Abbiamo sicuramente notato tutti di quanto si parli storicamente dell’F-35 da un lato e della maggiore visibilità di Aeronautica e Marina reclamata sui siti specializzati dall’altro, anche grazie al recente varo della LHD Trieste, del primo PPA Paolo Thaon de Revel e del recente Airshow di Ravenna-Punta Marina che ha beneficiato della diretta RAI e della partecipazione di assetti di Aeronautica, Marina, Esercito, Guardia di Finanza, Guardia Costiera e pregiati contributi privati.

E’ altrettanto evidente che se si osserva un airshow dal lato “sbagliato”, ovvero di fronte alla crowd-line e spalle alla display-line (facciamocene una ragione: gli inglesismi sempre più prepotentemente nel nostro linguaggio rendono meglio l’idea e in maniera più concisa di quanto si vuole descrivere con le parole…), si possono contare centinaia di migliaia di spettatori entusiasti che sono anche serbatoio di voti e molti anche sostenitori della legalità e sostegno delle nostre forze dell’ordine.

Dietro agli assetti presentati ci sono tanti uomini in divisa ma anche tanti lavoratori che ad ogni livello, dal rivetto al cassone alare vi lavorano, e non sono pochi. Finalmente si può discutere serenamente e documentare quanto è sotto gli occhi di tutti nonostante i mal di pancia di qualcuno che inspiegabilmente non vedeva e forse non vede tutt’ora quanto gli altri vedono , sentono e toccano.

Tutti ricordiamo la telecronaca diretta dell’airshow di Marina di Grosseto (2017), a valle delle celebrazioni dei “100 Anni della Caccia”, dove l’F-35 fece la sua prima apparizione pubblica ignorato dai commenti degli ospiti della diretta televisiva mentre in volo eseguiva il suo breve display.

L’airshow sulle spiagge di Punta Marina non sarà stato certamente all’altezza di altri eventi europei, però è stato molto ricco di contenuti grazie all’apporto delle forze armate che hanno mostrato i “muscoli attuali” e molti dei prodotti dell’industria nazionale. L’F-35 è entrato in scena in un suggestivo quanto significativo flypast con 2 AMX International A-11 Ghibli (aereo che a settembre festeggerà i propri 30 anni di servizio) sancendo un virtuale passaggio di consegne tra il nuovo ed il vecchio che inesorabilmente giungerà alla fine del servizio operativo.

Un KC-130J della 46a Aerobrigata ha poi sorvolato l’area rifornendo, con le due sonde a tubo flessibile di cui è dotato, una coppia di nuovi e potenti elicotteri “specializzati” per il Combat SAR e operazioni speciali Leonardo HH-101A CaeSAR .

Le “cattivissime” esibizioni del Reparto Sperimentale con l’eccellenza delle eccellenze negli addestratori, ovvero l’agilissimo T-346A Master, l’elegante e potente Eurofighter F-2000A Typhoon e il C-27J Spartan hanno chiuso assieme al transito dell’aero-cisterna KC-767A assieme ad un Typhoon e all’undicesimo F-35A del 32° Stormo una vera show-of-force dell’Aeronautica Militare che, parole del Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Gen. Rosso…Seppur in numeri piccoli ha rappresentato tutte le eccellenze e specializzazioni della forza armata e della nostra industria”.

L’airshow non è stato solo targato AM, la Marina con la presenza imponente quanto elegante del cacciatorpediniere anti-aereo Andrea Doria (classe Orizzonte) a far da sfondo all’airshow ha portato i propri elicotteri ed un aliquota del Battaglione San Marco ad operare di fronte agli spettatori con un elicottero da combattimento Leonardo AH-129D Mangusta a proteggere le operazioni.

WeFly Team, la formazione Legends con gli addestratori storici e gli altri contributi apportati hanno mostrato forse per la prima volta una bella sinergia tra pubblico e privato.

