Nell’ambito del programma svizzero Air2030, la seconda richiesta di offerta per un nuovo aereo da combattimento e per un nuovo sistema di difesa terra-aria a lunga gittata è stata consegnata agli enti governativi dei paesi produttori. Le offerte sono attese da Armasuisse entro agosto 2020.

Il 10 gennaio 2020, Armasuisse ha consegnato la domanda di offerta per i nuovi aerei da combattimento agli enti governativi nazionali delle quattro aziende produttrici prese in considerazione: Germania (Airbus Eurofighter), Francia (Dassault Rafale) e Stati Uniti (Boeing F/A-18 Super Hornet e Lockheed-Martin F-35A). La seconda richiesta di offerta si basa sull’analisi della prima, sui risultati delle prove condotte sui simulatori, in volo e al suolo e degli audit eseguiti presso gli utilizzatori dei velivoli presi in considerazione. Tramite l’intermediario dagli enti governativi è stato richiesto ai produttori di proporre l’offerta più vantaggiosa per la Svizzera.

Programma Air2030

Dopo l’esito negativo del referendum elettorale del 2014 che ha visto bocciare l’acquisto di 22 caccia Saab Gripen con oltre il 50% dei voti a sfavore, l’aeronautica militare svizzera messa ormai ancor più alle strette da esigenze tecniche sempre più impellenti, ha deciso di riprovarci. Con gli Hornet ormai verso la fine della vita operativa e i rimanenti Tiger F-5 che possono essere impiegati solo durante il giorno e con ottime condimeteo e che verranno ritirati dal servizio entro quest’anno, il Consiglio federale ha autorizzato il DDPS in data 8 novembre 2017 a pianificare l’acquisto di nuovi aerei da combattimento e di mezzi di difesa terra-aria per l’intero Programma Air 2030 (velivoli più batterie missilistiche) 8 miliardi di franchi svizzeri.

Mentre il 23 marzo 2018 il DDPS aveva definito i requisiti che i nuovi sistemi d’arma avrebbero dovuto soddisfare, il 25 gennaio 2019 i cinque candidati hanno presentato ad Armasuisse le loro offerte per nuovi aviogetti da combattimento: Eurofighter (Airbus, Germania), F/A-18 Super Hornet (Boeing, USA), Rafale (Dassault, Francia), F-35A (Lockheed-Martin, USA) e Gripen E (Saab, Svezia).

La gara prevedeva ben 10 settimane di test complessivi effettuati dai piloti svizzeri che già si sono addestrati a bordo dei relativi simulatori dei velivoli offerti. Berna al momento ha in previsione l’acquisto di una quarantina dii velivoli e ha stanziato ben 8 miliardi di franchi, a fronte dei 3,1 necessari per i 22 Gripen inclusi nel programma tramontato cinque anni or sono, nel quale però non era previsto il sistema di difesa aerea.

La difesa aerea svizzera oggi è incentrata su una rete di sensori, stazioni radar, due dozzine di cannoni anti-aerei Oerlikon da 35mm ed un centinaio di lanciatori FIM-92 Stinger. A questi sistemi “terrestri” si aggiungono i caccia multiruolo McDonnell-Douglas (ora Boeing) F/A-18 Hornet e i vecchi caccia leggeri Northop F-5E Tiger II in servizio dal 1978 i quali hanno partecipato per l’ultima volta alle esercitazioni di tiro di Axalp 2018, 40 anni dopo la sua entrata in servizio.

La disponibilità dei velivoli della flotta di F/A-18 della Swiss Air Force è attualmente ridotta ma il Parlamento ha approvato il prolungamento della durata di utilizzazione della flotta di F/A-18 da 5000 a 6000 ore per ogni singolo velivolo per poter svolgere fino al 2030 l’attività di protezione dello spazio aereo elvetico. Di conseguenza oggi le Forze aeree Svizzere dispongono di un minor numero di velivoli per il servizio di volo. Secondo l’aeronautica militare svizzera i velivoli F/A-18 disponibili sono tuttavia sufficienti a garantire in qualsiasi momento il servizio di polizia aerea come pure le operazioni per la protezione di conferenze ed eventi.

