missile Kh-31P su caccia Su-35S russo
@ Russian MoD

La Russia arma il Su-35S per le operazioni SEAD sull’Ucraina. Questo potrebbe segnalare una prossima grande offensiva contro Kyiv?

Gli aerei da combattimento Sukhoi Su-35S “Flanker-E” delle forze aerospaziali russe (VKS) hanno iniziato a volare in missioni di soppressione delle difese aeree nemiche (SEAD/DEAD) sull’Ucraina nel tentativo di neutralizzare e dare il colpo finale alla rete di difesa aerea di Kyiv [Kiev] che si sta dimostrando un osso duro da abbattere.

Le missioni SEAD – Suppression of Enemy air Defenses e quelle DEAD – Destruction Enemy Air Defense si riferiscono ad azioni militari volte a sopprimere le difese aeree nemiche di superficie, che includono non solo missili terra-aria (SAM) e artiglieria antiaerea (AAA), ma anche sistemi interconnessi come radar di allerta precoce e comando e controllo e le funzioni di comunicazione (C3), nonché l’identificazione e il targeting di obiettivi per gli aerei da attacco.

Distruggere o interrompere la difesa aerea di un nemico è stato a lungo al centro di qualsiasi campagna aerea perché consente la superiorità/supremazia aerea per proteggere le forze e consentire libertà di movimento. Senza un’efficace soppressione della difesa aerea nemica, tutte le altre attività congiunte in una campagna comportano un grado di rischio elevato. Storicamente, dal 15% al ​​30% del totale delle sortite volate ha il compito di condurre missioni SEAD supportando gli effetti strategici di deterrenza, prevenzione e difesa. Di solito vengono lanciate nei primi giorni di un conflitto per poi proseguire ad un ritmo ridotto per il resto dei combattimenti.

L’emergere di nuove minacce tradizionali e non tradizionali, come i missili  SAM – Surface to Air a lunghissimo raggio, le piattaforme aeree a bassa osservabilità e gli attori del dominio cyber stanno creando sistemi di difesa aerea sempre più complessi e robusti, come gli ormai noti a tutti S-300 o S-400 russi che abbinati a reti di comando e controllo integrate e ridondanti, a zone di ingaggio sovrapposte e alla capacità di orchestrare la difesa su più domini hanno cambiato drasticamente l’ambiente SEAD.

Sostanzialmente la missione SEAD/DEAD può essere fatta risalire alla guerra del Vietnam, quando l’esercito del Vietnam del Nord aveva istituito sistemi di difesa aerea integrati altamente efficaci incentrati sul missile SA-2 Guideline di fabbricazione sovietica. A quel tempo, l’US Air Force doveva rispondere rapidamente alla minaccia di questi missili e la sua risposta fu quella di introdurre una serie di nuove armi e attrezzature per la guerra elettronica, nonché tattiche avanzate per neutralizzare i siti SA-2. Queste tattiche hanno portato ai famosi velivoli “Wild Weasel” e allo sviluppo della missione SEAD/DEAD che sopravvive ancora oggi.

In occidente le missioni SEAD e DEAD vengono svolte da velivoli appositamente sviluppati per la guerra elettronica e l’attacco elettronico oppure configurati per questo tipo di missione. Attualmente gli Stati Uniti utilizzano i tuttofare Fightning Falcon nella versione F-16CJ e gli EA-18G Growler. In Europa, Germania e Italia utilizzano una versione del potente Tornado denominata ECR – Electronic Combat and Reconnaissance.

Le immagini dell’ultimo video rilasciato lo scorso 7 marzo dal Ministero della Difesa della Federazione Russa mostrano i Su-35 armati con missili anti-radiazioni Kh-31PM Zvezda/Tactical Missile Corporation. Secondo un rapporto di accompagnamento dell’agenzia di stampa Zvezda, i jet sono attualmente impegnati nelle missioni di combattimento sull’Ucraina.

Le immagini mostrano una coppia di Su-35S in partenza per una missione di combattimento, con uno dei due jet armato con due armi Kh-31P, oltre a missili aria-aria R-77-1 e R-73 e l’altro configurato solo per operazioni aria-aria per la scorta all’altro aereo. Il filmato in seguito mostra il primo Su-35S tornare alla base con un solo Kh-31PM a bordo, segno del lancio dell’arma forse per la distruzione di uno dei sistemi di difesa aerea più temibili dell’Ucraina, l’S-300.

Il Kh-31P (NATO AS-17 Krypton) è un missile anti-radiazioni supersonico (mach 3) a medio raggio che utilizza uno scramjet con un booster integrato per raggiungere un’elevata velocità supersonica. È stato progettato per distruggere i radar dei sistemi SAM a medio e lungo raggio, i radar di controllo delle operazioni aeree e i radar di allerta precoce e rappresenta quindi una risorsa ideale per neutralizzare bersagli come i sistemi di difesa aerea S-300 e BuK-M1 puntando sulle loro emissioni radar.

