F-35B Aeronautica Militare
@ Aviation Report / Gianluca Conversi

Sono 700 gli F-35 consegnati da Lockheed Martin agli Stati Uniti e ai partners internazionali

Lockheed Martin e l’F-35 Joint Program Office hanno consegnato il 700° F-35 di produzione. Con oltre 700 F-35 consegnati agli operatori statunitensi e internazionali, l’impatto della flotta globale è di vasta portata, migliorando significativamente la forza congiunta alleata. Man mano che la flotta F-35 cresce, cresce anche la forza basata sull’alleanza necessaria per scoraggiare o sconfiggere eventuali nemici.

Come ha osservato la scorsa settimana il segretario dell’US Air Force Frank Kendall, “dobbiamo muoverci verso cose che sono più rilevanti per i combattimenti che dobbiamo scoraggiare e, se necessario, vincere“. Con l’impegno di 14 nazioni e oltre, gli Stati Uniti e i loro alleati stanno alimentando le partnership, la sicurezza e la crescita economica attraverso il programma F-35. Sfruttando gli investimenti collettivi e le economie di scala, il team globale dell’F-35 sta riducendo i costi dell’intero programma.

L’F-35 Joint Program Office ha assegnato a Lockheed Martin un contratto di supporto per l’F-35 che impegna l’azienda a ridurre il costo operativo del caccia stealth di quinta generazione a 30.000 dollari per ora di volo entro l’anno fiscale 2023, in calo del 10,7% rispetto all’anno fiscale 2020. La riduzione concordata porta Lockheed Martin più vicino al suo obiettivo dichiarato di ridurre il costo di volo dell’F-35A a 25.000 dollari per ora di volo entro l’anno fiscale 2025.

Vale la pena ricordare che nel 2017, il caccia costava 47.000 dollari per ora di volo e che comunque alla cifra di 33.600 dollari per ora di volo del 2020, l’F-35A costa solo 10.000 dollari in più di un F-16. L’F-35A è inoltre già nel range della maggior parte delle versioni del caccia F-15 il cui costo per ora di volo varia da 29.000 a 38.000 dollari.

A tal proposito anche nella gara in Svizzera, che ha deciso di acquistare 36 caccia di quinta generazione F-35A, il velivolo ha conseguito di gran lunga il miglior risultato anche nell’ambito dei costi. È il più economico sia al momento dell’acquisto sia nel corso dell’esercizio. L’F-35A è risultato il modello più economico anche per quanto concerne i costi d’esercizio. I costi globali, comprendenti i costi d’acquisto e i costi d’esercizio, ammontano a circa 15,5 miliardi di franchi sull’arco di 30 anni. La differenza di costo rispetto al modello giunto secondo in classifica relativamente ai costi è di circa 2 miliardi di franchi.

L’F-35 rimane un sistema aereo di prima scelta per tre delle forze armate statunitensi, sette partner internazionali e sei clienti militari stranieri. Dimostra sistematicamente capacità di alto livello nelle mani dei nostri piloti nazionali ed internazionali, e agisce in operazioni di combattimento da terra e da mare”, ha affermato il segretario stampa del Pentagono John F. Kirby.

I principali leader della difesa degli Stati Uniti hanno ribadito il loro forte sostegno all’F-35, che il Capo di Stato Maggiore dell’aeronautica statunitense, il Generale Charles Q. Brown, Jr., definisce la “pietra angolare” della flotta dei caccia dell’US Air Force. Secondo il segretario dell’US Air Force Frank Kendall, l’F-35 è una “capacità di guerra aerea tattica rivoluzionaria“.

L’US Air Force è il più grande operatore di F-35 con un acquisto pianificato di 1.763 velivoli F-35A. L’F-35 è il caccia più avanzato in produzione oggi e le sue percentuali di capacità di missione sono superiori al 70%. Il Corpo dei Marines degli Stati Uniti gestisce velivoli F-35B variante STOVL a decollo corto/atterraggio verticale e prevede di acquistare 353 F-35B e 67 F-35C variante CATOBAR per le portaerei. Insieme ai Marines, la Marina degli Stati Uniti sta portando in mare le capacità di quinta generazione con l’intenzione di acquistare 260 velivoli F-35C.

La crescente comunità internazionale di nazioni F-35 rafforza la sicurezza degli Stati Uniti e quella globale, rafforzando la deterrenza, l’interoperabilità e la partnership basate sull’alleanza. Con oltre 220 F-35A e F-35B ad oggi consegnati agli operatori internazionali, l’impatto della flotta globale è sostanziale, sia per dimensioni che per importanza.

