Sei miliardi di franchi per i nuovi aerei da combattimento, con la possibilità di una votazione popolare: il Consiglio nazionale approva la decisione programmatica riguardante l’acquisto di nuovi aerei da combattimento. Diversamente dal Consiglio degli Stati e in sintonia con il Consiglio federale, il Consiglio nazionale vuole che gli acquisti all’estero siano compensati al 60% con commesse ad aziende in Svizzera.

Con 124 voti contro 68 il Consiglio nazionale ha approvato nella votazione complessiva la decisione programmatica concernente l’acquisto di nuovi aerei da combattimento. Rimane incontestato che, di principio, le Forze aeree debbano sostituire la totalità degli aerei da combattimento attualmente impiegati affinché l’esercito possa continuare a proteggere anche dopo il 2030 la popolazione della Svizzera e le infrastrutture necessarie al funzionamento della società.

I 30 F/A-18 Hornet raggiungeranno il termine della loro durata di utilizzazione nel 2030. Inoltre, i 26 Tiger F-5 già oggi sono impiegabili per il servizio di polizia aerea soltanto di giorno e con buone condizioni di visibilità e non avrebbero scampo contro un avversario moderno. In Consiglio nazionale sono però emerse opinioni divergenti riguardo a come rinnovare la flotta e al costo di tale rinnovo.

Decisione programmatica senza difesa terra-aria

I Verdi hanno proposto di non entrare in materia. Questa richiesta è stata respinta con 149 voti contro 35 e 6 astensioni. PS e Verdi hanno proposto di rinviare al Consiglio federale il progetto concernente l’acquisto di nuovi aerei da combattimento per un importo massimo di 6 miliardi di franchi. Chiedono una decisione programmatica che non si riferisca solo agli aerei da combattimento, ma che comprenda anche la difesa terra-aria (progetto DTA), nonché il rinnovo del sistema di condotta e di comunicazione (progetto C2Air) e della sorveglianza radar (progetto Radar).

Secondo i due partiti invece di aviogetti da combattimento dovrebbero essere acquistati soltanto aerei da combattimento leggeri e l’importo complessivo per tutti i progetti dovrebbe ammontare a 4 miliardi di franchi. La proposta di rinvio è stata respinta con 122 voti contro 68 e 2 astensioni. Gli argomenti principali: gli aerei da combattimento leggeri, che già non soddisfano i requisiti per il servizio di polizia aerea, non sono impiegabili per la difesa aerea; una proroga della durata di utilizzazione degli F/A-18 Hornet sarebbe priva di senso, poiché a partire dal 2030 tali aerei sarebbero comunque inferiori a quelli utilizzati da un ipotetico avversario; un importo massimo di 4 miliardi di franchi per l’acquisto di aerei da combattimento, l’acquisto di un sistema di difesa terra-aria, il rinnovo del sistema di condotta e di comunicazione nonché dei radar non sarebbe assolutamente sufficiente. Inoltre il rinvio al Consiglio federale avrebbe come conseguenza una posticipazione del progetto. In occasione della deliberazione di dettaglio PS e Verdi avrebbero voluto integrare i contenuti della loro proposta di rinvio nel disegno di decisione programmatica, ma tutte le proposte di modifica sono state respinte.

Affari di compensazione (offset) pari al 60%

Per quanto riguarda gli affari offset, il Consiglio nazionale si schiera chiaramente a favore della proposta del Consiglio federale: il 20% sotto forma di offset diretti e il 40% sotto forma di offset indiretti nel settore della base tecnologica e industriale svizzera rilevante in materia di sicurezza (STIB). Su questo punto la decisione del Consiglio nazionale diverge da quella del Consiglio degli Stati, che nella sessione autunnale aveva deciso a favore di un obbligo di compensazione integrale con un altro 40% sotto forma di offset nei settori seguenti: industria delle macchine, industria metallurgica, industria elettronica ed elettrotecnica, industria ottica, industria orologiera, industria automobilistica/ferroviaria, prodotti di gomma e plastica, prodotti chimici, industria aeronautica e aerospaziale, industria informatica / software engineering, cooperazioni con scuole universitarie e istituti di ricerca.

La maggioranza del Consiglio nazionale ha argomentato che la condizione della compensazione integrale avrebbe aumentato inutilmente il costo dell’acquisto e che al riguardo non vi è alcuna motivazione militare o di politica di sicurezza. Sono inoltre emersi dubbi riguardo alla capacità dell’industria svizzera di gestire un considerevole aumento degli affari di compensazione, tanto più che deve trattarsi di commesse supplementari e che tali commesse dovrebbero essere sensate sotto il profilo economico.

Il Consiglio federale ha definito una chiave di ripartizione nella decisione programmatica: il 65% degli affari vanno compensati nella Svizzera tedesca, il 30% nella Svizzera romanda e il 5% nella Svizzera italiana. Questi valori indicativi sono menzionati dal Consiglio federale anche nel suo messaggio concernente la decisione programmatica.

Un’eventuale votazione referendaria è prevista per il 27 settembre 2020. La scelta del modello di nuovo aereo da combattimento e del nuovo sistema di difesa terra-aria a lunga portata è prevista per l’inizio del 2021. È importante rammentare che, anche qualora il popolo dovesse approvare la decisione programmatica concernente i nuovi aerei da combattimento in occasione di un’eventuale votazione, il Consiglio federale proporrà al Parlamento l’acquisto concreto degli aerei nel quadro di un resoconto sullo stato delle forze armate nel 2022.

Il programma Air2030

Il Parlamento svizzero ha approvato il prolungamento della durata di utilizzazione della flotta di F/A-18 da 5000 a 6000 ore per ogni singolo velivolo. In tal modo la Svizzera intende coprire fino al 2030 l’attività di protezione dello spazio aereo. Una parte di questo progetto consiste nel risanamento della struttura degli aerei che hanno ormai quasi 20 anni.

Però per poter continuare ad adempiere alla difesa del proprio spazio aereo, lo stato elvetico deve rinnovare la propria flotta per la protezione dalle minacce aeree. Gli aerei da combattimento F/A-18 Hornet come detto dovrebbero raggiungere la fine del periodo di utilizzazione nel 2030 così l’8 novembre 2017 il Consiglio federale ha autorizzato, tramite il programma “Air2030”, il Dipartimento della Difesa a pianificare l’acquisto di nuovi aerei da combattimento “fino” a 40 unità.

Il 25 gennaio 2019 cinque candidati hanno presentato ad Armasuisse le loro offerte per nuovi aviogetti da combattimento, supporto logistico e addestramento. I velivoli oggetto dell’offerta sono: Eurofighter (Airbus, Germania), F/A-18 Super Hornet(Boeing, USA), Rafale (Dassault, Francia), F-35A (Lockheed-Martin, USA) e Gripen E (Saab, Svezia). Con la presentazione delle offerte è partita la fase di analisi e test con i suddetti aviogetti che sono stati messi alla prova sia in volo che a terra tra Aprile e Luglio 2019. Tutti tranne il Saab Gripen E. Come è noto, tra i requisiti di Air2030  vi è la condizione che gli aerei ammessi alle sessioni di valutazione a terra e in volo siano già operativi nel corso del 2019, e il Gripen E non lo è ancora.

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