Il missile è in grado di effettuare la ricerca in una varietà di modalità, inclusa la ricerca automatizzata e il controllo esterno e può intraprendere manovre evasive di pull-up fino a 10 g se venisse rilevato dal radar nemico. Questi missili tuttavia non sono adatti per contrastare i sistemi di difesa aerea portatili quali i Manpads Igla e Stinger che utilizzano la guida a infrarossi anziché radar e che allo stato di fatto rappresentano la principale minaccia per gli aerei e gli elicotteri russi perché molto difficili da rilevare.

D’altra parte, l’R-73 (NATO AA-11 Archer) è un missile a infrarossi a ricerca di calore a corto raggio che può essere lanciato utilizzando un mirino montato sul casco visore (HMS), che consente ai piloti di contrassegnare i bersagli semplicemente osservandoli. L’R-73 è un missile molto agile e con elevate capacità di combattimento, anche se molti analisti lo ritengono inferiore agli equivalenti missili occidentali AIM-9X o ASRAAM.

L’R-77-1 (NATO AA-12 Adder), invece, è un missile a ricerca radar attivo a medio raggio (BVR), il che significa che ha un piccolo sistema che invia impulsi radar per rilevare il bersaglio e quindi utilizza tali informazioni per puntare su di esso. Può essere lanciato anche durante manovre di combattimento ad angoli di attacco molto elevati. Anche in questo caso le prestazioni sarebbero inferiori agli equivalenti AIM-120D o Meteor. Questo missile era stato precedentemente avvistato in Siria, su un aereo Su-35S, dove Mosca sostiene il regime di Bashar al Assad nella guerra in corso con i gruppi jihadisti.

Zvezda e il Ministero della Difesa non hanno identificato la base o l’unità delle forze aeree coinvolte, ma l’analisi delle immagini indica che è stato girato nella base aerea di Baranovichi in Bielorussia, dove il 23° reggimento dell’aviazione da combattimento è stato schierato a gennaio per partecipare all’esercitazione Allied Resolve 2022 di febbraio che poi si è tramutata nella forza di invasione dell’Ucraina.

I resti dei missili Kh-31P sono stati identificati in alcune immagini rilasciate dalle forze armate dell’Ucraina e pubblicate sui social media, sia nel centro di Kiev il 24 febbraio sia vicino alla città orientale di Kramatorsk il 6 marzo. La presenza di queste armi sofisticate e di precisione a bordo di uno dei migliori aerei da combattimento della Russia potrebbe indicare che Mosca rimane determinata a distruggere tutte le difese aeree a terra dell’Ucraina e a regnare in lungo e in largo per il paese con una resistenza ridotta.

Attualmente la famiglia di velivoli da combattimento Flanker che include i caccia Su-27 nonché i caccia multiruolo Su-30 e Su-35, costituisce la linea da combattimento principale dell’aviazione militare russa con circa 350 velivoli nella flotta. Inoltre, ci sono circa 32 velivoli Su-33 dell’aviazione navale russa. A causa dei ritardi e degli alti costi del Su-57, la Russia continuerà a procurarsi caccia di 4++ generazione (cioè non stealth) della famiglia Flanker nei prossimi anni, soprattutto i caccia Sukhoi Su-35S Flanker-E e i bombardieri Su-30SM2 Flanker-H, un caccia da attacco biposto simile nel concetto all’americano F-15E Strike Eagle.

SU-35S Flanker-E
SU-35S Flanker-E @ Archivio Aviation Report / Andrea Avian

Il Su-35S ha ricevuto il battesimo del fuoco nel 2015, nel corso della partecipazione russa alla guerra civile siriana e al 2020, è in servizio attivo in 98 esemplari nelle forze aerospaziali russe. Il Su-35S è un caccia di alto livello di 4++ generazione con eccellenti caratteristiche di agilità e carico utile grazie ai suoi potenti motori, con una super-manovrabilità in combattimento, alta velocità supersonica e lungo raggio, un’ampia gamma di armamenti che possono essere utilizzati, un moderno sistema di guerra elettronica multicanale e un’alta sopravvivenza in combattimento.

Tra le qualità di questo moderno caccia però manca di un radar di tipo AESA, più potente e più resistente ai disturbi. Il Su-35S è infatti equipaggiato con il radar Irbis-E che oltre ad avere scarse prestazioni di scoperta radar, tracciamento e inseguimento dei bersagli è vulnerabile al jamming delle moderne suite EW. Combinato con missili sostanzialmente a corto o medio raggio, il Su-35 si trova in uno svantaggio significativo nel combattimento BVR soprattutto contro un eventuale avversario equipaggiato con un radar AESA che offre non solo una portata superiore, ma è anche altamente resistente ai disturbi del sistema di guerra elettronica L-175V Khibiny del Su-35S.

Con un velivolo pari classe o inferiore naturalmente il Su-35S da il meglio di se come tra la notte del 4 e 5 marzo durante la quale si sarebbe svolta una battaglia aerea nei cieli ucraini con i Su-27 di Kiev che hanno avuto la peggio con quattro velivoli abbattuti.

Photo credits: Russian MoD, Archivio Aviation Report / Andrea Avian

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