Nonostante i molteplici sforzi fatti per spingere ulteriormente verso il futuro la definitiva data di ritiro del velivolo A-10 Warthog, la US Air Force avrebbe in programma di mettere in naftalina qualche dozzina di questi velivoli a partire dal prossimo anno fiscale. In base a quanto affermano alcuni documenti di bilancio, l’Aeronautica Militare Statunitense rimuoverà ben 44 Thunderbolt II dal suo inventario totale aeromobili.

Secondo quanto dichiarato dal Maggiore Generale della U.S. Air Force John Pletcher, nonchè vicedirettore segretario per il budget presso l’ufficio dell’Aeronautica Militare per la gestione finanziaria, questi velivoli erano stati inseriti nelle liste di radiazione già nel bilancio precedente. Lo scorso lunedì Pletcher ha inoltre precisato che il ritiro riguarderà soltanto i velivoli più obsoleti e ormai giunti a fine operativa con lo scopo di snellire e modernizzare l’intera flotta composta da 281 A-10 totali e suddivisa su sette gruppi volo.

Il loro annunciato ritiro è arrivato nemmeno troppo tempo dopo il rinnovo di un contratto del valore complessivo di quasi 1 miliardo di dollari aggiudicato alla Boeing Corporation destinato alla produzione delle nuove ali per 109 velivoli che hanno bisogno dell’aggiornamento.

Negli ultimi anni sono stati fatti molteplici tentativi per ritirare dal servizio attivo la linea Warthog. Una mossa che farebbe risparmiare secondo quanto ipotizzato da alcuni funzionari circa 4 miliardi di dollari in un arco temporale complessivo di cinque anni, destinando al contempo tutti i manutentori e gli specialisti del facocero alla linea F-35 Lightning II senza bisogno di acquisire nuovo personale.

Conosciuto per la sua infaticabile resistenza, il suo cannone GAU-8 controcarro e per la capacità di offrire una protezione senza eguali ai suoi occupanti grazie ad una spessa vasca in titanio, l’A-10 vanta ancora molteplici sostenitori tra cui anche una lunga lista di importanti legislatori che si sono opposti ferocemente a questa mossa finalizzata a sbarazzarsi una volta per tutte del velivolo. Nel 2016, l’allora segretario alla Difesa Ash Carter annunciò che il ritiro definitivo sarebbe stato posticipato al 2022 dopo che alcuni legislatori come l’allora rappresentante repubblicana dell’Arizona Martha McSally, oltre al defunto senatore John McCain, anch’egli dello stesso stato, si erano ampiamente lamentati del fatto che una sua radiazione definitiva avrebbe di fatto privato i militari americani di un velivolo da supporto aereo del tutto “prezioso ed efficace”.

Come venne ampiamente specificato nei documenti di bilancio per l’anno fiscale 2017, la US Air Force avrebbe pianificato di rimuovere gli A-10 in maniera progressiva nel periodo che sarebbe intercorso tra il 2018 e il 2022 con lo scopo di fare spazio agli F-35A. McSally ha però fatto includere una disposizione in quel disegno di legge che avrebbe proibito il loro ritiro definitivo fintanto che l’USAF non avesse potuto dimostrare che il Lightning II sarebbe stato in grado di svolgere missioni analoghe sul campo di battaglia con la stessa identica efficacia.

Nel 2019 sono invece terminati i lavori di re-winging di ben 173 A-10 attraverso il programma Enhanced Wing Assembly, iniziato nel 2011 che sarebbe dovuto terminare nel 2018 . Questo a causa di una serie di difficoltà riscontrate da Boeing con le ultime consegne che hanno impedito all’azienda di rispettare i termini del contratto per colpa di alcuni problemi sorti con un subfornitore. Ad oggi, l’Air Force americana dispone di ben 281 A-10 nel suo inventario (due A-10 sono andati distrutti a causa di una collisione nel 2017), ma ha ripetutamente sottolineato che con questo programma potrà continuare a mantenere almeno sei dei suoi nove squadroni di combattimento dotati di questo assetto almeno fino al 2032.

Con il programma A-10 Advanced Wing Continuation kitting “Attack” verrà così ultimato l’aggiornamento della componente residua dei velivoli non destinati alla radiazione che potranno così continuare ad operare. Con questo taglio significa che solo 65 aeromobili sui 109 previsti avranno così bisogno di ricorrere all’upgrade con un notevole risparmio di tempo e denaro da parte dell’amministrazione.

Gli aerei, entrati in servizio nel 1976 e dispiegati in Medio Oriente, Europa e Pacifico, hanno svolto con successo un ruolo da protagonisti anche nella campagna iniziata nel 2014 contro l’I.S. in Iraq e Siria, contribuendo a fornire supporto aereo sul campo per le forze di terra statunitensi assieme a quelle partner irachene. L’A-10 inoltre ha giocato un ruolo chiave nelle operazioni aeree condotte in Afghanistan contro il movimento talebano.

Testo: Simone Ferrante

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