Il programma del caccia di sesta generazione Tempest viene sviluppato dal Team Tempest, una partnership tecnologica e di difesa del Regno Unito formata da BAE Systems, Leonardo UK, MBDA, Rolls-Royce e Royal Air Force, e coinvolge centinaia di aziende high-tech, PMI e università in tutto il Regno Unito. È uno degli sforzi tecnologici più ambiziosi della Gran Bretagna, progettato per fornire un sistema aereo da combattimento militare altamente avanzato che svolgerà un ruolo chiave nella difesa e sicurezza della nazione.

Oltre a soddisfare un importante requisito militare, il programma dovrebbe fornire vantaggi significativi al Regno Unito per tutta la sua durata. Conserverà la capacità di investimento in posti di lavoro altamente qualificati, con un’attenzione specifica ai giovani, allo sviluppo di tecnologia e infrastrutture, e sosterrà l’economia più ampia e a lungo termine del Regno Unito.

BAE Systems, per conto dei partner del Team Tempest, ha incaricato PwC – PricewaterhouseCoopers LLP di effettuare un’analisi indipendente dell’impatto economico del programma Tempest. La pubblicazione del rapporto completo è prevista entro la fine dell’anno, ma sono stati diffusi alcuni dati che rappresentano i risultati preliminari sulle fasi iniziali del programma pluridecennale Tempest che copre il periodo fino al 2050.

I risultati preliminari rivelano:

  • Il programma Tempest contribuirà con almeno 25,3 miliardi di sterline all’economia britannica solo nei primi 30 anni. Questa cifra esclude l’impatto significativo delle ricadute dell’importante ruolo svolto dal Tempest nel garantire il funzionamento del settore industriale del Regno Unito e i suoi benefici economici associati.
  • Per ogni 100 sterline di valore aggiunto diretto generato dai partner del programma Tempest, si stima che nell’economia del Regno Unito vengano creati 220 sterline di valore aggiunto lordo (valore di beni e servizi prodotti in un’area, industria o settore di un’economia) diretto, indiretto e indotto.
  • Si prevede che il programma sosterrà una media di circa 20.000 posti di lavoro all’anno tra il 2026 e il 2050. Per ogni 100 lavoratori impiegati direttamente dai partner del programma Tempest, si stima che altri 270 saranno impiegati nell’economia del Regno Unito (diretti, indiretti e indotti) .

Questa analisi iniziale prende in considerazione il periodo di sviluppo del programma, produzione, entrata in servizio e sostegno, ma non include il pieno potenziale delle opportunità di esportazione, gli investimenti in ricerca e sviluppo o il valore del programma oltre il 2050.

Il Tempest è un entusiasmante e ambizioso programma pluridecennale che aiuterà a preservare la sicurezza nazionale inglese, portando allo stesso tempo significativi benefici economici per il Regno Unito. L’analisi iniziale dimostra che il Tempest è fondamentale per garantire che il Regno Unito possa sostenere il suo settore industriale degli aerei da combattimento a livello mondiale, preservando la capacità sovrana che è essenziale per mantenere la libertà di azione militare al Regno Unito.

Lo sviluppo del nuovo velivolo da combattimento inglese di sesta generazione attualmente impiega 1.800 persone nell’industria del Regno Unito e nel Ministero della Difesa, un numero che dovrebbe aumentare a 2.500 l’anno prossimo, ma che aumenterà nel corso dei prossimi anni attirando ingegneri, tecnici e soprattutto i giovani che potranno costruire la propria carriera.

 

Il programma Tempest, gli F-35, la crisi economica e gli ultimi sviluppi tecnologici rivoluzionari

L’ambizioso programma Tempest lanciato nel 2008 e nato per sviluppare un nuovo caccia di sesta generazione che sostituirà la sua flotta di Eurofighter Typhoon, mira a vedere la produzione iniziare entro il 2025, con un “sistema” aereo da combattimento che raggiungerà la capacità operativa iniziale entro il 2035. Il sistema dovrà anche integrare i velivoli da combattimento di quinta generazione stealth F-35 di origine statunitense.

Un programma simile franco-tedesco denomitato FCAS – Future Combat Air System, guidato dal consorzio aeronautico europeo Airbus, è attualmente in una fase iniziale di riduzione del rischio di 18 mesi che dovrebbe portare a voli dimostrativi già nel 2026.

