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@ Aviation Report / Michele Monteleone

Tullio Crali: una Freccia nel cuore dell’arte

Lo scorso 25 marzo, presso Palazzo Aeronautica, è stata inaugurata l’esposizione di tre dipinti di Tullio Crali sulle Frecce Tricolori, esposte nel foyer dell’Auditorium Visconti. A fare gli onori di casa il Gen. Urbano Floreani capo del 5°reparto Comunicazioni dello Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, la curatrice della mostra Barbara Martorelli e la Signora Anna Bartolozzi Crali. 

L’arte in tutte le sue forme, ha da sempre rappresentato la storia del nostro paese. Tra di esse, nella prima metà dello scorso secolo, l’Aeropittura Futurista ha svolto un importante ruolo di comunicazione nel rappresentare un periodo di slancio verso il futuro, dove meravigliose macchine frutto del genio di un paese che cresce, conquistavano il cielo con un tale pionierismo da essere rappresentate in splendide pitture, “il cielo è pieno di meraviglie, che aspettano di essere colte”, citazione questa che accompagnava spesso l’Aeropittura Futurista.

L’Aeropittura Futurista di Tullio Crali

Fu questo movimento artistico che nel 1942, spinse l’allora Regia Aeronautica a partecipare per la prima volta alla biennale di Venezia, tra i vari artisti era presente anche Tullio Crali, uno tra i maggiori esponenti dell’Aeropittura Futurista. Con Crali sì è concluso uno dei periodi più dinamici del Futurismo, ma lui non si ferma. Nel tempo ha saputo rappresentare l’arte del volo nella sua massima espressione e ha continuato ad essere attratto dal cielo e da chi lo colorava, volando macchine meravigliose. Vivo è ancora il ricordo della Signora Crali, di quando vedeva gli occhi di Tullio illuminarsi, quando parlava delle Frecce Tricolori.

Nel 1987, l’Aeronautica chiese a Crali di realizzare delle litografie sulle Frecce Tricolori. L’artista ha voluto però fare di più per loro, decidendo di realizzare delle vere e proprie opere d’arte su tela di grande formato (150×200 centimetri).

Per realizzarle, volle vivere in prima persona il fascino della velocità nel cielo e nonostante la non più giovane età, per imprimere il genio creativo, con vero sforzo anche fisico, ha voluto essere a stretto contatto con i piloti delle Frecce Tricolori, vivendo con loro la loro vita addestrativa di ogni giorno, immergendosi nell’abitacolo del velivolo e volando insieme a loro, impressionando nel profondo in lui, il turbinio di colori che vorticosamente ruotavano intorno a lui durante le evoluzioni nel cielo. Questo, fu fonte di ispirazione, portando a casa un bagaglio di emozioni tali da essere impresse come emozioni dipinte su tela.

L’esposizione all’Auditorium Visconti

Durante la presentazione, Il Gen. Floreani in un discorso a getto, che arriva come una Freccia nel cuore, ci ricorda che dai primi tentativi del volo di Leonardo da Vinci, al volo vero e proprio, sono passati circa cinquecento anni, ma poi dal volo allo spazio cinquant’anni. La storia è fatta di accelerazioni improvvise e pause interminabili. Italo Balbo diceva che, dovevamo provare a stare al passo col tempo anche se esso è un passo avanti a noi. Il gregario parte sempre in ritardo, ma cerca di anticipare il tempo avanti a lui al fine di rimanere affiancato al tempo che corre in avanti.

La tecnologia nel momento in cui si costruiva, era già vecchia. Poi arriva il momento di una pausa con l’equilibrio dato dall’arte, come Dannunzio con la preghiera dell’aviatore, Mascagni al quale è stato affidato il pentagramma, Dudovich, Crali, tutti insieme diventano la serenità ritrovata nell’arte. Lo stesso calendario di quest’anno, ha per ogni immagine una frase che entra nel cuore, ognuno può ritrovarsi in ognuna di esse, “Equilibrio” come la scampanata del solista delle Frecce Tricolori, dove all’apice della manovra si rimane sospesi in una pausa per ritrovare l’Equilibrio.

A conclusione della presentazione, Il Gen. Floreani, ha tenuto profondamente a precisare che le Frecce Tricolori sono sì il reparto porta bandiera dell’Italia e dell’Aeronautica Militare, ma al loro pari ci sono tutti gli altri reparti dell’Aeronautica che svolgono un altrettanto eccellente lavoro all’ombra dei riflettori, in Italia come all’estero, reparti i quali si conosce sulla carta il loro grado di efficienza, ma solo vivendoli ha realmente ha potuto apprezzare cosa riescono ad essere donne e uomini di una squadra che vola.

Le tre tele di Tullio Crali sulle Frecce Tricolori, rimarranno in comodato d’uso esposte a dare il benvenuto a coloro i quali entreranno d’ora in avanti nell’Auditorium Visconti, così da poter essere ammirate ed essere fonte d’ispirazione per le future generazioni, poeti dello spazio, durante i vari eventi interni o durante le visite di scolaresche, gli Open House o per le giornate del FAI (Fondo Ambientale Italiano) nonché, per le visite di Palazzo Aeronautica con tutte le sue sale storiche dove è possibile ammirare altre opere di Balla, Dudovich ed altri cimeli storici, come ad esempio la scrivania di Italo Balbo nella Sala dello Studio.

In una interminabile pausa oggi, l’Aeronautica ha voluto affermare nell’arte il suo Equilibrio, per essere pronta alle prossime future accelerazioni.

Testo: Simone Vicari
Immagini: Aviation Report / Michele Monteleone e Simone Vicari