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La Royal Air Force pianifica future operazioni stradali o in ambienti operativi austeri e degradati per i propri Eurofighter e F-35B

@ Aviation Report / Gianluca Vannicelli

La Royal Air Force britannica ha in programma di dimostrare che gli Eurofighter Typhoon FGR4 e i Lockheed Martin F-35B possono operare dalle strade come parte di una strategia operativa “distribuita”, ha dichiarato un comandante alla rivista Aviation Week il 13 giugno scorso. Le dimostrazioni dovrebbero svolgersi entro il prossimo anno sia in Finlandia che nel Regno Unito, ha dichiarato l’Air Marshal Harvey Smyth, Air and Space Commander della RAF, a margine della Global Air and Space Chiefs Conference di Londra.

Le dimostrazioni degli Eurofighter si svolgeranno entro un paio di mesi sulle autostrade finlandesi, ha affermato Smyth. A differenza del Regno Unito e di altri alleati della NATO, la Finlandia si esercita abitualmente a gestire la sua flotta di F/A-18 Hornet dalla sua rete di autostrade nazionale. Con le future esercitazioni il Regno Unito potrà sfruttare l’infrastruttura esistente della Finlandia.

Il piano per organizzare le operazioni stradali con l’F-35B, invece, è ancora in fase di sviluppo, ha affermato Smyth, ma probabilmente avrà luogo nel Regno Unito. La RAF prevede di predisporre delle coperture in alluminio lungo una striscia di strada lunga fino a 1.500 piedi, consentendo così agli F-35B di eseguire brevi decolli e atterraggi verticali senza danneggiare la strada sottostante, ha aggiunto Smyth.

Entrambe le dimostrazioni fanno parte di uno sforzo più ampio per rendere l’addestramento della RAF il più realistico e rilevante possibile nell’ambito del combattimento aereo moderno. I paesi nordici come la Finlandia e la Svezia praticano abitualmente decolli ed atterraggi da piste non preparate e con pochi supporti, quali tratti della rete autostradale, per disperdere le loro forze rispetto alle principali basi operative, con il presupposto che un attacco russo potrebbe paralizzare la maggior parte delle infrastrutture stazionarie entro poche ore dall’inizio di una guerra.

Tali modelli operativi di redistribuzione dei velivoli sono stati utilizzati anche da diversi paesi membri della NATO durante la Guerra Fredda. Ma negli ultimi anni i costi aggiuntivi imposti da tale strategia, inclusa la necessità di ulteriori ricambi e manutentori addestrati, hanno spinto molte forze aeree a concentrarsi sull’ottimizzazione dell’efficienza delle principali basi operative, con anche un aumento dei costi di tali operazioni legati alla crescente sofisticazione degli aerei di prima linea, come i Typhoon e gli F-35B.

Le dimostrazioni avranno lo scopo di rivelare eventuali lacune nella capacità della Royal Air Force di operare lontano dalle sue principali basi operative per brevi periodi, ha affermato Smyth.” Il mio intero approccio è stato: se non lo provi, non sai dove sono i buchi”, ha detto Smyth alla conferenza. D’altra parte, la dispersione dei jet rimane uno strumento molto utile che possiamo aspettarci che la RAF, e altre forze aeree, metterà in pratica maggiormente in futuro.

@ Aviation Report / Gianluca Vannicelli

Come è noto, la Royal Air Force aveva già operato in questo scenario con il caccia Harrier, per il quale era stata sviluppata un’intera dottrina basata sulle operazioni da zone e piste austere nell’Europa centrale, da utilizzare in un potenziale conflitto con il Patto di Varsavia. I piani della RAF per un ritorno a questo tipo di operazioni, o almeno per dimostrazioni di queste, erano emerse nel 2021. All’epoca la RAF annunciò l’intenzione di intraprendere esercitazioni durante le quali i velivoli avrebbero operato da aeroporti civili e, potenzialmente, da tratti autostradali.

Un esempio di queste esercitazioni fu la Expeditionary Combat Support Event svolta a Pantelleria nel 2021 con la nostra Aeronautica Militare. Questo addestramento ha offerto ai piloti italiani e britannici di F-35B l’opportunità di dimostrare la capacità di proiettare la potenza di combattimento dei velivoli di quinta generazione in ambienti operativi austeri e degradati.

Le tattiche che utilizzano atterraggi e decolli su piste brevi assicurano che gli utilizzatori della versione STOVL dell’F-35 possano essere in grado di operare in qualsiasi luogo, anche quelli che sono stati danneggiati dal combattimento o zone nel mondo che semplicemente non possiedono le infrastrutture dei tradizionali aeroporti. La capacità di eseguire operazioni di volo utilizzando il decollo corto e atterraggio verticale dell’F-35B consentirà ai piloti di utilizzare piste non tradizionali in qualsiasi spazio di battaglia, come autostrade, strade o altre superfici, ampliando notevolmente la capacità di proiezione delle aviazioni militari.

In molti teatri operativi sono presenti piste e aviosuperfici non idonee alle operazioni di velivoli a decollo standard (in gergo dette bare/austere), con la conseguente necessità di schierare questi ultimi in Basi di rischieramento avanzate spesso lontane dal teatro di operazioni vero e proprio, con un incremento di costi e rischi operativi dovuti ad un aumento delle distanze da coprire durante le missioni. Avere, invece, a disposizione velivoli a decollo corto e atterraggio verticale offre flessibilità e migliore capacità di impiego al mezzo aereo, consentendo il posizionamento dei velivoli in prossimità delle aree d’operazione – sin dalle prime fasi del build-up delle forze – riducendo i tempi di intervento a supporto delle forze.

Utilizzare la versione F-35B del Joint Strike Fighter significa che è necessaria solo una frazione della lunghezza della pista rispetto ad un caccia convenzionale. Ciò a sua volta complica enormemente la capacità del nemico di sorvegliare e prendere di mira anche potenziali aree operative, il che offre un vantaggio significativo.

Più in generale la capacità di disperdere i jet ed operare in modo più “expeditionary” è qualcosa di crescente interesse per le forze aeree, non solo in Europa ma in tutto il mondo, con il teatro dell’Asia Pacifico che è un’altra area in cui ha particolare rilevanza, tenendo presente la potenziale minaccia cinese e la vulnerabilità delle basi aeree tradizionali, in particolare agli attacchi di missili balistici. Con questo in mente, le forze armate statunitensi hanno sempre più portato i loro aerei tattici anche sulle autostrade, anche negli stessi Stati Uniti. L’F-35B, in particolare, è stato testato dal Corpo dei Marines degli Stati Uniti in una varietà di concetti operativi dispersi e di spedizione.

Se le autostrade e altre operazioni “expeditionary” diventeranno più regolari per gli F-35B della Royal Air Force, ci potrà sarà un parallelo molto interessante con la flotta RAF Harrier della Guerra Fredda, per la quale gli aeroporti austeri erano fondamentali per le operazioni in tempo di guerra. Tuttavia, l’Harrier era un jet molto più semplice, robusto e già ottimizzato per ambienti austeri, mentre il complesso e costoso F-35B porta con sé un carico molto più impegnativo in termini di supporto e manutenzione e potrebbe non essere mai in grado di condurre operazioni di questo tipo rispetto all’Harrier.

Immagini: Aviation Report / Gianluca Vannicelli

Categorie: News Militari
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