The World Economic Forum is the International Organization for Public-Private Cooperation. The Forum engages the foremost political, business and other leaders of society to shape global, regional and industry agendas.

Forse più noto con la sigla WEF, il forum si tiene annualmente nella località alpina di Davos, Cantone dei Grigioni, Svizzera. Si sente sovente parlare di questo evento, ma forse non conosciamo bene le sue finalità, chi partecipa e che cosa ruota attorno ad esso. Proviamo a spiegarlo in poche righe.

World Economic Forum

L’edizione 2019 tenutasi dal 19 al 25 gennaio 2019, ha visto l’assenza della delegazione americana capeggiata dal nuovo speaker della Camera Nancy Pelosi, bloccata dallo shut-down del Governo Federale e dai contrasti con il presidente Trump sulla costruzione del muro di confine, che peraltro su parte del confine già esiste da tempo, tra USA e Messico.

Il WEF – World Economic Forum è nato nel 1971 come fondazione senza fini di lucro ed ha sede a Ginevra. E’ un’organizzazione indipendente ed  imparziale non legata ad interessi particolari. Il Forum si sforza in tutti i suoi sforzi di stimolare l’imprenditorialità al fine di favorire l’interesse pubblico globale, sostenibile, mantenendo nel contempo i più alti standard di governance. L’integrità morale e intellettuale è alla base di ogni attività pensata, proposta e portata avanti dal Forum.

Esse sono modellate da una cultura istituzionale unica fondata sulla teoria degli stakeholder dove si afferma che un’organizzazione è responsabile verso tutte le parti della società civile, industriale e militare. L’istituzione mescola e bilancia attentamente il meglio di molti tipi di organizzazioni, sia del settore pubblico che di quello privato, delle organizzazioni internazionali e delle istituzioni accademiche.

Il credo del Forum, il cui spirito si evince in ognuno dei suoi comunicati e lavori, è rafforzare il progresso sostenibile mettendo insieme persone di ogni ceto sociale che hanno spinta ed influenza adeguate per attuare i cambiamenti positivi dei quali l’umanità avrebbe un gran bisogno.

La difesa aerea svizzera a difesa del World Economic Forum

Il World Economic Forum è anche occasione per gli appassionati d’aviazione di catturare immagini dei voli di stato con a bordo le delegazioni ufficiali e tanti charter di organizzazioni di ogni genere e di tanti industriali e magnati.

Zurigo come ogni anno diventa l’aeroporto principale dove confluiscono l’eccezionale numero di aeromobili, favorito dalla famosa terrazza dalla quale si dominano raccordi e pista principale oltre ad altri spotting point che gli specialisti conoscono bene per documentare al meglio gli arrivi e le partenze.

Per un evento di tale portata, ne deve essere garantita la sicurezza. Il dispositivo che le Forze Armate Svizzere annualmente allestiscono prevede naturalmente una copertura terrestre, cyber, intelligence e naturalmente aerea. Durante il WEF il traffico aereo viene limitato in una zona di 25 miglia nautiche come raggio al cui centro si trova Davos.

Pertanto, ampie zone della Svizzera, Austria, Liechtenstein ed Italia sono monitorate con particolare attenzione ed ogni aeroporto, eliporto ed aviosuperficie rientrante nella zona attenzionata deve sottostare a rigide procedure che impattano su decolli, atterraggi e rotte.

F-18 Hornet WEF 2019

La Schweizer Luftwaffe – Swiss Air Force, con la consueta efficienza che la contraddistingue, abitualmente garantisce la copertura aerea multistrato la cui parte visibile è rappresentata dagli aerei da combattimento di fabbricazione americana Boeing (McDonnell-Douglas) F/A-18C Hornet che H24 effettuano missioni CAP (Combat Air Patrol).

In genere le basi interessate sono quelle di Meiringen e di Payerne, con il saltuario appoggio di quella austriaca di Zeltweg con i propri Eurofighter Typhoon a supporto.

Quest’anno è stata la volta di Payerne (LSMP), meno affascinante dal punto di vista fotografico rispetto a quella di Meiringen che abbiamo visitato pochi mesi fa durante i Tiri di Aviazione di Axalp 2018, ma base operativa dell’aereo Solar Impulse, dello Swiss Hornet Display Team e di due reparti da combattimento.

L’aerodromo di Payerne è sicuramente il più importante tra quelli operati dalle Forze Aeree Svizzere e vi sono ospitati il Fliegerstaffel 18 Panthers ed il Fliegerstaffel 17 Falcons, entrambi su F/A-18C/D Hornet e, sino al ritiro definitivo, lo Squadrone 6 dei “Ducks” dotato dei pochi Northop F-5E Tiger II non ancora messi a terra per fine ore. Oltre ai servizi di investigazione, manutenzione ed addestramento, completa l’organico della base lo squadrone LT1 (Lufttransport 1) con i propri elicotteri da trasporto Airbus (Eurocopter) Super Puma, Cougar ed EC635.

