Quando i vecchi F-16 si avvicineranno alla fine della loro vita operativa in 5-8 anni, la US Air Force (USAF) potrebbe prendere in considerazione la possibilità di sostituire i caccia con equipaggio con velivoli a pilotaggio remoto “Attritable” UAV. L’USAF vuole ripensare il modo con il quale utilizza i propri aerei in combattimento utilizzando le nuove tecnologie, tra cui gli UAV, ha affermato il generale James Michael Holmes, comandante dell’Air Combat Command , il 27 febbraio in occasione dell’Air Force Association Air Warfare Symposium di Orlando in Florida.

Invece di elaborare un piano di acquisizione tradizionale incentrato sull’acquisto di aerei da combattimento con equipaggio, Holmes afferma che vorrebbe che l’aeronautica inizi a pensare al futuro. “Mentre andiamo avanti, quello che preferirei costruire è una tabella di marcia delle capacità che mostri come realizzeremo le missioni per l’aeronautica militare che tradizionalmente abbiamo svolto con i caccia“.

La prima opportunità di aggiungere aeromobili a pilotaggio remoto “Attritable” all’inventario USAF potrebbe arrivare con il ritiro dei primi velivoli F-16 Block 25 e Block 30 a metà degli anni 2020. L’aumento dei costi unitari per gli aerei militari di prima linea che hanno effettivamente ridotto le dimensioni delle flotte statunitensi sta costringendo il passaggio ai cosiddetti progetti “Attritable” che enfatizzano gli aerei senza pilota a basso costo che possono essere riutilizzati diverse volte con una manutenzione minima. “Nei prossimi cinque, sei, sette o otto anni, a seconda del budget e delle capacità, dovremo decidere cosa fare per questi aeroplani“, afferma Holmes. “E così, c’è un’opportunità di qualcosa di nuovo: un attritable e loyal wingman a basso costo, che stiamo già sperimentando“.

L’idea di cosa sia un caccia tradizionale funziona ancora abbastanza bene nell’ambiente europeo dove l’autonomia, il carico bellico utile e le distanze non sono un problema“, afferma. “Ma questa idea non è efficace come soluzione nel Pacifico a causa delle grandi distanze.” Il caccia stealth Lockheed Martin F-35A Lightning II è stato criticato per avere un raggio di combattimento limitato di 675 nm (1.250 km), insufficiente per evitare un colpo a sorpresa dei missili balistici e da crociera a lungo raggio cinesi mentre è parcheggiato in una base aerea nell’Oceano Pacifico occidentale.

In parte per risolvere tale limitazione, l’Air Force Research Laboratory e Kratos Defence Security Solutions hanno sviluppato l’XQ-58A Valkyrie, un UAV a basso costo con un raggio di combattimento di 3.000 nm. L’aereo attritable potrebbe essere pilotato singolarmente o come loyal wingman al fianco di aerei convenzionali con equipaggio. L’XQ-58A è il primo esempio di una classe di UAV definita dai bassi costi di approvvigionamento e operativi, che fornisce al tempo stesso capacità di combattimento rivoluzionarie. La Low Cost Attritable Aircraft Technology, or LCAAT, ha l’obiettivo di rompere la curva crescente dei costi di sviluppo dei nuovi aerei da combattimento. Gli obiettivi dell’iniziativa del LCAAT comprendono la progettazione e la costruzione più rapida di sistemi UAS, sviluppando strumenti di progettazione migliori e maturando e sfruttando processi di produzione commerciali per ridurre i tempi e i costi di costruzione.

A tal proposito il Lockheed Martin F-35 deve affrontare tre grandi sfide che non potranno essere superate da ulteriori investimenti. È troppo complesso per mantenere alti tassi di prontezza, soffre di una autonomia breve e banalmente costa molto di più del già nominato XQ-58A Valkyrie, un veicolo aereo senza pilota sperimentale (UAV) in grado di svolgere molte delle attività dell’F-35 pur essendo molto più spendibile in un conflitto moderno.

Ogni F-35 aveva una durata prevista di 8.000 ore di volo a 44 mila dollari per ora di volo nell’anno fiscale 2018, che dovrebbero diminuire a 34 mila dollari entro il FY2024. Pertanto, il costo a vita per l’acquisto e il funzionamento di un F-35A è compreso tra i 352 milioni di dollari (se soddisfa gli obiettivi di riduzione dei costi) e i 432 milioni di dollari. Al contrario, Kratos si è offerta di vendere il Valkyrie per 2 milioni di dollari per lotti di 100 velivoli. E poiché è un velivolo a pilotaggio remoto autonomo, ogni Valkyrie non richiede molte ore di volo ogni mese per mantenere l’addestramento dei piloti. A tutto ciò si aggiungono gli enormi risparmi sui costi del personale associati ai piloti e a gran parte dei team di manutenzione.

Gli Stati Uniti potrebbero probabilmente acquistare così ben oltre 300 X-58A per il costo totale di un F-35A. In breve, quattro Valkyrie potrebbero trasportare lo stesso carico utile a distanze maggiori per circa un quarantesimo dei costi di vita di un F-35A. E grazie al loro raggio d’azione, gli XQ-58 potrebbero colpire molti bersagli che l’F-35A non riuscirebbe a raggiungere se non con il supporto di assetti da rifornimento in volo, vulnerabili all’eventuale azione nemica. Inoltre a differenza dei caccia tradizionali, l’XQ-58 non richiede una base fissa di lancio facilmente individuabile. Per aumentare la sopravvivenza, Kratos sta sperimentando l’uso di un container per lanciare il Valkyrie che lo nasconderebbe fino a poco prima del lancio. Questa capacità permette all’UAV di essere operativo da quasi tutte le superfici per essere recuperato in un’altra zona. Ma l’XQ-58A ha ovviamente solo una frazione delle capacità dell’F-35 anche se lo supera notevolmente in due aree, autonomia e sopravvivenza sul campo di battaglia che però ne fanno il compagno ideale, del caccia stealth F-35, per estenderne le già notevoli capacità di combattimento.

Il problema dell’autonomia e raggio di combattimento influenza anche il pensiero dell’USAF sul suo programma di sviluppo del caccia di prossima generazione, chiamato Next Generation Air Dominance (NGAD), ha affermato Holmes. “Quindi, pensando al NGAD e ai programmi successivi, non mi aspetto che produca cose che sembreranno necessariamente un caccia tradizionale”. In definitiva, può significare che il prossimo aereo da caccia degli Stati Uniti potrebbe essere senza pilota.

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