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Russia: il drone d’attacco SU-70 Okhotnik sarebbe stato testato per la prima volta con missili aria-aria

Sukhoi-SU-70-Okhotnik-B-3 (@ Russian MoD)

Come avevamo già riportato nel mese di settembre, a margine del Forum militare e tecnico internazionale Army 2020, organizzato vicino a Mosca, una fonte industriale aveva confermato all’agenzia Tass che il drone pesante da combattimento stealth Su-70 Okhotnik avrebbe avuto un altro ruolo. “Secondo il concetto di utilizzo proposto dal ministero, l’Okhotnik, con le sue armi a lungo raggio, verrà utilizzato per intercettare gli aerei nemici. Vale a dire, attaccherà bersagli aerei prima che si avvicinino alla zona aerea da difendere”, aveva assicurato la fonte alla TASS.

Ora secondo l’agenzia di stampa russa RIA Novosti per la prima volta le forze aeree russe avrebbero effettivamente condotto una serie di voli del drone d’attacco pesante Okhotnik nel ruolo di caccia-intercettore con missili aria-aria simulati. Come abbiamo riportato più volte su Aviation Report, in precedenza, l’Okhotnik aveva già effettuato diversi voli ma solo per valutare le sue qualità di volo, il funzionamento dei principali sistemi di bordo e il teaming con il caccia stealth di quinta generazione SU-57.

Il Ministero della Difesa della Russia aveva anche indicato che la missione principale di questo nuovo UCAV sarebbe quella di svolgere missioni di intelligence, ricognizione e sorveglianza, potendo contare su una suite di sistemi elettro-ottici, sistemi a infrarossi e sistemi SIGINT. Le dimensioni del velivolo indicherebbero effettivamente anche la possibilità di trasportare dell’armamento in una stiva interna.

Grazie alle sue capacità stealth potrebbe essere quindi utilizzato per penetrare spazi aerei altamente difesi, non rilevato, ed eseguire ad esempio i primi attacchi di precisione come la soppressione della difesa aerea nemica durante la fase di apertura di un eventuale conflitto su larga scala. L’Okhotnik era stato presentato ufficialmente alla mostra internazionale della difesa Army 2019 fuori Mosca alla fine di giugno dello scorso anno.

Ora sebbene i dettagli esatti dei test non siano ancora noti, da quanto riportato dal media russo, i voli sarebbero stati condotti dal campo di addestramento di Ashuluk, con dei simulatori funzionali di missili aria-aria guidati. I simulacri dei missili avrebbero trasportato vere teste di ricerca a infrarossi e radar e l’elettronica associata, ma senza motore e testata bellica.

Il poligono di Ashuluk si trova a circa 130 km a nord di Astrakhan, nel sud-ovest della Russia, ed è gestito dal 185th Combat Training and Combat Application Center, che ha il compito di addestrare le forze aerospaziali e le unità di difesa aerea russe. La sua missione include le simulazioni di combattimento, con inclusi velivoli aggressori, e la riproduzione dell’ambiente moderno di guerra elettronica.

Questi voli permetteranno quasi sicuramente di valutare l’accoppiamento dell’avionica del drone con i sistemi di guida missilistica del velivolo Su-57. Il primo volo in teaming tra il Su-57 e il drone pesante Su-70 era avvenuto il 27 settembre 2019 e in quella occasione il drone aveva manovrato in volo in modalità automatizzata ad un’altitudine di circa 1.600 metri. Il volo Manned-UnManned Teaming (MUM-T) era durato circa 30 minuti per testare l’estensione del radar del caccia e la gamma di designazione dei bersagli per le armi a lungo raggio lanciate al di fuori della copertura della difesa aerea nemica. Praticamente l’Okhotnik era servito da “amplificatore di sensori” per il SU-57, volando con il caccia e usando i suoi sensori di bordo per fornire informazioni al pilota.

A priori e sulla carta, non c’è dubbio che il Su-70 possa impegnarsi in combattimenti aerei ravvicinati puntando a bersagli aerei in modalità BVR – Beyond Visual Range guidato dal Su-57 il cui pilota avrebbe la responsabilità del lancio dei missili. Tuttavia, questo porrà lo sviluppo della capacità di identificare con certezza i possibili obiettivi.

In futuro l’Okhotnik dovrebbe essere in grado di operare non solo in tandem con un caccia con equipaggio, ma anche di operare in maniera autonoma e come parte di un gruppo più ampio di velivoli anche di varianti diverse per colpire bersagli terrestri o per sopprimere i sistemi missilistici antiaerei del sistema di difesa aerea del nemico, interagendo insieme ad altre piattaforme future o già in servizio con le forze armate come “loyal wingman”.

Come già anticipato il 5 agosto 2020, le consegne in serie del nuovo drone stealth pesante Unmanned Combat Air Vehicle (UCAV) SU-70 Okhotnik-B (Hunter-B), sviluppato dalla Sukhoi Aircraft Company, alle forze aeree russe inizieranno nel 2024, aveva riferito il capo della United Aircraft Corporation (UAC) Yuri Slyusar al presidente russo Vladimir Putin.

A prima vista, il SU-70 Hunter-B, le cui prime immagini erano state pubblicate a gennaio 2019 via social media russi, ha una forma simile all’UCAV americano X-47B, prodotto dalla Northrop Grumman. L’Okhotnik sfrutta la tecnologia stealth e il design dell’ala volante, senza derive, e ha un peso al decollo di 20 tonnellate. Il drone è spinto da un motore a reazione in grado di sviluppare una velocità di circa 1.000 km/h. Fonti russe hanno indicato che il Sukhoi SU-70 sarebbe costruito con materiali compositi e rivestimenti radar assorbenti rendendolo praticamente invisibile e con una bassa emissione di calore tracciabile agli infrarossi.

Come detto le dimensioni del velivolo indicherebbero anche la possibilità di trasportare dell’armamento in una stiva interna. Grazie alle sue capacità stealth potrebbe essere utilizzato per penetrare spazi aerei altamente difesi, non rilevato, ed eseguire ad esempio i primi attacchi di precisione come la soppressione della difesa aerea nemica durante la fase di apertura di un eventuale conflitto su larga scala. Sulla base delle immagini rilasciate si può ritenere che il SU-70 Hunter-B abbia un peso di circa 20 tonnellate e un’apertura alare di circa 15 metri. Il velivolo potrebbe utilizzare una versione del motore Saturn AL-31, lo stesso usato dai caccia come il SU- 30MKI e SU-27.

Nel prossimo futuro potremmo vedere un complesso sistema di combattimento aereo russo, composto dal SU-57 Felon e dai droni da combattimento Okhotnik e Grom, operare in una Air Combat Cloud sulla falsariga del concetto in via di sviluppo per il FCAS europeo e il Tempest inglese. Il cloud da combattimento si interfaccerà quindi con velivoli di supporto aereo, con velivoli di quarta generazione e con unità navali e terrestri.

Redazione di Aviation Report: Dalla redazione di Aviation Report // From editorial staff

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