Il Regno unito avrebbe l’intenzione di acquistare 138 caccia F-35B Lightning II per sostenere le operazioni delle due nuove portaerei almeno fino al 2060. Il Regno Unito è un partner di primo livello del programma Joint Strike Fighter e l’apporto, in termini monetari si può quantificare nel 15% di ciascun aereo prodotto dagli stabilimenti di Fort Worth, Cameri e Nagoya.

Il Dipartimento della Difesa britannico ha inizialmente ordinato 48 jet nella variante B, ma non si è ancora impegnato ad acquistarne altri e non ha definito ancora se i restanti 90 aerei saranno tutti nella versione B o un mix di A e B. Il mix, se mantenuto l’ordine iniziale di 138 velivoli, porterebbe ad un risparmio di circa 1,3 miliardi di sterline e porterebbe alla difesa inglese anche maggiori benefici di tipo operativi dato che gli F-35A, rispetto ai B, hanno più autonomia e maggior carico bellico. Ricordiamo che ad oggi un F-35A costa 77,9 milioni di dollari, mentre un F-35B costa 101,3 milioni di dollari.

Gli F-35B furono prescelti, insieme alle due portaerei classe QEII senza propulsione nucleare e senza le catapulte ma dotate di sky jump, proprio per ricostruire la capacità di proiezione aeronavale del Regno Unito e per dare un forte impulso all’industria della difesa britannica  con BAE Systems e Rolls-Royce partners di prima linea del programma JSF.

In queste settimane però si ipotizza ad una riduzione del numero di F-35 per liberare risorse finanziarie da destinare al programma del caccia stealth di sesta generazione Tempest che come abbiamo visto, oltre a portare benefici per l’economia inglese richiederà importanti investimenti per la ricerca, la progettazione e lo sviluppo di tutte le nuove tecnologie, intelligenza artificiale compresa, che lo caratterizzerà.

Tempest caccia di 6^ generazione

Il Tempest, sarà un progetto destinato al successo? Molti analisti hanno sottolineato che gli importanti investimenti previsti e la crisi sanitaria del Covid-19 che si è portata dietro anche una notevole crisi economica metteranno il paese sotto pressione per quanto riguarda le finanze con il rischio di non poter continuare a sostenere il programma. Il rallentamento dell’economica britannica di questi mesi, come del resto anche dell’Europa, unito budget limitato per la difesa e riservato al settore aereo nel prossimo decennio sembra lasciare  poco spazio al governo del paese per portare avanti il ​​programma, perchè il completamento del Tempest richiederebbe una grossa iniezione di fondi al di fuori del normale budget della difesa.

Tuttavia, il Team Tempest ha affermato che il programma aiuterà il paese a uscire dalla crisi economica creata dalla pandemia Covid-19, e tutti noi ce lo auguriamo. Infatti lo scorso 15 ottobre BAE System e il Team Tempest hanno dichiarato che sono stati compiuti progressi senza precedenti nello sviluppo di tecnologie all’avanguardia per rendere il jet di sesta generazione un punto di svolta nel lungo periodo. Il team ha affermato che Leonardo, responsabile dell’elettronica del programma, stava sviluppando nuovi sistemi radar in grado di gestire oltre 10.000 volte più dati rispetto ai sistemi esistenti, mentre BAE Systems ha iniziato a testare in volo i concetti all’avanguardia per le tecnologie di “cabina di pilotaggio indossabile”.

Multi-Function Radio Frequency System

Il nuovo sensore in corso di sviluppo da parte di Leonardo UK, chiamato “Multi-Function Radio Frequency System”, raccoglierà ed elaborerà una quantità senza precedenti di dati sullo spazio di battaglia, equivalente al traffico internet di una grande città come Edimburgo, ogni secondo. Questo enorme volume di informazioni, elaborato a bordo, darà al Tempest un vantaggio in battaglia in situazioni di combattimento, con la capacità di localizzare e mirare ai nemici ben prima che vengano presi di mira. Questo nuovissimo sensore fornirà un’ampia gamma di capacità oltre al radar tradizionale, con una tecnologia completamente digitale che fornisce all’operatore una visione eccezionalmente chiara dello spazio di battaglia e dei potenziali bersagli. Leonardo ha già costruito sottosistemi completi utilizzando la nuova tecnologia e li ha testati con successo presso la sede della società a Edimburgo.

Inoltre Leonardo, presso il suo sito di Luton nel Regno Unito, aveva dimostrato le capacità di una nuova tecnologia di allerta radar (radar receiver/warner technology) come parte delle attività in corso di sviluppo per il Tempest. Il nuovo sensore ha mostrato una capacità di rilevamento quattro volte superiore rispetto a quelle di un radar “warning/receiver” tradizionale, pur essendo di dimensioni dieci volte inferiori paragonato a un sistema standard.

