli sbarramenti missilistici che hanno preceduto l’offensiva di terra russa, ma invece lo hanno fatto. In effetti, sembra che la forza dei droni non abbia subito grosse perdite poiché si è dispersa dalle sue basi permanenti, come Mykolaiv nell’Ucraina meridionale, a strutture più piccole probabilmente concentrate nell’ovest del paese. Su questo tema, tralasciando la propaganda dei belligeranti, Kiev avrebbe perso un solo TB-2 del quale ci sono delle evidenze fotografiche.

Ci sono voluti alcuni giorni prima che gli operatori dei TB-2 preparassero i loro equipaggiamenti e preparassero i loro droni per le operazioni da siti austeri, forse comprese piste di atterraggio civili poco utilizzate. Una volta fatto, i droni hanno aperto un’offensiva aerea sempre più ampia. Al 20 marzo, osservatori stranieri avevano confermato, tramite foto e video, 120 carri armati, 298 veicoli, 9 elicotteri, camion di rifornimento, treni, sistemi radar, artiglieria caduti vittime degli attacchi dei TB-2.

In effetti, il numero effettivo di uccisioni di droni è senza dubbio molto, molto più alto. Non conosciamo il totale reale perché l’Ucraina non rilascia molte informazioni su come colpiscono i suoi droni. Nel tentativo di attirare la minore attenzione possibile sulle sue operazioni, alla fine sono state rilasciate non molte riprese degli attacchi di TB2 in Ucraina, hanno osservato gli analisti di Oryx, una delle principali fonti di intelligence sul conflitto.

La campagna dei droni si è ampliata in più fasi. In primo luogo, i TB-2 hanno inseguito i sistemi di difesa aerea a corto raggio che proteggevano le formazioni di carri armati russi e i convogli di rifornimenti. I droni hanno colpito non meno di 10 lanciatori SAM, inclusi Buks, Tors e un Pantsir. Inoltre nell’area di Kiev hanno colpito molte formazioni corazzate russe, mentre nel sud hanno diretto massicci e precisi sbarramenti di artiglieria sull’aeroporto di Kherson e sulle unità russe.

@ Bayraktar Technologies

Non sembrano esserci grandi limiti su dove i TB-2 possono colpire all’interno della zona di guerra dell’Ucraina. Kiev ha pubblicato video che ritraggono attacchi di droni fino a Kherson e a nord fino alla periferia di Kiev. La distanza percorsa dai droni sembra suggerire che la Turchia abbia fornito all’Ucraina l’ultima versione del TB-2 con capacità di comunicazione satellitare, oltre all’accesso ai satelliti Turksat. L’alternativa è la radio in linea di vista, che può portare un drone a soli circa 160 km.

I SAM russi a lungo raggio, S-300 e S-400, sono ancora intatti ma per una serie di ragioni, non sono in grado di fermare i TB-2. Uno dei motivi è che gli operatori dei TB-2 sembrano condurre i loro droni a bassa quota, sotto l’orizzonte dei radar a lungo raggio, fino al momento di attaccare. Questo profilo di missione naturalmente impedisce un’ampia sorveglianza ma il TB-2 di solito sembra evitare il rilevamento anche quando vola a quote più alte.

Le piccole dimensioni e la modesta potenza del TB-2 lo rendono silenzioso, non eccessivamente rilevabile ai sensori a infrarossi e anche difficile da rilevare per molti operatori radar, soprattutto quando vola di notte. Ma il TB-2 non è invulnerabile, ovviamente. Ma a differenza di un caccia pesante pilotato  il drone, in caso di perdita, è più facile da sostituire. I russi affermano di aver abbattuto molti TB-2, ma ci sono prove fotografiche di un solo drone distrutto.

In ogni caso, l’Ucraina ha chiaramente ancora la maggior parte dei TB-2 che aveva all’inizio della guerra, oltre alle cellule aggiuntive che dovrebbe aver ricevuto dalla Turchia nelle ultime settimane. La flotta ancora stabile, o addirittura in crescita, dei droni, potrebbe continuare a colpire nelle prossime settimane.

Tornando al conflitto tra Azerbaigian e Armenia, in 44 giorni i circa 10 droni TB-2 di Baku hanno messo fuori combattimento non meno di 567 carri armati armeni e altri veicoli. È stato un contributo potenzialmente decisivo a una campagna vincente. L’Ucraina ha ancora più TB-2 e, come stiamo vedendo, ha elaborato tattiche altamente efficaci per il loro utilizzo. Il TB-2 nelle mani esperte degli ucraini si sta dimostrando un’arma temibile che sta devastando l’esercito russo.

Non sappiamo con esattezza a quanto ammonta la flotta complessiva in carico a Kiev, come non sappiamo quanto sia il numero esatto delle perdite inflitte ai russi. Dai canali ufficiali gli ucraini avrebbero ordinato 24 droni a settembre, mentre per quanto concerne il numero degli apparecchi attualmente in uso le stime sono piuttosto confuse. Alcuni parlano di 6 velivoli mentre altre fonti riferiscono addirittura di 20 unità. Ad oggi l’Ucraina rappresenta il miglior cliente del Bayraktar, avendone ordinati 54 in totale, il che compenserebbe la totale mancanza di velivoli da attacco di precisione di tipo manned, adatti per operazioni a corto o medio raggio.

Il drone Bayraktar TB-2

Sviluppato dalla turca Baykar Technologies per l’utilizzo da parte delle Forze armate turche questo drone rappresenta il primo UAV hunter-killer di costruzione completamente turca e concepito per scopi di sorveglianza a lunga autonomia ma a medie altitudini. Lo scorso anno, nel febbraio del 2021, il Chief Technology Officer (CTO) della Baykar, Selçuk Bayraktar, aveva dichiarato che il TB2, aveva raggiunto un traguardo importante completando 300.000 ore di volo operativo, facendolo diventare così il primo aeromobile sviluppato localmente a raggiungere un tempo di volo così ampio nella storia dell’aviazione nazionale turca.

Questi droni sono equipaggiati di telemetri e designatori laser concepiti per ingaggiare il bersaglio da una posizione di controllo di tipo remoto che può essere distante dall’apparecchio fino ad un massimo di 185 miglia. Sotto un profilo strutturale, i Bayraktar dispongono di un design di tipo monoscocca e sono integrati da una struttura a coda formata da due derive a V rovesciata. La fusoliera è stata realizzata in fibra di carbonio, Kevlar e altri materiali compositi ibridi con l’intento di rendere il velivolo estremamente leggero e performante.

Il suo carico utile è di 121 libbre e per la propulsione può disporre di un motore da 105 cavalli che lo spinge fino a circa 160 chilometri all’ora, interamente fabbricato in Ucraina, dato che i turchi non avevano i mezzi per spingerli a questa velocità. L’armamento è di 4 missili a guida laser Smart Micro Munition che hanno dimostrato di cosa sono capaci quando l’Azerbaigian li ha usati contro l’Armenia nel conflitto del Nagorno-Karabakh del 2020.

Il Bayraktar rappresenta una piattaforma di attacco relativamente economica e relativamente basso costo ( ciascun esemplare ha un costo che orbita attorno ai 5 milioni di dollari ) che in precedenza ha visto il suo impiego in vari teatri operativi del pianeta. Nonostante il Bayraktar sia stato ampiamente criticato per la sua facilità ad essere abbattuto, come dimostrato in Siria, dove le perdite sarebbero state pesanti, in Ucraina stiamo assistendo ad un inaspettato ribaltamento della situazione.

Photo credits: Baykar Technologies

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Redazione di Aviation Report

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