Air2030 atto quarto. Dopo le presentazioni dei primi tre candidati alla sostituzione degli attuali arei da combattimento in forza all’aviazione svizzera, gli F5 Tiger II e gli F18 Hornet, ovvero dell’Eurofighter, del Boeing F/A 18E/F Block III e del Dassault Rafale, questa volta è il giorno del candidato forse più atteso: il Lockheed Martin F-35. A fine Giugno sarebbe dovuta essere la volta dell’ultimo candidato, il Saab Gripen E ma il test è stato improvvisamente annullato in quanto dopo un’attenta analisi circa il grado di maturità e d’integrazione dei sistemi non sarebbe stato possibile portare a termine le missioni previste.

Il programma, per ognuno quindi dei quattro candidati è stato il medesimo e comprendeva un totale di otto missioni, una delle quali effettuata di notte, con l’obiettivo di verificare le performance in volo degli aerei, in particolare la potenza dei sensori installati e la loro integrazione nel sistema aereo. I voli sono solo un aspetto del collaudo previsto dalle forze aeree svizzere. Una parte altrettanto importante sono stati sicuramente gli aspetti logistici e operativi, come le attività e i processi legati alla preparazione al volo stesso che hanno un peso considerevole nella voce spese.

Il governo federale svizzero ha previsto un investimento di circa 6 miliardi di franchi. La scelta finale del candidato è prevista tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021. La fornitura del nuovo modello è prevista nel quinquennio 2025 – 2030. Ma veniamo nello specifico alla presentazione dell’F-35.

La mattina si è svolta tra la conferenza stampa in cui si sono succeduti esponenti della Lockheed Martin (direttore della comunicazione Carolyn Nelson), dell’USAF con il col. David Buchanan appartenente al F35 joint Program Office e con il col. Drew Allen dell’USAF Integration Office in cui sono state condivise con i molti giornalisti accreditati le milestones del progetto F35, dei traguardi raggiunti e degli scenari futuri in fatto di produzione e di logistica a livello globale ( si parla di un incremento delle attuali 24 basi e 458 aerei del 2019 a 30 basi e 868 aerei nel 2022, di cui più di 500 nella sola Europa entro il 2030). Ad integrazione di questi numeri, come non citare anche gli oltre 800 piloti abilitati, più di 7500 manutentori e le oltre 200.000 ore di volo registrate tra tutti i paesi aderenti al programma F35 (USA, Inghilterra, Italia, Olanda, Turchia, Canada, Australia, Danimarca, Norvegia, Israele, Giappone, Korea del Sud e Belgio).

I punti fondamentali per la proposta F35 per le forze aeree svizzere sono stati riassunti 6 punti principali:

  • Il velivolo possiede le caratteristiche per supportare le forze aeree elvetiche per i prossimi 40 anni;
  • È l’aereo più idoneo per la tipologia di missioni di difesa aerea previste dalla Svizzera;
  • Futuri sviluppi e miglioramenti tecnici già pianificati;
  • Sfruttamento dell’economia di scala per il contenimento dei costi;
  • Programma di partecipazione industriale su misura a supporto dell’autonomia svizzera;
  • Importanti opportunità di cooperazione con i più importanti partner americani.

Ma vediamo nel dettaglio alcune delle caratteristiche tecniche più importanti di questo aereo di quinta generazione:

  • Velocità supersonica e lungo raggio: il motore pratt & Whitney F135 è il più potente motore per un aereo da caccia, con oltre 40000 libre di spinta. Con una velocità di 1.6 Mach è un caccia supersonico a lungo raggio con alloggiamenti interni per sistemi d’arma e i serbatoi di carburante. Ha un raggio d’azione e durata di missione eccezionali che permettono al pilota di poter operare ad altitudini dove nessun altro caccia può arrivare e di rimanere in volo più a lungo di qualsiasi altro velivolo;
  • Bassa Tracciabilità: con le sue estremità smussate, un motore progettato per ridurre al minimo la traccia di calore, l’F35 si distingue per la sua capacità di rendersi invisibile ai radar. E’ l’unico velivolo in grado di svolgere missioni di pattugliamento e sorveglianza raccogliendo allo stesso tempo informazioni e dati da condividere con le altre forze armate;
  • Sensori Avanzati: è dotato dei sensori più moderni nella storia dell’aviazione come radar a scansione  elettronica AESA, visualizzazione integrata di immagini ad alta risoluzione DAS, sistema di puntamento elettro-ottico EOTS, avanzati sistemi di guerra elettronica adatti a localizzare e identificare le forze nemiche, a disturbare dei radar ostili e a rispondere adeguatamente sotto attacco nemico;
  • Fusione dei dati: l’aereo ha la capacità di fondere ed elaborare i dati raccolti dai suoi sensori di bordo dando al pilota la possibilità di avere un quadro unico dello scenario operativo nel quale sta operando, aumentandone la visibilità e garantendo una maggiore sicurezza;
  • Casco del pilota: è il prodotto tecnologicamente più avanzato al mondo. Tutte le informazioni necessarie al pilota per completare la sua missione ( velocità, direzione, altitudine, puntamenti ed allarmi) sono proiettati nella visiera invece che su schermi e head up display tradizionali. Questo riduce notevolmente il carico di lavoro del pilota portando ad un miglioramento delle sue capacità di reazione;
  • Sistemi d’arma: L’F35 alloggia sistemi d’arma al suo interno per garantire la minima tracciabilità ai radar. Possono eventualmente anche essere alloggiati esternamente in situazioni idonee per un carico di oltre 18000 libbre di munizioni totali. E’ inoltre l’unico velivolo ad avere un cannoncino alloggiato al suo interno;
  • Operazioni Net Centriche: il velivolo agisce come un portale per trasmettere informazioni e comunicare permettendo alle forze a terra e aria di poter condividere lo scenario operativo. L’F35 utilizza sia il sistema Link16 che il proprio sistema di scambio dati avanzato di scambio dati MADL. Il velivolo opera più che come un semplice caccia ma come un moltiplicatore di forze, capace di raccogliere analizzare e condividere dati migliorando l’operatività di tutte le forze aeree e terresti in azione;
  • Attuatori elettro idrostatici: è la prima volta che attuatori elettro idrostatici operano come sistema primario di controllo di volo, includendo il timone, gli alettoni orizzontali di coda e i flap. Gli attuatori dei comandi di volo, sebbene utilizzino un circuito interno idraulico, sono controllati e comandati da impulsi elettrici e non idraulici aumentando la sicurezza del velivolo e riducendone i rischi.

