Ryanair si muove tra il record di agosto e l’inverno all’insegna della prudenza. I dati sul traffico diffusi da Ryanair delineano un quadro chiaroscuro per il gigante dei cieli europeo. Da un lato una stagione estiva record che continua a macinare numeri importanti, dall’altro un ridimensionamento strategico dell’operatività invernale per fronteggiare il caro carburante con la fiammata dei prezzi del carburante.
I numeri di agosto: domanda solida e riempimento al 96%
Ad agosto la compagnia ha trasportato 22,2 milioni di passeggeri, segnando un incremento del +6% rispetto ai 21,0 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente. Il Load Factor (il fattore di riempimento degli aeromobili) si conferma ai vertici del settore, attestandosi al 96%. Inoltre, si prevede che il traffico durante il periodo estivo da aprile a ottobre crescerà di oltre il 5%.
Il risultato è stato ottenuto nonostante circa 400 voli cancellati a causa dell’attività eruttiva dell’Etna, su un totale di oltre 120.500 voli operati nell’arco del mese. Su base annua, il traffico totale sale così a 214,4 milioni di passeggeri (+5%).
Strategia invernale: taglio del target FY27 da 216m a 214m
Nonostante il trend positivo del periodo estivo (aprile-ottobre), stimato in crescita di oltre il 5% fino a 145 milioni di passeggeri, la compagnia ha annunciato una revisione al ribasso delle proprie stime globali per l’anno fiscale FY27. Il target complessivo di passeggeri scende da 216 a 214 milioni per il caro carburante.
La causa è da ricercarsi nella forte volatilità dei mercati energetici. Mentre l’80% del fabbisogno di carburante per il FY27 è coperto a un prezzo vantaggioso di circa 67 dollari al barile, la quota non coperta deve fare i conti con prezzi spot del carburante schizzati a circa 140 dollari al barile. Più del doppio del prezzo al quale la compagnia aerea si è assicurata la maggior parte del proprio fabbisogno di carburante.
La copertura del rischio consente alle compagnie aeree di bloccare i prezzi in anticipo, limitando la loro esposizione in caso di forti aumenti dei prezzi del petrolio. Per evitare di operare voli in perdita durante i mesi invernali (da novembre a marzo), storicamente meno redditizi, Ryanair ridurrà preventivamente la propria capacità. L’operazione mira a contenere le perdite del programma invernale per un ammontare compreso tra 70 e 100 milioni di euro.
Caro carburante: aumento dei biglietti all’orizzonte in Europa?
La compagnia aerea considera il suo prezzo del carburante relativamente basso e bloccato come un vantaggio competitivo rispetto ai vettori che sono entrati nell’attuale crisi del carburante con una quota maggiore del loro fabbisogno non coperto da strumenti di hedging.
Il messaggio inviato dal management di Ryanair evidenzia anche le possibili ricadute sull’intero settore del trasporto aereo europeo. Se i prezzi del petrolio dovessero mantenersi su questi livelli anche nella prima metà del prossimo anno, l’aumento dei costi operativi si rifletterà inevitabilmente sulle tariffe aeree dei voli a breve raggio.
In questo contesto, le compagnie aeree con strategie di copertura del rischio meno solide o con bilanci più fragili rischiano di trovarsi in forte difficoltà durante la prossima stagione fredda, riducendo ulteriormente la capacità complessiva del mercato europeo.
Il forte aumento dei costi del carburante è seguito alla guerra con l’Iran e alle perturbazioni dei mercati energetici globali, esercitando nuove pressioni su un settore per il quale il carburante rappresenta già una delle maggiori voci di spesa operativa. L’effetto può variare significativamente tra le compagnie aeree a seconda della quantità di carburante coperta dalle polizze di hedging, dei prezzi bloccati e della data di scadenza di tali contratti.


