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Presentato il libro storico “La Regia Aeronautica nella Campagna di Russia (1941-1943)”

Lo scorso 18 marzo, presso l’Auditorium Adriano Visconti di Palazzo Aeronautica, è stato presentato il libro “La Regia Aeronautica nella Campagna di Russia (1941-1943)”, edito da Rivista Aeronautica, un lungo lavoro di ricerca – condotto dal tenente colonnello medico dell’Aeronautica Militare Paola Verde e dal giornalista Vincenzo Grienti – che racconta la missione della Regia Aeronautica sul fronte sovietico al seguito del Corpo di Spedizione Italiano in Russia (CSIR) e dell’Armata Italiana in Russia (ARMIR) dal 1941 al 1943 attraverso documenti d’archivio, diari storici, biografie e testimonianze ritrovate degli aviatori italiani che vi presero parte.

Il volume è disponibile per l’acquisto sullo store Amazon dell’Aeronautica Militare.

Il volume, pubblicato nell’ambito della Call for Paper lanciata in occasione del Centenario dell’Aeronautica Militare, coniuga il rigore scientifico alla divulgazione storica, utilizzando le fonti conservate presso l’Archivio dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Aeronautica e in altri archivi pubblici e privati ed è e corredato da fotografie, disegni, interviste e articoli di giornali dell’epoca. L’evento è stato moderato dal giornalista Marco Ferrazzoli ed introdotto dal Generale di Brigata Aerea Urbano Floreani, Capo del 5° Reparto Comunicazione dello Stato Maggiore Aeronautica, ed ha visto la partecipazione di numerosi ospiti ed autorità.

La presentazione del libro “La Regia Aeronautica nella Campagna di Russia (1941-1943)”è iniziata con un intervento del Gen. Isp. Capo Basilio Di Martino, già Presidente del Comitato per il Centenario dell’Aeronautica Militare, e tra i più importanti storici dell’aviazione italiana, che nel tracciare un quadro complessivo dell’intervento della Regia Aeronautica nei mesi dell’Operazione “Barbarossa”, un pezzo di storia di cui si è parlato poco o in modo molto settoriale, ha delineato le principali problematiche e criticità che si trovarono ad affrontare gli equipaggi italiani, non solo dal punto di vista operativo ma anche da quello logistico e ingegneristico.

Una storia nella storia di uno dei capitoli più tragici della Seconda Guerra Mondiale in cui i coraggiosi uomini in uniforme azzurra furono chiamati a intervenire in un ambiente remoto e ostile tanto per il nemico che per le condizioni climatiche. “Proprio all’ambiente ostile e agli aspetti medici e sanitari è dedicato un capitolo mai scritto prima”, ha dichiarato il Ten. Col. Paola Verde nel suo intervento, “frutto di un approfondimento che tocca vari ambiti: dalle pomate utilizzate per non congelare volto, mani e piedi visto che i nostri piloti volavano su velivoli scoperti fino all’equipaggiamento con le tute elettroriscaldate o al vitto speciale per i giorni di volo”.

Nel libro “La Regia Aeronautica nella Campagna di Russia (1941-1943)” vengono messe sotto la lente di ingrandimento le azioni dei gruppi, delle squadriglie e i dettagli relativi ai protagonisti, molti di loro caduti in azione o dispersi, come nel caso del generale Enrico Pezzi e del capitano pilota Giorgio Iannicelli, entrambi decorati con la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria. Inoltre vengono presi in esame anche gli aspetti legati ai dispersi e agli internati militari italiani, ripercorrendo la storia di ogni singolo equipaggio. Infine, il testo è corredato da un’ampia appendice con approfondimenti e le mappe sulle quali sono stati geolocalizzati gli aeroporti della Regia Aeronautica al seguito dell’ARMIR e del CSIR.

Alla ricostruzione delle operazioni che culminarono nella tragica ritirata di cui molto si è scritto e detto”, ha dichiarato Vincenzo Grienti, “si aggiungono le storie dei piloti che combatterono sul fronte orientale e non tornarono più, ma anche di coloro che ritornarono come nel caso di Loris Nannini, Ernesto Caprioglio, Alessandro Quercetti e molti altri sopravvissuti alla neve, al freddo, alla prigionia. Da giornalista mi sono emozionato nel riscoprire le storie incredibili, da fil, di questi aviatori, a molti dei quali dobbiamo anche il merito di aver documentato giornalisticamente questi avvenimenti bellici nella doppia veste di piloti e reporter”.

Immagini: Michele Monteleone

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