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Esercitazioni

Turchia: esercitazione Anatolian Eagle 2021

Una Turchia un po’ più lontana dalla NATO è la prima impressione che è emersa dopo la nostra visita in occasione dell’esercitazione internazionale Anatolian Eagle 2021. Nessun paese NATO ha difatti preso parte all’edizione di quest’anno, eccetto che come osservatori.

Instituita nel 2001, l’Anatolian Eagle vide come partecipanti nelle varie edizioni diversi paesi NATO, tra cui l’Italia nel 2019 con il rischieramento degli AMX del 132° Gruppo.

Il centro organizzativo dell’esercitazione è sempre la base aerea di Konya situata al centro della Turchia e che rappresenta un centro di alto livello tecnico, che fornisce un ambiente di combattimento realistico dove i reparti dell’aviazione turca e gli alleati possono esercitarsi contro minacce impegnative, più sofisticate, grazie anche alle dimensioni dell’area operativa dedicata all’addestramento, tipologia di missioni e livello dei partecipanti.

L’Anatolian Eagle non rappresenta solo un fondamentale punto nell’andare incontro alle esigenze addestrative della forza aerea turca e degli alleati ma contribuisce anche nel rafforzare le relazioni  e cooperazione tra i partecipanti condividendo le tattiche, le esperienze e tecniche possedute.

L’edizione 2021 è iniziata il 21 Giugno per concludersi il 2 Luglio e ha visto come partecipanti l’aviazione militare turca con 38 F-16C/D del 113, 132, 151, 152, 181 e 191 Filo, un KC-135 del 101 Filo, un E-7T del 131 Filo e un ANKA-S del 302 Filo, la Marina Militare turca ha partecipato con due fregate e due navi da assalto veloce, l’aviazione militare azerbaigiana con due MiG-29S e due Su-25K, l’aviazione militare del Qatar con quattro Rafale e quella pakistana con cinque JF-17 Thunder, e la NATO con un E-3 AWACS. Gli osservatori erano il Bangladesh, Bielorussia, Bulgaria, Burkina Faso, Georgia, Iraq, Svezia, Kosovo, Libano, Ungheria, Malesia, Nigeria, Romania, Tunisia, Ucraina, Oman, Giordania e Giappone.

L’Anatolian Eagle si è svolta ogni anno, eccetto nel 2020 a causa del covid, sulla base aerea di Konya, in un ambiente realistico di combattimento con lo scopo di migliorare le capacità operative, testare nuove tattiche e tecniche di combattimento, sviluppando l’operatività congiunta e la cooperazione tra i vari assetti aerei e migliorando l’efficienza delle missioni.

Supportata dal sistema ACMI (Air Combat Maneuvering Instrumentation) e dal sistema di analisi dopo la missione, usato per valutare la performance delle missioni in tempo reale, viene fornito ai partecipanti il massimo livello di addestramento possibile. L’area delle operazioni copriva una superficie di 300×400 Km nella zona del lago Tuz permettendo ai partecipanti di svolgere le loro missioni senza alcuna limitazione, in una zona chiusa al traffico civile. Dalla sua istituzione, sono state svolte 43 edizioni, 24 internazionali e 19 nazionali con circa 24.000 sortite svolte dai 15 Paesi partecipanti.

Lo scenario dell’esercitazione era composto da una forza rossa, aggressor, che doveva attaccare la zona blu, difesa appunto dalla forza blu, la quale doveva poi contro-respingere gli aggressori trovandosi a doversi confrontare anche contro le batterie SAM della forza rossa. Le missioni erano COMAO, con l’utilizzo di foto aeree da ricognizione e guerra elettronica.

L’Anatolian Eagle continua dunque a rappresentare un importante teatro operativo addestrativo , grazie anche alle caratteristiche geografiche e assenza di traffico aereo civile in larghi spazi, difficili da trovare in Europa.

Testo e immagini: Andrea Avian

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