Le nazioni europee della NATO senza il jet da combattimento F-35 di quinta generazione dovrebbero modellare le loro flotte per integrare gli aerei sviluppati dagli Stati Uniti nelle operazioni future, secondo un rapporto commissionato dal Comando europeo degli Stati Uniti. L’analisi, condotta dal think tank della Rand Corporation e pubblicata il 22 ottobre 2020, attribuisce un vantaggio così vitale alle caratteristiche stealth e sensor-fusion dell’F-35 che il jet sarebbe l’unico velivolo adatto per un contatto iniziale con le forze russe in un eventuale conflitto. Le raccomandazioni del rapporto si basano sull’ipotetica premessa di un accaparramento di terre da parte della Russia sul fianco orientale dell’Alleanza Atlantica.

Secondo il report della Rand Corporation, le nazioni europee che hanno già firmato per il jet della Lockheed Martin dovrebbero affinare le loro tattiche per affrontare un ipotetico scenario di conflitto con la Russia, e i paesi con velivoli meno avanzati dovrebbero sforzarsi di massimizzare la loro capacità di completare tale operazione.

Per il momento, tra i 30 paesi NATO, solo il Regno Unito, i Paesi Bassi, la Danimarca, la Norvegia, il Belgio e l’Italia sono attualmente impegnati in diverse fasi di acquisizione/utilizzo degli aerei F-35 e a questo elenco si dovrebbero aggiungere il Canada e la Polonia e forse più avanti la Spagna a caccia del sostituto degli Harrier della Armada Espanola. Ad un livello inferiore a questi paesi, agli occhi degli analisti della Rand, sono poste ad esempio nazioni come la Germania, la Spagna o la Francia le cui flotte di Eurofighter e di Rafale, rispettivamente, hanno sensori abbastanza avanzati da essere considerati velivoli di “quarta generazione +”. Per altri paesi come la Grecia, Portogallo, Croazia, ecc…. il vero problema è il budget.

La Russia potrebbe sfruttare uno squilibrio regionale nelle forze di terra alleate per occupare una parte del territorio della NATO” – (molto probabilmente l’area geografica dei paesi Baltici) – “e impiegare le difese aeree per allontanare le forze aeree alleate trasformando così l’atto in un fatto compiuto simile a quello visto in Crimea, dividendo politicamente la NATO così da invocare negoziati“, riporta il documento.

La capacità dei caccia europei di quinta generazione di penetrare le difese aeree russe e di apportare significativi contributi al combattimento dalle prime ore del conflitto molto probabilmente sfiderebbe la logica alla base di questo scenario, migliorando la deterrenza ed aumentando i rischi per i russi associati a questo approccio.” Le forze della NATO avrebbero il sopravvento nella capacità di combattimento aereo, mentre Mosca avrebbero il sopravvento nella capacità delle forze di terra.

L’analisi della Rand Corporation copre solo una dimensione in un potenziale confronto con la Russia. Anche le risorse aeree e navali e le armi cibernetiche per la guerra informatica modellerebbero il campo di battaglia in modo potenzialmente imprevedibile e che potrebbero annullare il vantaggio tecnologico dell’avversario.

Il problema per gli aerei di quarta generazione delle nazioni europee, mancanti di capacità stealth, sarebbe l’incapacità di avvicinarsi abbastanza ai bersagli senza essere abbattuti da sofisticate armi di difesa aerea. Tuttavia dobbiamo ricordare anche che ad oggi gli aerei stealth di quinta generazione F-35 operativi in Europa sono veramente pochi, meno di 100. Questi dovrebbero raddoppiare entro il 2025 ed essere affiancati almeno da un gruppo di volo americano di F-35A rischierato permanentemente nel Regno Unito sotto il 48th Figher Wing.

