Dopo un anno di speculazioni su cosa sarebbe successo agli F-35 turchi dopo che lo scorso anno il paese è stato espulso dal programma del jet di quinta generazione della Lockheed Martin, il Dipartimento della Difesa ha dato la sua risposta definitiva lunedì 20 luglio 2020 attraverso i suoi annunci quotidiani sui contratti assegnati all’industria aeronautica.

L’aviazione americana acquisterà ufficialmente otto jet F-35A convenzionali originariamente costruiti da Lockheed Martin per la Turchia nell’ambito di una modifica del contratto da 862 milioni di dollari. L’accordo contiene anche altri sei F-35A costruiti per l’Aeronautica USA e modifiche che porteranno i jet turchi in linea con la configurazione americana.

La modifica del contratto utilizza finanziamenti del bilancio dell’esercizio 2020 per pagare i velivoli, che escono dalla linea di produzione come parte del lotto 14. Il Pentagono e Lockheed Martin hanno finalizzato un accordo per i lotti 12, 13 e 14 nell’ottobre 2019, che ha fissato il prezzo di un modello del lotto 14 a 77,9 milioni di dollari per esemplare.

La Turchia aveva pianificato di acquistare 100 F-35A nel corso del programma, ma è stata espulsa dal programma lo scorso luglio 2019 dopo aver accettato il sistema di difesa aerea S-400 dalla Russia nonostante i ripetuti avvertimenti da parte dei funzionari statunitensi. A quel punto, i primi F-35 della Turchia erano già usciti dalla linea di produzione e i suoi piloti e manutentori si stavano addestrando per volare negli Stati Uniti insieme al personale americano della Luke Air Force Base, in Arizona e della Eglin Air Force Base, in Florida. Gli aerei però non sono mai stati ufficialmente consegnati alla Turchia. Da allora, il destino dei jet turchi era rimasta una domanda aperta, senza accordi tra Washington ed Ankara.

Nella versione FY20 del National Defense Authorization Act, il Congresso aveva concesso al Pentagono il permesso di spendere fino a 30 milioni di dollari per far volare i primi sei F-35 turchi in un luogo dove potevano essere conservati fino a quando il dipartimento non avrebbe elaborato un piano per il loro utilizzo. La versione del Senato della NDAA FY21, che si sta ancora facendo strada attraverso il Congresso, contiene una proposta aggiuntiva che consentirebbe alla US Air Force di accettare, gestire o addirittura modificare i primi sei F-35 turchi.

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