L’F-35, con la sua sagoma così diversa ha indubbiamente catturato l’attenzione dei più e sorpreso tutti con un passaggio a baia armi aperta preceduto e seguito da altri sorvoli a velocità e configurazioni differenti per terminare con un’arrampicata a tutto post-bruciatore con scie di condensa molto evidenti. La Pattuglia acrobatica  ha poi “chiuso” la giornata con la propria esibizione.

Un ulteriore sforzo mediatico da parte dell’Aeronautica Militare è avvenuto poche settimane or sono con un paio di esercitazioni  congiunte assieme agli F-35B inglesi del 617° Squadron “The Dambusters” di rientro dal loro primo rischieramento operativo sulla base RAF di Akrotiri a Cipro e con gli F-35A americani del 421° Squadron poi, impegnati nella loro campagna addestrativa che li ha visti ruotare su Aviano prima, Payerne (Svizzera) per la competizione Air2030 indetta dalle Forze Aeree Svizzere  e successivamente su altre basi europee.

Gli aerei del 32° Stormo hanno potuto così addestrarsi nell’arco della stessa giornata assieme ad altri aerei di 5a generazione concretizzando una vera e propria “Lightning Force” che presto vedremo con più frequenza sui cieli internazionali. AM ha consentito le riprese pubbliche dei voli in formazione mettendo a disposizione un KC-130J della 46a Aerobrigata dal quale sono state eseguite riprese filmate e fotografiche ampiamente diffuse dai media e dai Tweet delle varie forze armate nei giorni successivi.

Nello stesso periodo, un F-35A sempre del 32° Stormo è volato a Volkel, Olanda per i “Luchtmachtdagen 2019”, le giornate della reale aviazione olandese, per essere esposto alla mostra statica assieme ad uno degli F-35° della RNLAF. Non sfugge il significato della presenza di un nostro aereo alla mostra statica, ricordiamo che presso la FACO (Final Assembly and Check-Out) di Cameri è in corso la produzione di 29 F-35A per la Royal Netherlands Air Force, il primo dei quali dovrebbe finalmente tenere il primo volo entro il prossimo mese di Settembre.

Ma la visibilità di AM e dell’industria italiana che reclama spazi, supporto governativo per vendere i propri prodotti al fine di garantire occupazione, sostegno alla ricerca per sviluppare nuove tecnologie (che non sono necessariamente di applicazione esclusivamente militare ma in molti casi duale) ed anche occupazione perché le scelte che si prendono ai vertici hanno un riflesso importante sul mondo del lavoro delle aziende “prime-contractor” che a loro volta influenzano le medie e piccole imprese che beneficiano di ampie quote di lavoro ricevute, non si è manifestata solo nelle dichiarazioni, nella maggior presenza sui social media dell’uno o dell’altra o nelle dichiarazioni pubbliche di importanti uomini di stato e dell’industria.

Al RIAT 2019 (il Royal International Air Tattoo), la più grande manifestazione aerea al mondo che annualmente si svolge nel mese di luglio presso la base RAF Fairford, Aeronautica Militare e Industria (Leonardo) hanno presenziato ancora una volta in modo massiccio e visibile. L’Aeronautica Militare ha portato tutto il Reparto Sperimentale con T-346, F-2000A e C-27J esibitisi in 2 dei 3 giorni di manifestazione, le Frecce Tricolori e gli elicotteri HH-139, HH-101 e un Tornado.

Il venerdi giorno 1, le avverse condizioni meteo con rovesci a carattere temporalesco e venti oltre 70 km/h hanno severamente condizionato le operazioni aeree che di fatto si sono limitate ad una manciata di aerei (RAF Eurofighter, EAV-8B Harrier II dell’Armada, un F-16  e F-35B arrivato nel tardo pomeriggio direttamente dalla RAF Marham in modalità STOVL sotto un forte vento e pioggia battente e denotando uno spettacolare controllo del volo a punto fermo in tale configurazione).

IL RIAT, con gli chalet delle grandi imprese come nelle migliori fiere internazionali, è anche fonte di confronto tra Capi di Stato Maggiore, Rappresentanti delle industrie, delegazioni governative, di visibilità e di colloqui anche discreti.