Uno degli esempi più visibili di collaborazione internazionale con l’F-35 è il dispiegamento del Carrier Strike Group del Regno Unito. La portaerei britannica HMS Queen Elizabeth ha iniziato il suo dispiegamento iniziale nel maggio 2021, con a bordo gli F-35B britannici e statunitensi del Corpo dei Marines. Il Regno Unito ha ora due portaerei dispiegate con gli F-35B a bordo , a seguito del dispiegamento inaugurale della HMS Prince of Wales, la più recente portaerei britannica.

L’Italia è invece un esempio virtuoso dell’utilizzo di due versioni, quella convenzionale e quella a decollo corto e atterraggio verticale. L’Aeronautica Militare schiera oggi il 32° Stormo con gli F-35A ed un F-35B, mentre la Marina Militare schiera il Gruppo Aerei Imbarcati con gli F-35B dei quali uno già imbarcato sulla portaerei Cavour.

Entro il 2035, più di 450 F-35 saranno di stanza nel continente europeo, inclusi 48 F-35A dell’aeronautica militare statunitense che inizieranno ad arrivare a dicembre presso la base aerea RAF Lakenheath e inquadrati sotto il 495th FS del 48th Fighter Wing. I membri della NATO con programmi F-35 attivi o da attivare a breve includono Belgio, Canada, Danimarca, Italia, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Regno Unito e Stati Uniti.

A questi si uniscono Israele che ha raggiunto una flotta di 30 F-35I Adir operativi e già utilizzati in combattimento, l’Australia con un ordine per 100 F-35A, il Giappone che sta acquisendo più F-35 di qualsiasi altro cliente internazionale con un programma consolidato di 147 F-35 di cui 105 F-35A e fino a 42 F-35B, la Repubblica di Corea sta attualmente ricevendo le consegne di 40 aerei F-35A e Singapore che dovrebbe ricevere il suo primo F-35B nel 2026.

La Svizzera ha recentemente selezionato l’F-35 come nuovo velivolo da combattimento della nazione, mentre la produzione del primo F-35 per la Polonia dovrebbe iniziare nel 2022 e il primo aereo dovrebbe essere consegnato nel 2024. Lockheed Martin, al salone DSEI 2021 di Londra, ha inoltre confermato che sarebbero in corso colloqui preliminari con diversi potenziali nuovi clienti F-35 in Europa.

Oggi, gli F-35 operano da 21 basi in tutto il mondo. Sono stati formati più di 1.460 piloti e 11.025 manutentori e la flotta di F-35 ha superato le 430.000 ore di volo cumulative.

700 F-35 consegnati settembre 2021
@ Lockheed Martin

Inoltre nei giorni scorsi l’F-35 Joint Program Office (JPO) e il team industriale di Lockheed Martin hanno concordato una linea di base per la produzione dell’F-35 che garantisca prevedibilità e stabilità nel processo produttivo recuperando il deficit di aeromobili accumulato nell’ultimo anno durante la pandemia di COVID-19.

Con questo accordo, Lockheed Martin prevede di consegnare 133-139 velivoli entro quest’anno, 151-153 velivoli nel 2022 e prevede di consegnare 156 velivoli a partire dal 2023 e per il prossimo futuro. L’azienda aerospaziale americana non ha detto quante di ciascuna variante verranno consegnate con questa nuova pianificazione. Tuttavia il Pentagono non ha ancora dichiarato la “produzione a pieno ritmo”, a causa dei ritardi sull’integrazione dell’F-35 con il Joint Simulation Environment, che agevolerebbe la stipula di contratti di approvvigionamento pluriennali a condizioni economiche più vantaggiose e che potrebbero ridurre ulteriormente i costi del programma.

I funzionari della difesa statunitense hanno affermato che l’obiettivo pre-pandemia era di raggiungere consegne per 155 aerei all’anno entro la fine del 2022, ma Lockheed Martin, anche senza mai sospendere la produzione, ha consegnato 120 F-35 nel 2020, contro i 141 previsti, e ha ridotto la produzione prevista quest’anno da 169 a 139.

Nel frattempo l’US Air Force e l’US Marine Corps hanno iniziato ad ordinare nuove macchine, rispettivamente 9  modelli A e 6 modelli B, del Lotto 15 che fino al Lotto 17 includono i primi velivoli con il software Block 4 con capacità nuove e più complesse.