Dopo una breve sessione di domande, incentrate principalmente, sulla percentuale di risposta del velivolo ai requisiti delle forze aeree svizzere, siamo stati accompagnati sul piazzale antistante gli hangar nei quali erano alloggiati i 4 F35 del 34th Fighter Squadron “Rude Rams” provenienti dalla Hill Air force Base situata nello stato dello Utah. Questo gruppo, nel 2016, è stato il primo a raggiungere l’initial operating capabality (IOC) su velivolo F35.

In attesa dei velivoli ci concentriamo su quello in statica, appartenente al Capt Kristin “BEO” WOLFE, preparato per fare le prime foto. In lontananza movimenti di 4 F18 svizzeri che si preparano ad accompagnare in volo i 2 F35 americani che poco dopo escono dai loro shelter per sfilare davanti ai giornalisti presenti per andare ad allinearsi in testata pista 5 pronti al decollo in sequenza.

Dopo circa una trentina di minuti, eccoli invece allinearsi su pista 23 per gli atterraggi che al contrario dei decolli hanno visto prima l’arrivo degli F18 e per ultimi degli F35 i quali percorrendo il raccordo in direzione opposta tornano a sfilare davanti ai media per entrare negli hangar più vicini in attesa delle missioni del pomeriggio previste per lo spotter event, al quale abbiamo avuto la fortuna di essere accreditati nonostante la rapidità con cui i posti sono andati esauriti. Basti pensare che gli accrediti disponibili, circa 500, sono stati assegnati in circa tre minuti da quando la pagina internet è stata aperta alle 9 del mattino.

Un paio d’ore di pausa per riposarci dal lungo viaggio da Milano e rifocillarci con deliziosi hamburger ed hot dog in puro stile americano gentilmente offerti dall’organizzazione all’ingresso dell’area spotter situata sul lato opposto della base rispetto a quello organizzato la mattina per gli addetti ai lavori. Alle 13:45 puntuali vengono aperti i cancelli per accedere all’area riservata. In realtà tutto il perimetro della base è pieno di appassionati dotati di scalette e macchine fotografiche in attesa di immortalare questi fantastici velivoli.

Noi siamo più fortunati e ci posizioniamo a circa metà dell’area spotter a pochi metri dal raccordo che porta verso la testa pista. I primi a decollare in realtà da testata pista 23 sono una serie di F18, monoposto e biposto, che poco dopo si allineeranno in testata pista 5 per decollare ed effettuare una serie di touch and go davvero spettacolari.

Poco dopo è il turno sempre di 4 F18 che invece sfilano proprio di fronte a noi per allinearsi alla testata pista più vicina all’area spotter ed effettuare 2 decolli in sequenza dei primi due velivoli e un decollo in coppia degli ultimi due caccia. Stessa situazione per 2 PC-21 con livrea PC7 Team che in coppia si allontanano verso il lago di Neuchatel per poi tornare in base qualche decina di minuti dopo.

Finalmente da lontano si vedono comparire le due sagome grigie degli F35 che piano piano si avvicinano alla nostra postazione seguiti da 4 F18. I due jet americani decollano a distanza di pochi secondi uno dall’altro seguiti a breve distanza dai 4 jet svizzeri. La prima impressione è sicuramente il differente sound dei propulsori, lasciando immaginare la differente potenza dei moderni motori del F35 rispetto agli ormai più vetusti bireattori degli F18.

In attesa del ritorno dalla missione dei 6 jets, altri decolli e passaggi a bassa quota si susseguono da parte di altri jet elvetici. Come successo per l’evento media, anche in questo caso i primi a tornare alla base sono stati i bireattori rosso crociati per poi lasciare il palcoscenico agli ospiti d’onore della giornata. Ogni jet, prima di ritornare al proprio shelter, ha sostato per qualche minuto davanti agli appassionati accreditati per permettere di scattare il maggior numero di foto possibile da diverse angolazioni.

Una giornata organizzata in maniera impeccabile, come ormai siamo abituati frequentando da qualche anno gli eventi aeronautici in terra elvetica, arricchita anche da innumerevoli gadget che abbiamo portato a casa felici.

L’autore ed Aviation Report esprimono il loro ringraziamento per la disponibilità e fattiva collaborazione alle Forze Aeree Svizzere.

Testo e immagini: Daniele Ghisolfi

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