Le offerte dovranno includere, tra altri, anche i seguenti elementi:

  • Costi per 36 e 40 aerei, compresa la logistica e l’armamento definiti, quale base di partenza vincolante per le trattative dettagliate con il candidato selezionato dopo la scelta del modello
  • Proposte di cooperazione tra le forze armate e le autorità responsabili per l’acquisto svizzere e del paese fornitore
  • Affari di compensazione previsti o già avviati

La base per la definizione della quantità di aerei da combattimento necessaria è l’esecuzione delle missioni in caso di tensione accresciuta. In questa situazione, le Forze Aeree devono essere in grado di mantenere permanentemente in volo almeno quattro aerei per un minimo di quattro settimane, al fine di salvaguardare la sovranità sullo spazio aereo, impedire l’utilizzazione illecita e le violazioni dello spazio aereo svizzero e per contribuire a far sì che la Svizzera non sia coinvolta in conflitti armati. Con il nuovo aereo da combattimento, le Forze Aeree garantiranno inoltre il servizio di polizia aerea 24 ore su 24, difenderanno lo spazio aereo per un periodo limitato e potranno dare un appoggio alle truppe al suolo in caso di conflitto armato.

Nuovo sistema di difesa terra-aria

Sempre il 10 gennaio 2020, Armasuisse ha inoltrato anche la seconda richiesta di offerta agli enti governativi delle aziende produttrici prese in considerazione per un nuovo sistema di difesa terra-aria a lungo raggio: Francia (Eurosam SAMP/T) e Stati Uniti (Raytheon Patriot). Analogamente al nuovo aereo da combattimento, la seconda richiesta di offerta è basata sull’analisi della prima, sui risultati delle prove dei sensori condotte in Svizzera e sugli audit eseguiti presso gli utilizzatori dei sistemi presi in considerazione. Tramite l’intermediario dagli enti governativi è stato richiesto ai produttori di proporre l’offerta più vantaggiosa per la Svizzera.

Le offerte dovranno includere, tra altri, anche i seguenti elementi:

  • Costi per il sistema di difesa terra-aria di lunga gittata per coprire un minimo di 15’000 km2, compresa la logistica e l’armamento definiti, quale base di partenza vincolante per le trattative dettagliate con il candidato selezionato dopo la scelta del modello
  • Proposte di cooperazione tra le forze armate e le autorità responsabili per l’acquisto svizzere e del paese fornitore
  • Affari di compensazione previsti o già avviati

Prossime tappe del programma Air2030

Il documento “Requisiti per l’acquisto di un nuovo aereo da combattimento e di un nuovo sistema di difesa terra-aria” del 23 marzo 2018 è stato aggiornato. Le modifiche riguardano principalmente gli obblighi negli affari di compensazione e la suddivisione del volume finanziario. Per il sistema di difesa terra-aria di lunga gittata la RUAG MRO Svizzera è stata definita come centro di competenza per il materiale.  Inoltre, la capacità di difesa contro missili balistici (Ballistic Missile Defence) deve essere chiarita.

In base alle informazioni ottenute nella seconda offerta e ai risultati delle diverse attività di prova si valuterà l’utilità complessiva di ciascun sistema. Il confronto tra l’utilità complessiva e i costi corrispondenti, nonché dei rispettivi rischi, avrà luogo solo dopo la probabile votazione sul referendum. I risultati della valutazione e un’analisi approfondita dei rischi convergeranno in un rapporto, nel quale saranno confrontati l’utilità complessiva del nuovo aereo da combattimento e del nuovo sistema di difesa terra-aria di grossa gittata con i costi totali di acquisto e utilizzo per un periodo di 30 anni. Sulla base dei risultati del rapporto di valutazione verranno raccomandati al capo del DDPS l’aereo da combattimento e il sistema di difesa terra-aria di grossa gittata più adatti per la Svizzera. La scelta del modello è di competenza del Consiglio Federale.

WEF – World Economic Forum 2020

Nel frattmento è iniziato l’impiego dell’esercito a favore del Cantone dei Grigioni per il 50° incontro annuale del Word Economic Forum (WEF) 2020 che si terrà a Davos dal 21 al 24 gennaio 2020. Le Forze aeree Svizzere hanno rafforzato la sorveglianza dello spazio aereo; sono diversi i radar, i jet da combattimento e i sistemi di difesa terra-aria pronti a intervenire e che garantiscono la sicurezza dello spazio aereo sopra Davos. I caccia F-18 Hornet armati e in servizio di pattugliamento permanente (durante il periodo della conferenza) garantiranno la sorveglianza dello spazio aereo e il servizio di polizia aerea 24 ore su 24 su tutta la Svizzera.

Durante il WEF 2020, il traffico aereo sarà limitato dal 20 al 25 gennaio 2020 in una zona avente un raggio di 25 miglia nautiche (circa 46 km) intorno a Davos e al di sopra del territorio di Svizzera, Austria, Liechtenstein e Italia. Anche quest’anno i visitatori del WEF (VIP) potranno atterrare direttamente a Dübendorf e proseguire per Davos con elicotteri privati o via terra. Presso l’aerodromo militare di Dübendorf verranno pertanto eseguiti controlli di persone ed effettuate procedure doganali secondo le direttive di Schengen.

Print Friendly, PDF & Email
 

Rispondi