In un’epoca in cui le potenze navali competono per il dominio degli oceani, la Cina ha segnato un punto di svolta decisivo nel suo programma di sviluppo delle portaerei. Il 22 settembre 2025, la Marina dell’Esercito Popolare di Liberazione (PLAN) ha annunciato il successo delle prime operazioni di decollo e atterraggio assistiti da catapulte elettromagnetiche a bordo della portaerei CNS Fujian (CV-18), la terza portaerei della flotta e la prima completamente indigena con sistema EMALS (Electromagnetic Aircraft Launch System).
Questo non è solo un test tecnico: rappresenta un’evoluzione strategica che proietta la Cina verso un’ambizione di “blue-water navy”, capace di operare lontano dalle coste in scenari complessi come il Mar Cinese Meridionale o il Pacifico occidentale.
Le immagini e i video ufficiali diffusi dalla PLAN, ripresi da prospettive multiple inclusi i cockpit dei piloti, mostrano una operatività impressionante. Almeno due J-35 in formazione, tre J-15T (inclusa una variante bi-posto) e tre esemplari del KJ-600 hanno completato cicli di lancio e appontaggio, confermando la maturità del sistema EMALS.
Secondo fonti internazionali, questi test si sono svolti probabilmente durante la nona serie di prove in mare, tra il 15 settembre – quando la Fujian è rientrata alla base navale di Yulin – e il rilascio delle immagini. Un esperto come Andreas Rupprecht, analista di aviazione militare cinese, ha commentato su X che si tratta di “un passo verso la generazione di un rateo di missioni elevato”, essenziale per operazioni navali coordinate con unità di scorta e rifornitori.
Ma cosa rende questi test così importanti?
La Fujian, varata nel giugno 2022 e entrata in acqua nel 2024, non è una semplice evoluzione delle sorelle Liaoning e Shandong, basate su design STOBAR (Short Take-Off But Arrested Recovery) con rampa e sky-jump. Con le sue 80.000 tonnellate di dislocamento e due catapulte EMALS, più tre cavi di arresto, la portaerei permette decolli con carichi pesanti, estendendo il raggio d’azione e la letalità dello stormo imbarcato.
Le prove hanno verificato la compatibilità con velivoli di generazioni diverse, dal J-15T di generazione 4+ al J-35 di generazione 5, passando per l’AEW&C KJ-600. Secondo il Global Times, questo “completa la suite di cinque elementi” per superiorità aerea, controllo marittimo, attacco terrestre, ricognizione e guerra elettronica.
Le specifiche tecniche degli aerei J-35, J-15T e KJ-600 imbarcati sulla portaerei CNS Fujian
Per comprendere l’impatto, è utile immergersi nelle caratteristiche di questi aerei, ottimizzati per il CATOBAR della Fujian. Il J-35, noto anche come Shenyang J-35 o FC-31 navale, è il gioiello della corona: un caccia stealth di quinta generazione derivato dal land-based FC-31 Gyrfalcon. Con una lunghezza di circa 17 metri, apertura alare di 11,5 metri e motori WS-13E o WS-21 (thrust fino a 93 kN con postbruciatore), raggiunge Mach 1.8 e un raggio di combattimento di oltre 1.000 km.
Le immagini mostrano il suo lancio con con la catapulta, seguito da un appontaggio preciso con il gancio che afferra il cavo di arresto. Come nota Naval News, la Cina diventa la seconda nazione dopo gli USA ad operare un caccia di quinta generazione da portaerei, ideale per penetrazioni stealth in ambienti contestati.
Non da meno il J-15T, evoluzione del Flanker derivato dal Su-33 sovietico. Velivolo bimotore equipaggiato dal WS-10 con thrust vettoriale, ottimizzato per operazioni imbarcate CATOBAR. Pesa 33 tonnellate al decollo massimo, con fino a 12 punti d’attacco per missili PL-15 o bombe laser-guidate, e ha un raggio di 1.200 km. Le immagini catturano un J-15T biposto, suggerendo ruoli di addestramento o jamming. Rispetto al J-15 base STOBAR, la versione-T vola con un payload del 20-30% superiore, riducendo la dipendenza dallo sky-jump e aumentando l’efficienza.
