Si è conclusa a Pratica di Mare la Spartan Alliance 18-8, una complessa ed elaborata esercitazione che dal 18 al 20 luglio 2018 ha coinvolto numerosi assetti virtuali dell’Aeronautica Militare Italiana, impiegati su un teatro operativo simulato con lo scopo di creare capacità di integrated training in ambiente sintetico, potenziando la capacità operativa e incrementando l’interoperabilità con ampi margini di risparmio per la F.A. in termini di budget.

Quelli appena trascorsi sono stati giorni intensi e decisivi che hanno fatto la storia dell’aviazione italiana, segnando un profondo punto di svolta che rivoluzionerà per sempre il concetto di training operation così come lo conosciamo oggi. L’Aeronautica Militare Italiana è la prima Forza Armata Europea a partecipare alla rete Spartan con assetti operativi importanti già dalla prima Initial Capability, proiettandola ai vertici in termini di innovazione e sviluppo.

Dopo la “palestra del pensiero” dedicata a tutto il personale A.M., la “Logistica 4.0” inaugurata con l’Airathon dello scorso giugno e a seguito della “International Flight School” nata dall’accordo siglato con Leonardo al Salone di Farnborough, anche le operazioni aeree addestrative entrano a pieno titolo nell’era 4.0.

Con il loro ingresso in scena nell’era virtuale si chiude così il cerchio di una vision molto ambiziosa, ideata e concepita dal Generale Vecciarelli 2 anni orsono, al suo arrivo ai vertici dello Stato Maggiore, che vede un’aeronautica militare nuova, moderna e progressista fondata sul concetto di cyber e sulla propria capacità di raccogliere, conservare, rielaborare una mole notevole di informazioni in maniera rapida, dinamica e sicura, ridistribuendoli a livello congiunto a tutti gli utilizzatori della coalizione.

Il fattore straordinario e a dir poco eccezionale di questa attività addestrativa multinazionale svolta in cooperazione con il W.P.C. U.S.A.F.E. ( Warrior Preparation Center del Comando U.S. Air Force in Europe), è dato dal fatto che si è trattato di un’esercitazione training interamente virtuale condotta in un ambiente sintetico, ma con standard addestrativi elevati a quelli di 5°generazione.

Per la prima volta in Europa, l’Aeronautica Militare si è resa protagonista di un’operazione senza eguali, sperimentando una federazione di simulatori di volo interconnessi in rete a cavallo fra Germania e Italia, che ha dato luogo ad un’ operazione aerea estremamente elaborata e complessa, collocata in uno scenario d’impiego reale, ma totalmente simulato al computer.

Per 3 giorni i velivoli impiegati si sono mossi in un “campo di battaglia” sui cieli di Grosseto e distribuito real time a tutti gli altri simulatori, in cui è stata replicata ogni interazione e attività. All’ interno dei rispettivi simulatori, ciascun pilota ha visto nei rispettivi display tutti gli assetti coinvolti, sia quelli virtuali (gestiti da altri piloti dentro altrettanti simulatori) sia quelli constructive, cioè inseriti nella simulazione tramite intelligenze artificiale creata da un generatore di ambiente sintetico denominato RIAce ( Realistic Intelligent Agents computer environments).

Si tratta di un sistema completamente innovativo sviluppato da Leonardo che consente di integrare la simulazione di numerosi sistemi attraverso vari livelli di complessità. Tutti questi assetti hanno interagito all’unisono e contemporaneamente “in una battaglia virtuale” in cui sono state riprodotte operazioni di penetrazione aerea, intercettazione, C.A.S., combattimento in volo e neutralizzazione di sistemi S.A.M  SA-8 disseminati sul territorio.

Per l’occasione l’Italia ha impiegato come attori ben 12 dei 22 simulatori manned presenti, degli assetti Tornado di Ghedi, Eurofighter di Gioia del Colle e dei T-346 di Galatina; quest’ultimi configurati in versione Aggressor e approntati da RIAce per simulare in tutto e per tutto dei Mig-29 Fulcrum.

Oltre agli assetti pilotati era presente anche un simulatore Predator con controllo da remoto localizzato ad Amendola. Nel suo complesso sono stati 70 gli uomini impiegati nel training audience di cui 23 equipaggi, e di altre 70 unità il personale adottato per il supporto tecnico e per il comparto sicurezza.