Spiccava al centro dell’area “pregiata”, proprio sotto la torre di controllo, lo spazio congiunto di BAE Systems e Saab con Eurofighter Typhoon e Gripen in mostra statica “gadgettati” di ogni tipo di carichi di lancio e alla sinistra di questo spazio l’aerea di Leonardo con il il velivolo M-346 dotato di matricola operativa temporanea esposto in doppia versione: il lato sinistro dell’ottimo addestratore mostrava la configurazione da addestramento mentre il destro (con livrea differente) quello della versione finale M-346FA con sonda di rifornimento, carichi aria-aria ed aria-terra oltre agli altri tipi di armamento trasportabili esposti sulle rastrelliere a terra.

Ed appena più in là, il Tempest. Il concept dell’aereo di sesta generazione era rappresentato con grande evidenza sui manifesti pubblicitari, nel logo ufficiale del RIAT 2019 ed ovunque, evidente lo sforzo e l’impegno per farne un progetto vero ed arrivare in fondo. Leonardo UK come sappiamo è già addentro al “Team Tempest”.

Sono di questi giorni le dichiarazioni dell’Amministratore Delegato di Leonardo Alessandro Profumo che spinge per una decisione politica nel scegliere il progetto e non “perdere il treno” come è invece accaduto per lo sviluppo profondo del progetto Eurofighter e dell’aereo di quinta generazione che ha portato invece alla scelta dell’americano Joint Strike Fighter. Se non si sceglierà, si rimarrà fuori e si dovrà poi un domani acquistare off-the-shelf perdendo ancora una volta il treno del progresso tecnologico ed occupazionale.

Nella lunghissima mostra statica, erano presenti per Leonardo i propri best-sellers: C-27J Spartan di AM, Slovacchia, Romania e Lituania. Il nuovissimo AW189 in versione Rescue, tra l’altro esposto a fianco dell’altrettanto nuovo Sikorsky S-92, il collaudato HH-139 e l’elegante HH-101 CaeSAR dell’Aeronautica Militare, mentre un civile Piaggio R166C de “I Fenicotteri” ed un Tornado del 6° Stormo (6-04) chiudevano il contributo italiano allo showground.

L’edizione del 2019, a nostro avviso lievemente sotto tono rispetto alle ultime veramente mostruose, si è chiusa con la tradizionale consegna dei trofei ai vincitori delle varie gare che coinvolgono i partecipanti.

Il “Paul Bowen Trophy” per il miglior jet display di un solista, intitolato allo scomparso co-fondatore di Air Tattoo, è andato al Tenente Colonnello Yurii Bulavka dell’aviazione ucraina sul suo azzurro ed elegante digital-camo  Sukhoi Su-27P1M, mentre le nostre Frecce Tricolori si sono aggiudicate il Trofeo RAFCTE (Royal Air Force Charitable Air Force Trust) quale migliore dimostrazione di volo di un partecipante non UK.

Vogliamo ricordare che, nonostante le condizioni meteo avverse, il nostro team acrobatico ha svolto il programma alto seppur rinunciando alla bomba (all’Air Tattoo non è proprio consentita per ragioni di sicurezza, 2 aerei all’uscita della bomba ed il successivo incrocio sorvolano aree non idonee) ed alla Scintilla il solo venerdi, mentre le altre formazioni su Jet, Patrouille de France e RAF Red Arrows hanno svolto il sabato i rispettivi programmi bassi mentre la formazione inglese ha prodotto il programma medio la domenica.

Sempre a proposito di Pattuglie, l’edizione 2019 verrà ricordata per il bellissimo flypast del Boeing 747-436 della British Airways in special livery BOAC / British Overseas Airways Corporation per ricordare i 100 anni della compagnia di bandiera britannica che ha sfilato scortato dai Red Arrows e del passaggio congiunto di Patrouille de France e Red Arrows entrambe in configurazione “double Concorde” in onore del 50 ° anniversario del primo volo dell’aereo supersonico co-progettato da Francia e Gran Bretagna e poi entrato in servizio con le rispettive compagnie di bandiera.

