La portaerei USS Gerald Ford della US Navy
@ US Navy / MC2 Zachary Melvin

La portaerei USS Gerald Ford la più grande al mondo è rientrata alla sua base navale di Norfolk

La portaerei USS Gerald Ford della US Navy, la più grande al mondo, è rientrata alla sua base navale di Norfolk, il 17 gennaio 2024, dopo uno schieramento di 8 mesi con il suo Carrier Strike Group (CSG) 12, nell’area operativa delle forze navali statunitensi in Europa.

Sono incredibilmente orgoglioso di ogni membro del gruppo d’attacco, in particolare delle triadi che hanno guidato le loro squadre di marinai di eccezionale talento con professionalità e perseveranza“, ha affermato il contrammiraglio Erik Eslich, comandante del CSG 12. “Grazie ai nostri sforzi collettivi, abbiamo dimostrato le capacità di un gruppo d’attacco di portaerei della Marina statunitense, garantendo i nostri partner e alleati e dissuadendo i nostri avversari con le nostre operazioni nell’area operativa delle Forze Navali statunitensi in Europa”.

Mentre si trovava nel Mediterraneo, il gruppo d’attacco della portaerei USS Gerald Ford (CVN 78) ha partecipato e sostenuto numerose esercitazioni multinazionali e attività di vigilanza per aumentare la capacità della NATO e scoraggiare eventuali aggressioni nella regione. Diverse unità navali del gruppo di battaglia della Ford ha visitato i porti di Belgio, Cipro, Croazia, Grecia, Italia, Montenegro, Norvegia, Spagna, Svezia e Turchia.

Il rischieramento del Gerald R. Ford Carrier Strike Group (GRFCSG) è stato prorogato di 76 giorni dopo lo scoppio del conflitto in Israele e ha operato nel Mar Mediterraneo per scoraggiare un’ulteriore escalation e sostenere Israele nel suo diritto all’autodifesa. Due delle unità navali del gruppo d’attacco, i cacciatorpediniere lanciamissili classe Arleigh Burke USS McFaul (DDG 74) e USS Thomas Hudner (DDG 116), si sono schierati anche nell’area operativa della 5^ flotta statunitense a sostegno degli obiettivi di sicurezza marittima.

In totale, il GRFCSG ha collaborato con 17 nazioni durante il suo dispiegamento durante le esercitazioni Baltic Operations, Air Defender, Bomber Task Force Viking Trident, Neptune Strike e Sage Wolverine. Il gruppo d’attacco ha operato con i gruppi marittimi permanenti della NATO, Standing NATO Maritime Groups 1 e 2, ha condotto operazioni cross-deck con la USS Dwight D. Eisenhower (CVN 69) e si è esercitato con le marine militari di Francia, Grecia, Norvegia, Turchia e Regno Unito.

In 239 giorni di navigazione, l’equipaggio della portaerei USS Gerald Ford ha effettuato 43 rifornimenti in mare, registrato più di 17.826 ore di volo e 10.396 sortite dei suoi velivoli imbarcati, ha navigato per oltre 83.476 miglia nautiche e ha trasferito in sicurezza 20,7 milioni di galloni di carburante senza incidenti. L’equipaggio ha condotto 33.444 movimenti sul ponte di volo, 3.124 movimenti di velivoli nell’hangar, 2.883 movimenti di ascensori dei velivoli, 16.351 attività di rifornimento di carburante per aerei e trasferito 8.850 pallet di merci e posta.

La Gerald R. Ford è tutto ciò che la nostra nazione sperava fosse, e anche di più. Sono così orgoglioso dell’equipaggio, che ha dato vita alla nave da guerra tecnologicamente più avanzata del mondo e ha vegliato in difesa dei nostri interessi nazionali“, ha affermato il capitano Rick Burgess, ufficiale in comando della Gerald R. Ford. “Sebbene prolungati nel rischieramento, eravamo la nave giusta al momento giusto per rispondere alla chiamata, e i nostri marinai si sono comportati egregiamente.

Oltre alla portaerei, il GRFCSG è composto da personale e unità del CSG 12, del Carrier Air Wing (CVW) 8, da personale e unità dello Squadrone Destroyer (DESRON) 2 e dall’incrociatore missilistico classe Ticonderoga USS Normandy (CG 60). In totale, il GRFCSG schiera più di 5.000 uomini e donne su tutte le piattaforme pronti a rispondere a livello globale. Le unità navali del DESRON 2 sono i cacciatorpediniere lanciamissili classe Arleigh Burke USS Ramage (DDG 61), USS McFaul (DDG 74) e USS Thomas Hudner (DDG 116).

Gli squadroni del CVW-8 imbarcati a bordo della Gerald R. Ford sono i “Tridents” dell’Helicopter Sea Combat Squadron (HSC) 9, i “Bear Aces” dell’Airborne Command and Control Squadron (VAW) 124, i “Rawhides” del Fleet Logistics Support Squadron (VRC) 40 situato a Norfolk, in Virginia, i “Ragin’ Bulls” dello Strike Fighter Squadron (VFA) 37, i “Blacklions” dello Strike Fighter Squadron (VFA) 213, i “Golden Warriors” dello Strike Fighter Squadron (VFA) 87, i “Tomcatters” dello Strike Fighter Squadrone (VFA) 31 situato a Virginia Beach, Virginia, i “Gray Wolves” dell’Electronic Attack Squadron (VAQ) 142 con sede a Whidbey Island, Washington e gli “Spartans” dell’Helicopter Maritime Strike Squadron (HSM) 70 da Mayport, Florida.

La portaerei USS Gerald Ford della US Navy
@ US Navy / MC2 Jackson Adkins

La Gerald R. Ford è la portaerei più nuova, più grande e più avanzata della Marina militare statunitense. Prima nella sua categoria, la nave rappresenta un salto generazionale nella capacità della US Navy di proiettare potenza su scala globale. Le portaerei di classe Ford introducono 23 nuove tecnologie, tra cui il sistema di lancio elettromagnetico di aeromobili (EMALS), dispositivi di arresto avanzati e ascensori per armi avanzati. I nuovi sistemi sulle navi di classe Ford sono progettati per generare un tasso di sortite più elevato con un equipaggio inferiore del 20% rispetto ad una portaerei di classe Nimitz, aprendo la strada alla futura aviazione navale statunitense.

Lo scorso 17 settembre 2023 abbiamo avuto l’opportunità di salire a bordo della portaerei Ford, la più grande della US Navy, durante la sosta a Trieste. Entrata in servizio nel luglio del 2017, questa portaerei misura 337 metri di lunghezza, con una larghezza di 78 metri (sul ponte di volo) e un dislocamento a pieno carico di circa 100.000 tonnellate.

Può raggiungere una velocità superiore a 30 nodi e ospita un equipaggio di circa 4.600 persone, tra membri dell’equipaggio e personale militare impiegato nelle missioni. Le sue caratteristiche all’avanguardia comprendono non solo due reattori nucleari in grado di generare una quantità di energia elettrica quasi tre volte superiore rispetto alle portaerei precedenti, ma anche un dispositivo di arresto innovativo e un sistema elettromagnetico di lancio degli aerei, che sostituisce il tradizionale sistema a catapulta a vapore.

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