Il KJ-600, infine, è l’occhio nel cielo della flotta navale cinese. Un Airborne Early Warning and Control simile all’E-2D Hawkeye statunitense, con radar nel radome rotante AESA a 360 gradi e capacità di rilevamento oltre 400 km. Lungo 15 metri, con ali pieghevoli, integra sensori ELINT e datalink per coordinare fino a 100 asset. Almeno tre esemplari diversi sono stati visti, sulla portaerei CNS Fijian con ali spiegate, decollare con successo. Esperti come Wang Ya’nan di Aerospace Knowledge lo definiscono “un moltiplicatore di forza“, essenziale per difendere il carrier strike group da minacce di vario genere.
Queste specifiche non sono astratte. Nei test, il KJ-600 ha dimostrato di integrarsi fluidamente con i caccia, formando una “kill chain” potenziata. La compatibilità con il sistema EMALS di tutti questi aerei, che si resetta in secondi anziché minuti come i sistemi a vapore, promette tassi di sortite fino a 150 al giorno, secondo quanto riportato dal Ministero della Difesa di Pechino.
Operazioni di volo sulla portaerei CNS Fujian
Immaginate la scena: la Fujian solca il Mar Cinese Meridionale, a circa 140 miglia nautiche da Taipei. Il ponte si anima: equipaggi sollevano gli aerei dagli hangar con ascensori, dispiegano le barriere anti-blast, e i piloti – tra cui veterani della PLAN – allineano i velivoli sulle catapulte. Il video ufficiale, lungo nove minuti, alterna viste esterne a interne: il rombo dei postbruciatori, il “thud” del catapult shot, e il fumo dei ganci che catturano i cavi. Un J-35 atterra con il pilota che alza il pollice al ponte, mentre un KJ-600 è pronto al decollo con ali che si aprono durante il taxi.
Queste non sono simulazioni ma confermerebbero la “full-deck operation capability”, come dichiarato dal sito ufficiale China Military. Rispetto alle prove del mese di luglio 2025, dove un J-15T era solo posizionato sul ponte di volo, ora si vedono cicli completi di decolli e appontaggi, incluso anche il raro velivolo J-15D per guerra elettronica, che validano l’addestramento per scenari operativi.
PLAN: verso una potenza oceanica
Il debutto del sistema CATOBAR della portaerei CNS Fujian non è isolato: è il culmine di un programma che vede la Cina con tre portaerei attive, contro le undici USA. Strategicamente, potenzia la proiezione di potenza verso Taiwan o le isole Spratly, con uno stormo imbarcato potenzialmente composto da 40+ aerei ad ala fissa e 12 elicotteri.
Rispetto agli USA, l’EMALS cinese – sviluppato localmente – offre capacità di lancio per droni o heavy lifter. Ma molte sfide rimangono come ad esempio l’addestramento notturno per gli equipaggi e piloti. Molti si chiedono: quando entrerà in servizio la Fujian? Basato sulle prove del settembre 2025, gli analisti prevedono entro dicembre 2025, con la full operational capability nel 2026.
E il J-35 è davvero stealth come l’F-35? Sì, con RCS ridotta e supercruise, ma focalizzato sulla air superiority navale, e payload anti-nave. Infine, il KJ-600 rileverà aerei stealth come F-22? Il suo AESA sarebbe ottimizzato anche per la scoperta radar di velivoli a bassa osservabilità. In conclusione, i test del Fujian segnano l’alba di una nuova era per l’aviazione navale cinese, dove tecnologia locale incontra l’ambizione globale.
Immagini: China Military / Ju Zhenhua