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@ Unsplash / Jue Huang

Torna la voglia di volare e oltre 9 italiani su 10 disponibili a farlo nei prossimi 12 mesi

E’ quanto emerge da uno studio condotto a maggio 2021 dall’istituto di ricerca GPF Inspiring Research per conto dell’Aeroporto di Bologna, che evidenzia infatti come il 93,2% degli intervistati viaggerà in aereo (o ha intenzione di farlo) nel corso dei prossimi 12 mesi. L’arrivo dell’estate, accompagnato da una campagna vaccinale che sta spingendo sempre più in basso i numeri del bollettino quotidiano del Covid-19, sta cambiando le prospettive di viaggio degli italiani che ora programmano di tornare a volare entro i prossimi 12 mesi.

Gli obiettivi primari della ricerca sono costituiti dalla rilevazione della propensione a effettuare viaggi aerei in un arco temporale di 12 mesi successivi all’intervista e dei motivi degli spostamenti dalla misurazione del numero di viaggi previsti e confronto con la frequenza di volo nel 2019 (ultimo anno precedente allo scoppio della pandemia dall’indagine sulle modalità di approccio al viaggio ed eventuali cambiamenti nei comportamenti abitualmente tenuti In più è stato rilevato come è stato accolto dai passeggeri il nuovo collegamento «Marconi Express» che collega la stazione centrale all’aeroporto di Bologna.

La rilevazione è stata svolta su un campione di 800 individui all’interno della popolazione italiana maggiorenne che ha viaggiato nel 2019 rappresentativo per quote di genere, fascia di età e area geografica di residenza (fonte dati ISTAT al 11°gennaio 2019 e con l’ulteriore requisito di includere individui che viaggino in aereo almeno una volta l’anno e/o dichiarino l’intenzione di viaggiare in aereo nei 12 mesi successivi all’intervista.

Più di 8 italiani su 10 (l’81,3%, +1,3% rispetto al 2020) programmano di tornare a solcare i cieli per turismo o per raggiungere la meta delle prossime vacanze. Il 46,7% riprenderà invece a volare per tornare a far visita ai propri cari, per motivi di salute e di studio. Questa categoria di viaggiatori segna l’incremento più elevato, con un +11,6% rispetto al 2020. Chiudono il podio i viaggiatori di affari che, con un +5,2% rispetto al 2020, rappresentano il 31% del campione. (Nota: la somma dei risultati è superiore a 100, in quanto gli intervistati potevano dichiarare più motivi di viaggio).

In particolare, i viaggiatori business sembrano essere i più desiderosi di recuperare il tempo perso, tanto che il 38,2% di questi ha dichiarato che tornerà a volare con una frequenza addirittura superiore rispetto al 2019, ultimo anno di normalità prima dello scoppio della pandemia, mentre il 41,7% manterrà le stesse abitudini pre-Covid.

L’astinenza da vacanze imposta dal 2020 ha colpito però anche i viaggiatori leisure, tanto che il 26,6% di questi ha dichiarato che prevede di volare nei prossimi 12 mesi con una frequenza ancora maggiore rispetto al 2019. In Italia, la meta turistica più ambita è Palermo, seguita da Roma e Catania. Mentre Barcellona, le isole greche e Atene sono le destinazioni internazionali più sognate nel post pandemia.

Inoltre, il 65% del campione ha dichiarato di voler tornare ad effettuare un viaggio aereo per turismo già durante l’estate 2021 (periodo da giugno a settembre), facendo segnare un +21,2% rispetto al 2020. Aumenta leggermente l’esterofilia degli italiani, con il 47,3% (contro il 44,5% del 2020) che programma di trascorrere questa estate fuori dall’Italia, ma la maggior parte degli italiani continuerà a volare entro i confini nazionali (58,3%, contro il 62,6% del 2020).

Ma quali sono i driver che guideranno la ripresa di voli?

Lo studio di GPF/Aeroporto di Bologna evidenzia come il completamento del ciclo vaccinale rappresenta, con il 39,6%, il primo elemento che spinge a tornare a volare.  Importante, per gli italiani, è anche la garanzia di assenza di rischi per la salute nelle località di destinazione, che si pone al secondo posto con il 36,4%. Chiude il podio la garanzia di assenza di rischi in aereo con il 33,3%. Al quarto posto invece la garanzia di assenza di rischi in aeroporto, con il 30%. (Nota: erano possibili più risposte).

Per quanto riguarda gli scali aeroportuali, indicativo il fatto che l’83,2% degli intervistati percepisce come medio-basso o nullo il rischio di contagio in questi luoghi. Percentuale che scende al 75,3% per quanto riguarda il rischio in aereo. Dati che evidenziano come le misure di sicurezza implementate sia a terra che in volo vengano ritenute efficaci dai viaggiatori.

La tutela della salute resta quindi il motivo principale che fa da ago della bilancia tra il tornare a volare o meno. Proprio questo è uno dei motivi per cui è stata studiata la soluzione del Green Pass, che sembra mettere d’accordo un po’ tutti gli italiani tanto che, qualora fosse indispensabile per volare, 8 su 10 (80,2%) si dicono favorevoli all’adozione.

Spicca però il motivo principale per il quale il 50,8% dei rispondenti che si dice contrario al Green Pass (l’11,4% del campione): non ritiene giusto che alcuni possano viaggiare prima che il vaccino sia somministrato o reso accessibile a tutti. Segno che, probabilmente, ancora non sono stati compresi a fondo i requisiti necessari per ottenere il pass vaccinale.