MiG-29 Slovacchi
@ Aviation Report / Andrea Avian

Siamo andati in Slovacchia per volare con gli ultimi MiG-29AS Fulcrum della Slovak Air Force

La guerra tra Russia ed Ucraina ha portato, tra le altre varie conseguenze, ad una drastica accelerazione nei tempi previsti per la sostituzione dei mezzi di fabbricazione sovietica ancora in servizio presso i paesi NATO una volta membri del Patto di Varsavia.

A questo ha contribuito sia l’ulteriore compromissione dei rapporti con la Russia e il bombardamento di Mosca di fabbriche di parti di ricambio per MiG e Sukhoi presenti in territorio ucraino, sia la dimostrazione sul campo dell’inadeguatezza tecnica ed operativa dei vecchi MiG nel contrastare velivoli più moderni come i Sukhoi Su-30 e Su-35.

Le previsioni originarie per i vari paesi NATO ancora utilizzatori di velivoli prodotti in Russia, erano di sostituire, chi prima chi dopo, i loro velivoli tra il 2024 e il 2028, con la sostituzione di questi con gli F-16 Block 70, Rafale o F-35.

La Romania è stata la prima ad accelerare i tempi, con la messa a terra dei suoi due gruppi di volo su MiG-21 LanceR il 15 Aprile 2022. Il programma era di sostituirli man mano che fossero arrivati gli F-16 di seconda mano ceduti dalla Norvegia, ma ufficialmente per scarsa sicurezza, dopo l’incidente del 2 marzo scorso che ha visto la perdita della vita di 8 persone dopo l’incidente ad un MiG-21 della base di MiHail Kolganiceanu e dell’equipaggio dello IAR 330 decollato in suo soccorso, la Romania ha deciso di anticiparne il ritiro dal servizio, forte anche del fatto che la sua difesa aerea viene garantita nel frattempo dai vari contingenti NATO, tra cui gli EF-2000 italiani.

Ma siccome i tempi di consegna non si sono ridotti dopo l’annuncio di sospendere le operazioni dei MiG-21, il 25 maggio la Romania ha annunciato la reintroduzione in servizio dei LanceR fino al mese di aprile 2023.

La Cecoslovacchia ricevette 24 MiG-29 verso la fine degli anni ’80 e nel 1993, con la divisione in Repubblica Ceca e Slovacchia, i 24 MiG-29 vennero suddivisi in parti eque tra le due nazioni. Tra il 2005 ed il 2008 i 12 MiG della Slovak Air Force (Vzdušné sily Slovenskej Republiky) furono sottoposti ad un programma di aggiornamento per estenderne la vita operativa di ulteriori 10 anni, presso lo stabilimento di Trencin.

MiG-29 Slovacchi

Questo aggiornamento agli standard NATO venne operato in stretta collaborazione con la RSK MiG, BAE Systems e Rockwell Collins e garantiva l’adeguamento agli standard ICAO grazie all’inclusione negli equipaggiamenti dell’aereo di sistemi d’avanguardia di produzione russa ed occidentale.

Tali aggiornamenti includevano nuovi sistemi di avionica per navigazione ed atterraggio (VOR/ILS/MKR), sistema TCAN AN/ANR-153(V), radio AN/ARC-210VHF/UHF, antenne IFF, navigatore satellitare Rockwell Collins MAGR, transponder system BAE VAPX-113(V), nuove luci anti-collisione aggiornate agli standard ICAO.

Dopo l’upgrade i MiG-29 di Bratislava ricevettero la denominazione AS per i monoposto e UBS per i biposto (S sta per Slovak) e potevano operare senza limitazioni all’interno delle missioni NATO. I nuovi sistemi di identificazione permettevano quindi di classificare i bersagli senza dover essere guidati dalla guida caccia a terra.

L’inclusione nell’avionica di nuovi sistemi di navigazione e display multifunzionale permettevano di raffigurare la navigazione e la missione pianificata agevolando il lavoro del pilota. Inoltre il vecchio sistema metrico della strumentazione di epoca sovietica fu sostituito da quello in unità imperiali (miles, feet and pounds).

Allo scoppio delle ostilità tra Russia e Ucraina, dei 12 MiG-29 originari, l’aeronautica militare slovacca ne aveva ancora in servizio forse quattro in condizioni operative. Anche qui i programmi iniziali erano di tenerli in servizio fino all’arrivo degli F-16 Block 70 previsto per il 2024, ma la carenza di parti di ricambio e l’appoggio della NATO per la tutela dello spazio aereo, hanno portato la Slovacchia a deciderne il ritiro proprio negli ultimi giorni del mese di Agosto 2022, con una cerimonia che si è tenuta il 28 agosto durante la manifestazione aerea SIAF 2022 che ha visto anche la firma dell’accordo con la Polonia e la Repubblica Ceca che difenderanno lo spazio aereo della Slovacchia.

Le intenzioni, ancora da ufficializzare, come abbiamo già scritto la scorsa settimana sarebbero quelle di trasferire i MiG-29 della Slovenia all’ Ucraina, nella speranza di ottenere un’accelerazione nella consegna dei nuovi F-16. Come ci aveva riferito in una chiacchierata amichevole il Col. Tibor Zsàmboki, ultimo comandante dei MiG-29 ungheresi “…. ad oggi il MiG-29 va bene solo per gli airshow, ma se devo andare in guerra, preferisco un Gripen”.

Nel frattempo, durante l’attesa della fornitura dei nuovi 14 F-16 Block 70, come abbiamo detto lo spazio aereo slovacco verrà protetto, a partire dal 1 Settembre 2022, dagli F-16 polacchi e dagli JAS 39 Gripen della Repubblica Ceca, in accordo con le operazioni NATO di Air Policing, con la possibilità per questi di trovare accoglienza presso l’aeroporto di Sliac, in Slovacchia, Ovviamente questa sarà una soluzione temporanea, che si concluderà non appena la Slovacchia tornerà Combat Ready sui nuovi F-16 Block 70.

Testo e immagini: Aviation Report / Andrea Avian

Seguiteci anche sul nostro canale Telegram.