La cabina di pilotaggio indossabile

Il concept della cabina di pilotaggio indossabile vede i controlli fisici visti negli attuali cockpit degli aerei sostituiti con display di realtà aumentata e virtuale proiettati direttamente all’interno della visiera di un casco, che può essere immediatamente configurato per adattarsi a qualsiasi missione. Sono inoltre in fase di sviluppo concetti che includono il teaming che prevede un “copilota virtuale” che potrebbe assumersi alcune delle responsabilità del pilota. Il concetto di copilota virtuale è ancora in fase di sviluppo, ma potrebbe, ad esempio, assumere la forma di un “avatar” integrato nell’abitacolo per interagire con il pilota. Un secondo pilota generato dall’intelligenza artificiale.

BAE Systems ha anche sperimentato tecnologie “psicofisiologiche”, compreso il tracciamento oculare, per studiare i processi fisici e cognitivi del pilota per comprendere meglio lo sforzo, lo stress, il carico di lavoro e l’affaticamento in aumento. I piloti collaudatori di BAE Systems stanno ora sperimentando queste tecnologie psicofisiologiche in condizioni di volo controllate su un aereo Eurofighter Typhoon. I risultati delle prove porteranno ad ulteriori sviluppi per comprendere meglio il comportamento cognitivo di un pilota e i processi relativi all’attività cerebrale, i ritmi psicologici e il movimento degli occhi. Questo approccio sviluppato anche in stretta collaborazione tra MBDA UK e BAE Systems consentirà in una fase iniziale del programma di modellare il modo in cui le informazioni e il funzionamento dei sistemi d’arma sono ottimizzati per il pilota.

Anche il Tempest sarà un sistema di sistemi come il FCAS europeo e il NGAD americano?

Nel 2040, le minacce si saranno evolute molto. I sistemi di difesa aerea attualmente in espansione con l’esportazione dei sistemi russi (S400 e successivi), diventeranno sempre più diffusi. La furtività degli aerei sarà generalizzata e il nemico utilizzerà sistematicamente risorse di difesa informatica e cibernetica, sciami di droni e missili ad alta velocità. L’integrazione di difese terrestri, marine, aeree, spaziali e capacità cyber sarà essa stessa molto più sviluppata. Pertanto, la posta in gioco per la futura aviazione da combattimento sarà quella di essere in grado di stabilire e mantenere la superiorità aerea per poter agire nella terza dimensione, su terra e su mare.

Non più un velivolo da combattimento classico ma un velivolo che lavorerebbe come un nodo, un sensore centrale, che dovrà gestire una famiglia di sistemi integrati e collegati in rete. Probabilmente comprenderà, quindi, un sistema integrato di velivoli con e senza pilota che integrerà il teaming in rete per fornire gli effetti di missione desiderati. Lo sviluppo del Tempest, ma vale lo stesso per il FCAS europeo e per il NGAD – Next Generation Air Dominance americano, richiede quindi un cambio di paradigma.

Tempest caccia di 6^ generazione

Le minacce dovranno essere combattute e risolte da un velivolo pensato e costruito come un sistema per condurre un “combattimento collaborativo”. Pertanto molto probabilmente, come per gli altri due sistemi europeo e americano, il Tempest dovrà includere diversi componenti disposti su vari livelli. Tutti gli elementi che compongono i livelli dovranno essere in grado di dialogare tra loro costantemente in modo da costituire una squadra diretta dai piloti degli aerei da combattimento. Pertanto, l’interoperabilità, la connessione e il dialogo tra le piattaforme saranno incluse all’interno di una “Air Combat Cloud – nuvola di combattimento aereo”.

Le capacità militari risiederanno meno nella prestazione unitaria dei suoi singoli componenti (piattaforme, sensori, vettori) e più nel modo in cui saranno combinati. In particolare, questo sistema potrebbe decidere quale piattaforma attaccherà (drone, missile) e quale piattaforma rimarrà indietro in base alla minaccia o all’evoluzione della situazione. In ogni caso, le future formazioni di attacco dovrebbero comprendere meno aerei da combattimento rispetto a quelli attuali, numeri invece forniti dai vari vettori remoti il ​​cui attrito è più accettabile poiché saranno senza equipaggio e potenzialmente più economici, presi singolarmente, di un aereo da combattimento tradizionale.

Photo credits: infografiche e rendering BAE Systems, Archivio Aviation Report / Gianluca Conversi (Tempest, F-35B)

 

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