La squadra acrobatica inglese dei Red Arrows si è invece aggiudicata la “Steedman Display Sword” quale  migliore esibizione da parte di un partecipante del Regno Unito.

Chi aveva sbancato lo scorso anno, si è ripetuto anche quest’anno: il capitano Arto Ukskoski della Finnish Air Force ha pilotato in maniera superba il suo McDonnell-Douglas F/A-18C Hornet del Fighter Squadron 11 è stato premiato dal “Sir Douglas Bader Trophy” per la migliore dimostrazione di volo individuale, ma ha anche ottenuto lo “As The Crow Flies Trophy” quale migliore esibizione come hanno sentenziato i membri dell’associazione “Friends of RIAT” (FRIAT).

Il pilota dell’aeronautica svedese Maggiore Peter Fallén dell’ala F7 su Saab JAS 39-C  Gripen ha ricevuto la “King Hussein Memorial Sword” per la migliore dimostrazione di volo generale mentre il “Chief Executive Trophy” del RIAT, presentato dal CEO uscente di Air Tattoo Andy Armstrong, è andato all’Armada Spagnola presente dopo moltissimi anni con due “special colour” McDonnell-Douglas EAV-8B+ Harrier II. L’atterraggio di domenica dei due Harrier è stato successivamente bagnato al loro rientro in piazzale dal passaggio sotto i water-cannons.

Tra l’altro, uno degli arei spagnoli ha sofferto un principio d’incendio all’apparato frenante proprio al suo arrivo, incidente per fortuna senza conseguenze e riparazioni apportate sul posto.

Infine, il trofeo per la migliore livrea è stato assegnato all’Eurofighter EF-2000 Typhoon della Luftwaffe, dipinto per celebrare i 60 anni del Taktisches Luftwaffengeschwader 71 ‘Spirit of Richthofen’, fotografatissimo nella mostra statica. La mostra statica ha comunque offerto spunti interessanti tra i quali un Boeing C-17A Globemaster III del Qatar dipinto con i colori della compagnia di bandiera affiancato a due esemplari di USAF e NATO SAC (Strategic Airflift Command).

A fianco del Tempest, l’area dei droni: dopo lo spettacolare debutto del General Atomics SkyGuardian (Protector Mk.1 per la RAF) che giunse in un lungo volo non-stop direttamente dagli Stati Uniti, la novità di quest’anno è stata il Northrop-Grumman Firebird , capace di volare per oltre 30 ore a 25’000 piedi e posizionato a fianco dell’MQ-8C Fire Scout già presente lo scorso anno.

Al RIAT sono stati anche annunciati i primi due clienti di lancio per il Firebird: Grand Sky Development e Tenax Aerospace con consegne previste nel 2021.

Il flypast dedicato ai 70 anni della NATO, tornando alla parte “volante”, è stato invero deludente limitato a pochi aeromobili con l’assenza evidente del Boeing E-3A Sentry AWACS rimasto a terra, così come la defezione di un A400M Atlas della Luftwaffe. L’apporto USA è stato limitato ad un KC-135R e agli F-15E Strike Eagle provenienti dalla RAF Lakenheath. Gli Eurofighter britannici e gli attivi F-16 belgi in livrea WWII hanno completato la formazione.

Oltre agli onnipresenti Royal Jordanian Falcons su Extra 330LX, erano presenti pure i The Blades sempre su Extra 300; formato da 4 aerei il team acrobatico al suo 14° anno di vita e formato da ex piloti Red Arrows, si è esibito con spettacolari e vorticose manovre.

Abituale ma sempre nostalgico il volo del Lancaster e di una coppia di Hurrican del BBMF (Battle of Britain Memorial Flight), mentre ricorderemo in futuro l’edizione 2019 come l’ultima demo dei Breitling Jet Team su Aero L-39 Albatros: si scioglieranno.