La base, molto più ampia rispetto a quelle di Meiringen ed Emmen, si trova in un’ampia zona pianeggiante ed è dotata di un’unica pista DI 2800 metri orientata per 05-23. Normalmente i decolli della mattina avvengono per 23, mentre quelli pomeridiani dalla direzione opposta; lo stesso vale per gli atterraggi. La robusta rete d’arresto sollevata ad una delle due estremità della pista indica chiaramente qual è la pista in uso.

Nel lato nord-ovest vi sono le strutture visibili e il piazzale operativo, incluso l’hangar dell’aereo Solar Impulse, mentre a sud si erige la torre di controllo ed altre strutture operative e di svago.

Nella collinetta a sud della base vi sono gli impianti di comunicazione ed i radar di scoperta aerea. Payerne non è da meno in fatto di dispersione delle strutture cruciali per la sopravvivenza della base: ben visibili gli shelter sotterranei ed altri più discreti sparire al di sotto delle colline e dei boschi limitrofi, ben al di fuori delle strutture aeroportuali ma collegati con ampie strade e cancelli d’ingresso in base ben manutenuti e controllati.

La sorveglianza dentro e fuori l’aeroporto è costante, visibile ma anche discreta; gli operatori, ai quali va tutto il nostro ringraziamento per la disponibilità e collaborazione ricevute, sono cortesi, professionali e … bene armati; si muovono su blindati ma anche auto-civetta. E’ del resto naturale che durante un evento come il World Economic Forum il livello di allerta venga innalzato, ma ciò non ha impedito che i numerosi appassionati si posizionassero attorno alla base per gustarsi le missioni degli Hornet.

Come avviene una missione CAP – Combat Air Patrol durante il WEF?

Le Forze Aeree della Confederazione mantengono un livello di allerta elevato in ogni settore, incluso quello cyber, ma almeno una coppia di Hornet è sempre in volo in missioni della durata di 1 ora e 10 minuti circa.

Gli aeromobili del Fliegerstaffel 18 “Panthers” al quale è stata assegnata la missione di copertura aerea, sono stati equipaggiati con un serbatoio ventrale sul quale è ben visibile la frequenza radio alla quale un pilota ai comandi di un aereo intercettato deve sintonizzarsi rapidamente, di un moderno pod multi-sensore ATFLIR Raytheon ASQ-228 (Advanced Targeting Forward-Looking Infrared) di recente acquisizione ed agganciato ad uno degli hardpoints  sul lato sinistro della fusoliera, di un missile aria-aria a medio raggio Raytheon AIM-120C Slammer (AMRAAM) e dall’abituale coppia di missili a guida IR AIM-9X Sidewinder anch’essi acquisiti con l’aggiornamento MLU approvato nel 2012.

Nelle immagini a corredo si nota molto bene il casco JHCMS (Joint Helmet Mounted Cueing System) che consente al pilota di poter vedere in condizioni ognitempo qualsiasi parametro del velivolo ed i targets attraverso il visore del casco stesso che è elemento cardine del sistema d’arma AIM-9X di recente acquisizione.

Con le missioni operative H24 a copertura dello spazio aereo del WEF e della Confederazione, ai reparti è richiesto un elevato standard di prontezza operativa e dal numero delle macchine impiegate durante la nostra visita al “Militärflugplatz Payerne”, ne abbiamo contate 11 monoposto alternarsi nelle missioni di pattugliamento della giornata, questa prontezza operativa era sicuramente ai massimi livelli.

Gli F-18 Hornet svizzeri

L’Hornet sta per entrare nell’ultima decade del suo servizio attivo in seno alle Forze Aeree Svizzere, entro pochi mesi si conoscerà l’aeromobile destinato a sostituirlo. Sono una trentina le macchine ancora in servizio, delle quali almeno 5 biposto (F/A-18D) risultano operativi. Tutti gli F/A-18C-D in servizio sono stati assemblati su licenza presso uno stabilimento appositamente allestito all’interno della base aerea di Emmen, nei pressi di Lucerna: 34 macchine uscirono di fabbrica tra il 1996 ed il 1999.

L’Aviazione militare elvetica ha manifestato interesse per cinque aerei di generazione 4+ e 5a: Airbus (Eurofighter) con il Typhoon (auspicabilmente una versione T4), Boeing con la nuova versione del Super Hornet dotato di CFT e sensistica avanzata, Dassault con il Rafale ammodernato, Lockheed Martin con l’F-35A Lightning II (unico aereo vero di 5a generazione in servizio) e Saab con il suo nuovo Gripen E attualmente alle prove in volo.

La scelta del nuovo aeromobile dovrebbe avvenire entro l’anno in corso per poi iniziare l’iter legislativo sino alla formulazione del contratto di acquisto e della definizione degli offset industriali.

Si ringraziano sentitamente piloti e militari della Schweizer Luftwaffe per l’ospitalità e la cortesia mostrate nei nostri confronti.

Testo e immagini: Gianluca Conversi

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