Sono stati inoltre coinvolti i sistemi C2 del Reparto Mobile di Comando e Controllo (Rmcc) di Bari e il sistema C2 antimissilistico Sirius

I Joint Terminal Attack Controller ( JTAC ), riprodotti virtualmente a terra, hanno invece operato dai simulatori JTAC dislocati presso il WPC (Warrior Preparation Center) di Einsiedlerhof, nei pressi di Ramstein in Germania.

Il “Centro Stella” (national HUB) della federazione dei simulatori italiani, presso il quale i vertici della difesa hanno seguito il buon andamento delle operazioni e lo svolgimento delle attività, è stato collocato presso l’Integration Test Bed del Reparto Sperimentale Volo.

Immagine simulatore Spartan Alliance 2018

Tutte le connessioni viaggiavano su reti protette messe a disposizione dal Reparto Gestione ed Innovazione Sistemi di Comando e Controllo dell’Aeronautica Militare.

All’esercitazione hanno preso parte anche un simulatore A.W.A.C.S. della Nato, in carico alla base aerea di Geilenkirchen, e simulatori di sistemi di difesa missilistica Patriot della German Air Force. Pur non compreso nell’attività il Joint Strike Fighter potrebbe essere previsto e impiegato nelle esercitazioni successive,

L’apporto di Leonardo alla riuscita della missione è stato a dir poco fondamentale e ci si aspetta che possa essere ulteriormente implementato in futuro; oltre ad aver partecipato con il proprio personale impiegando 40 addetti e implementando la capacità di simulazione presso i vari siti collegati, dei 22 simulatori impiegati alla Spartan Alliance ben 12 sono interamente realizzati dell’azienda di Piazza Monte Grappa. Dei restanti, ciascuno di essi vanta almeno una loro componente al proprio interno.

L’adeguamento e il consolidamento dei software di simulazione del sistema Sirius, che per la prima volta è stato impiegato in una simulazione distribuita internazionale è stato condotto da M.B.D.A. Italia S.p.A., di cui Leonardo detiene il 25%.

Questa esercitazione ha rappresentato un notevole punto di svolta col passato e un importante passo in avanti sotto il profilo tecnologico.

Con la Spartan Alliance infatti, si introduce un nuovo concetto di addestramento, basato sull’ impiego crescente di componenti simulate fornendo in modo da poter sconfiggere definitivamente ogni genere d’incertezza durante le operazioni e prendere le migliori decisioni possibili nel più breve tempo possibile. La possibilità di affrontare uno scenario completamente virtuale con le stesse modalità adottate nella realtà, non solo consente di affinare le capacità addestrative e di riprodurre efficacemente scenari complessi, impossibili da ricreare in attività reali, ma permette di creare economie di scala che porteranno ad un notevole risparmio economico in termini di budget oltre che ad una maggiore salvaguardia per l’ambiente.

Immagine simulatore Esercitazione Spartan Alliance

Entro il 2020 la way ahead prevede di implementare il potenziamento delle infrastrutture, consolidando le capacità addestrative e la partnership già esistente fra FA e industria, estendendo la federazione di simulatori sia in ambito interforze che interagenzia alla stregua di quanto accade per la missile defense (BMD), attraverso un’architettura di rete che sia permanente e allo stesso tempo sicura e al completo riparo da eventuali cyber attacchi.

Sul lungo termine ed entro il 2023, è prevista l’interoperabilità del training di quarta e quinta generazione, con l’obiettivo finale di fornire un addestramento full integrated e una piena capacità addestrativa LVC ( Live, virtual and constructive). Leonardo ha sviluppato un’architettura inedita, basata sulla rete, che è aperta e pronta a integrare fin da subito con tutti gli assetti. Fra qualche anno RIAce potrebbe addirittura essere utilizzata anche per usi civili, sia in attività di addestramento che in risposta a crisi ed emergenze, riproducendo scenari molto complessi, anche più della stessa realtà.

L’unico limite in questo settore è soltanto la fantasia” ha specificato durante l’intervista il Generale Vecciarelli.

L’autore e Aviation Report desiderano ringraziare lo Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, l’Ufficio Stampa dell’Aeronautica Militare, Il Col. Floreani e il Magg. Seri e tutto il personale A.M.  per la cortesia e la disponibilità ricevute.

Testo: Simone Ferrante
Immagini e video: Simone Ferrante e Ufficio Pubblica Informazione Aeronautica Militare

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