NH90 Esercito Italiano
@ Aviation Report / Stefano Monteleone

Procede il progetto Next Generation Rotorcraft Capability della NATO per gli elicotteri di prossima generazione dell’Alleanza Atlantica

Un gruppo di paesi membri della NATO ha elaborato un accordo per consentire l’inizio dei primi lavori su un elicottero militare di classe media che entri in servizio a metà degli anni 2030. Il numero delle nazioni interessate al progetto è ora salito a sette, in aumento rispetto ai cinque membri iniziali del raggruppamento.

I negoziati sul testo del memorandum d’intesa giuridicamente vincolante per la fase concettuale del progetto Next Generation Rotorcraft Capability (NGRC) si sono conclusi l’8 settembre scorso, secondo quanto affermato dalla NATO. “Stiamo cercando di firmare il documento durante la prima metà del 2022 per dare il via alla fase concettuale“, ha aggiunto la NATO.

Nel novembre 2020 cinque paesi – Francia, Germania, Grecia, Italia e Regno Unito – hanno firmato una lettera di intenti segnalando la loro partecipazione al progetto. Ora sono stati raggiunti dai Paesi Bassi e dalla Spagna. L’analisi della NATO mostra che ci sono quasi 1.000 elicotteri nell’intervallo di peso massimo al decollo di 11 – 15 tonnellate gestiti da membri della NATO non statunitensi che dovranno essere sostituiti entro il 2050. Quel numero potrebbe essere molto più alto se si includessero anche gli elicotteri nella categoria sottostante, anche se i progressi tecnologici significano che sarà improbabile una sostituzione uno ad uno.

La NATO aveva rilasciato alcuni dettagli dei requisiti richiesti per l’NGRC all’inizio di quest’anno, che includono una cellula di base comune per una varietà di missioni. Anche la velocità è una priorità e la NATO sta cercando una velocità di crociera di 407 km/h (220 kt), che dovrebbe essere raggiunta attraverso una configurazione avanzata e una velocità minima di 333 km/h (180 kt).

Anche la disponibilità dovrà migliorare rispetto agli elicotteri di generazione attuale, con un obiettivo del 75% per la flotta operativa, questo perché il più recente programma di elicotteri della NATO, NH Industries NH90, ha sofferto di problemi di costo e complessità causati da una pletora di varianti. Anche i bassi livelli di disponibilità sono stati un problema citato da diversi operatori.

La produzione del nuovo velivolo è stata inoltre programmata per il 2035-2040 in concomitanza con la data di fuori servizio delle principali flotte europee ad ala rotante, tra cui proprio l’NHIndustries NH90 .

Questa cronologia si allinea bene con il programma Future Long Range Assault Aircraft (FLRAA) dell’esercito americano che coinvolge il convertiplano V-280 Valor di Bell e l’elicottero coassiale SB>1 Defiant X di Sikorsy, programma che dovrebbe vedere un vincitore dichiarato nell’anno fiscale 2022 e una prima unità equipaggiata con il nuovo velivolo entro l’anno fiscale 2030.

Inoltre l’NGRC dovrebbe essere molto più conveniente rispetto alle flotte attuali raggiungendo un costo non superiore a 35 milioni di euro (41,3 milioni di dollari) ed un costo operativo non superiore a 10.000 euro per ora di volo.