Quindi la chiave per ottenere il meglio dal mix di aeromobili di quarta e quinta generazione del vecchio continente è sviluppare le flotte pensando a una maggiore interoperabilità. In questo senso, gli aerei da combattimento non stealth, che in genere possono trasportare più armi dell’F-35, hanno ancora un ruolo importante da svolgere dopo che i caccia più avanzati hanno eliminato qualsiasi minaccia a terra. “Gli aerei di quarta generazione, i sistemi terrestri e marittimi dovranno essere in grado di ricevere informazioni dagli F-35, e dare priorità agli investimenti che consentono agli aerei di quarta generazione e ad altre piattaforme di integrare le capacità uniche dell’F-35.

Le nazioni europee stanno studiando due versioni di un caccia di sesta generazione per il combattimento aereo, ovvero il progetto Tempest (guidato dal Regno Unito) e il Future Combat Air System (guidato da Francia e Germania). Queste idee di aeromobili dovrebbero entrare in servizio intorno al 2040 il che li pone al di fuori dell’ambito dell’analisi della Rand Corporation. Ad ogni buon conto lo sviluppo di nuove tecnologie e il loro impiego sui caccia di quarta di generazione+, per essere integrati con l’F-35, non sarà immediato e si protrarranno per i prossimi 10/15 anni quando ormai si sarà vicini alla messa in linea dei caccia di sesta generazione che basano il loro utilizzo su nuovi paradigmi operativi.

Raccomandazioni finali dell’analisi di Rand Corporation

  • Dare priorità agli investimenti che consentono agli aerei di quarta generazione e ad altre piattaforme di integrare le capacità uniche dell’F-35. Gli aerei di quarta generazione e i sistemi terrestri e marittimi devono essere in grado di ricevere informazioni sul campo di battaglia dall’F-35. Altre aree di necessità includono l’aggiornamento dei radar degli aerei e lo stoccaggio di munizioni.
  • Preparare le flotte di quinta generazione in tutta la NATO per intraprendere operazioni all’interno del raggio delle difese aeree più sofisticate della Russia con la soppressione della difesa aerea nemica. Gli addestratori dovrebbero simulare le capacità dell’F-35 mentre le esercitazioni dovrebbero essere caratterizzate da simulatori di minacce realistiche e jammer elettronici. Dovrebbero essere sviluppati concetti operativi per tracciare, ingaggiare e distruggere formazioni corazzate in movimento.
  • Istituire addestramenti combinati di routine ed esercitazioni per formazioni multinazionali, anche con l’F-35. Per la coesione operativa, le forze aeree della NATO dovrebbero perseguire l’addestramento sintetico, istituire un centro per la guerra aerea e sfruttare eventi come la Red Flag degli Stati Uniti.
  • Impegnarsi per un maggiore livello di disponibilità degli aerei da combattimento. Per migliorare i livelli di disponibilità, le forze aeree della NATO dovrebbero investire nel miglioramento dell’allocazione dei pezzi di ricambio e delle scadenze di manutenzione sia per le flotte di F-35 che per quelle di quarta generazione.
  • Aggiornare le politiche e le procedure dei programmi nazionali e dell’F-35 per consentire alle forze aeree statunitensi ed europee di migliorare la collaborazione per l’addestramento e le operazioni. Sarà necessaria un’attenzione di alto livello per perseguire una politica di interoperabilità dell’F-35 sulla condivisione delle informazioni che bilanci le legittime esigenze di sicurezza senza limitare la cooperazione. La collaborazione potrebbe essere facilitata attraverso collegamenti permanenti a livello di squadrone o di gruppo.

Lo studio completo della RAND Corporation che è possibile leggere cliccando qui risulta essere molto interessante per capire un eventuale sviluppo degli scenari europei nei prossimi anni, ma naturalmente tende a promuovere anche il caccia F-35 come unica soluzione ad un eventuale conflitto con la Russia che attualmente però non mette in campo realmente nessun caccia di quinta generazione, se non entro il 2028 grazie all’acquisto dei primi 76 caccia stealth SU-57.

 

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