Peccato le quote veramente alte imposte agli aerei, ben oltre i 300 piedi; un militare del USAF Viper Demo Team ci ha confermato che il display in USA, dove la quota minima è 200 piedi, è più aggressivo e coinvolgente per lo spettatore. Sempre a proposito del team americano, l’F-16C ha dovuto interrompere il suo display domenicale per far rientro a terra dopo molti minuti con un low-pass di controllo danni prima di rientrare definitivamente in tutta sicurezza; evidenti i danni agli elevoni e ad una paletta del post-bruciatore causati da una delaminazione degli strati di materiali compositi di cui sono costruiti i piani di coda come conseguenza delle violente sollecitazioni imposte al Viper.

Sempre a proposito di USAF Viper Demo Team, all’inizio della stagione un ufficiale donna era stata designata quale pilota collaudatrice per il team acrobatico americano, il Capitano Zoe Kotnik; l’ufficiale è stata successivamente rimossa e sostituita dal Maggiore Garret Schmitz che al RIAT ha pilotato un aereo operativo del 480th Fighter Squadron “Warhawks” di Spangdalhem… con numerosi kill markers in fusoliera.

Sempre a proposito di USAF, anche un MV-22B Osprey ha incontrato problemi ed è atterrato prima nella vicina RAF Brize Norton e successivamente all’aeroporto di Sywell per le riparazioni, consegnate da un altro Osprey. Come non annoverare la spettacolare esibizione del vecchio MiG-21 Lancer delle forze aeree rumene e le “cattive” esibizioni dell’Hornet Solo Display elvetico (che ha portato l’amatissimo J-5011 “Meiringen Tiger”) e del già citato Sukhoi Su-27 Flanker.

Non c’è stata invece alcuna “sopresa” domenicale che abitualmente regala l’USAF con il passaggio di un bombardiere. Se molti programmi di volo sono stati cancellati o sensibilmente ridotti nel corso del week-end essenzialmente contrassegnato da vento e pioggia per la prima parte e densi strati di nuvole con rarissimi sprazzi di sole che non illuminava nella seconda, dal RIAT ci si aspetta sempre molto: se quel “molto” per un anno non si realizza appieno, lo spettatore inevitabilmente ne rimane deluso.

Riapriamo il capitolo aerei a decollo verticale: gli Harrier spagnoli, esibitisi in volo in coppia ma fotografabili anche a terra nella vicina area operativa subito di fronte all’area rossa tradizionalmente adiacente alla testata 27 e  parcheggiati a fianco dei MiG-21 della Forțele Aeriene Române, sono decollati in modalità convenzionale, hanno effettuato un passaggio in hovering per poi posizionarsi davanti al pubblico per alcuni minuti di hovering ben controllato; l’atterraggio è avvenuto in modalità “rolling landing”. Non sono state consentite demo di atterraggio o decollo verticale, sempre spettacolari per il pubblico.

Il singolo F-35B Lightning de 617° Squadron “The Dambusters”, giunto direttamente da Marham, avrebbe dovuto chiudere le giornate di venerdi e sabato con alcuni passaggi e l’abituale traslazione in hovering su tutti gli assi per poi rientrare alla base. La performance di venerdi, viste le condizioni meteo, è stata accorciata. Interessante il passaggio a baie aperte che ci hanno consentito di apprezzare visivamente le differenze tra la versione convenzionale (F-35A), mostrate di recente all’Airshow di Punta Marina da un nostro F-35A del 32° Stormo e quella STOVL (F-35B).

Sempre a proposito di F-35 britannici, poco prima del RIAT è giunto a RAF Marham proveniente dalla MCAS Beaufort il terzo distaccamento di F-35B  destinato a formare il 207° Squadron della Lightning Force RAF/RN; sono ormai una ventina gli F-35B in organico o in corso di consegna al Regno Unito.

Come da tradizione,  sul sito ufficiale dell’Air Tattoo è già iniziato il count-down per l’edizione 2020. Quindi non resta che rivederci su queste pagine l’anno prossimo per il RIAT – Royal International Air Tattoo 2020!

Testo e immagini: Gianluca Conversi

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